(AGENPARL) - Roma, 24 Febbraio 2026 - Circa 6,5 milioni di persone in Somalia, pari a quasi un terzo della popolazione, rischiano di affrontare una grave crisi alimentare a causa della siccità persistente che colpisce il Paese. L’allarme è stato lanciato in una dichiarazione congiunta dal Commissario dell’Agenzia somala per la gestione dei disastri, Mahamud Moallim, e da George Conway, Coordinatore umanitario delle Nazioni Unite per la Somalia.
Secondo la dichiarazione, tra febbraio e marzo circa 6,5 milioni di persone soffriranno di grave insicurezza alimentare, un numero quasi raddoppiato rispetto all’inizio del 2025. Oltre due milioni di persone si trovano già in condizioni disperate e necessitano di assistenza immediata.
“La siccità ha raggiunto un livello estremamente critico, colpendo numerose regioni con gravi carenze alimentari, mancanza di acqua e un numero crescente di sfollati”, si legge nel comunicato. Sono stati confermati decessi legati alla fame e alla sete, in particolare tra bambini e anziani.
Conway ha esortato la comunità internazionale ad aumentare rapidamente i finanziamenti e gli aiuti di emergenza per evitare che la crisi si trasformi in una carestia su vasta scala. Moallim ha sottolineato che i bambini sono tra i più colpiti: secondo la Classificazione Integrata delle Fasi della Sicurezza Alimentare, nel 2026 circa 1,84 milioni di minori sotto i cinque anni saranno a rischio malnutrizione, di cui 483.000 in condizioni tali da richiedere cure urgenti.
Lo scorso novembre il governo somalo ha dichiarato lo stato di emergenza a causa della prolungata siccità, dopo anni di precipitazioni inferiori alla media. A gennaio, le Nazioni Unite hanno predisposto un piano di assistenza da 852 milioni di dollari, volto a sostenere 2,4 milioni di persone nel Paese.
La crisi umanitaria in Somalia resta quindi una delle più gravi della regione dell’Africa orientale, con conseguenze potenzialmente devastanti in assenza di un rapido intervento internazionale.
