(AGENPARL) - Roma, 22 Febbraio 2026 - In un momento cruciale per la democrazia italiana, alla vigilia del referendum confermativo sulla cosiddetta “riforma Nordio” della giustizia, in programma per il 22 e 23 marzo prossimi, ritengo doveroso rivolgermi direttamente ai cittadini per esprimere la mia profonda preoccupazione sullo stato attuale della politica nel nostro Paese. Il governo deve smetterla di cavalcare vicende giudiziarie per obiettivi di distrazione di massa, eventi sui quali solo la magistratura ha la funzione istituzionale di intervenire. Invece di affrontare le vere emergenze del Paese, si perde in mille questioni di propaganda, dissipando energie preziose senza giungere, a fine legislatura, a certificare alcuna riforma concreta che possa realmente migliorare la vita quotidiana degli italiani. Parliamo di temi essenziali come le pensioni dignitose, l’aumento di salari e stipendi per contrastare la precarietà, il potenziamento della scuola e della sanità pubblica, processi giudiziari più veloci, trasporti e viabilità sicuri. Queste sono le vere urgenze che affliggono milioni di famiglie, eppure rimangono lettera morta. Un governo improntato alla propaganda, unito a un’opposizione debole e frammentata, sta favorendo l’emergere di nuovi mostri: divisioni sociali, disuguaglianze crescenti e un distacco sempre più marcato tra istituzioni e cittadini. In questo contesto, la riforma costituzionale proposta – che introduce la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, la divisione del CSM e altri cambiamenti strutturali – appare non solo inutile, ma potenzialmente dannosa, rischiando di compromettere l’equilibrio dei poteri e l’autonomia della magistratura senza risolvere i problemi reali della giustizia. Invito pertanto tutti i cittadini a recarsi alle urne il 22 e 23 marzo per respingere questa riforma con un chiaro NO. È un atto di responsabilità civile, in attesa di un partito o di una forza politica che sappia finalmente esprimere e tradurre in azioni concrete le impellenti necessità dello stato sociale: un welfare inclusivo, diritti garantiti e un futuro equo per tutti. Solo attraverso un impegno collettivo potremo superare questa fase di stallo e costruire un’Italia più giusta. Dichiarazione dell’Onorevole Marinella Pacifico, già Senatrice della Repubblica.

