(AGENPARL) - Roma, 22 Febbraio 2026“Il governo, sul referendum del 22 e 23 marzo, è nella confusione più totale. I suoi principali esponenti, ovvero la trimurti in servizio permanente effettivo Giorgia Meloni – Mantovano – Nordio, chiedono toni più sobri, mentre alimentano nel Paese uno scontro politico incessante. Professano moderazione, mentre attaccano personalmente i giudici che adottano, semplicemente applicando la legge, decisioni a loro sgradite. Chiedono di ‘discutere nel merito’ mentre predispongono, come riportano fonti di stampa non smentite, dossier di errori giudiziari da squadernare nell’imminenza del voto. Come se questa riforma cambiasse anche minimamente le norme sullo svolgimento dei processi, migliorasse l’efficienza della giustizia per i cittadini, evitasse gli errori giudiziari. Al principale supporter della campagna per il NO, quale ormai è diventato l’erratico ministro Nordio, ricordiamo che lui stesso ha affermato ripetutamente che ‘nel merito’ questa riforma non serve all’efficienza della giustizia. La realtà è che i cittadini stanno comprendendo bene che l’unico obiettivo del governo è colpire l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, dissolvendo il CSM e rendendo i magistrati più controllabili dal potere politico. Ad essere colpita costantemente, dall’azione di questa destra autoritaria, è la separazione dei poteri, e con essa le garanzie e i controlli contro gli abusi di potere. Dunque la libertà dei cittadini e la democrazia repubblicana disegnata dai padri e dalle madri costituenti. È una deriva che proseguirebbe col premierato, che dopo quello giudiziario calpesterebbe definitivamente il potere legislativo, e può essere fermata solo votando NO al referendum. Quanto al governo, decida una volta per tutte se continuare a intensificare lo scontro o stare nel merito e discutere della riforma, come ci auguriamo vorrà fare almeno per quel senso di responsabilità istituzionale al quale il presidente Mattarella ha chiamato tutti”, così in una nota il Senatore Pd Marco Meloni