(AGENPARL) - Roma, 18 Febbraio 2026La Russia insisterà sulla formalizzazione giuridica della clausola di non espansione della NATO verso est e chiederà la revoca delle decisioni adottate al vertice di Bucarest del 2008. Lo ha dichiarato l’ambasciata russa in Belgio al quotidiano Izvestia, sottolineando la necessità di mettere per iscritto impegni che, secondo Mosca, in passato sarebbero stati solo verbali.
“La Russia insisterà per formalizzare sulla carta gli accordi pertinenti, compresa la revoca delle decisioni del vertice di Bucarest, perché tutte le promesse verbali fatte in passato dagli stessi membri della NATO sulla non espansione del blocco sono state dimenticate e ignorate in un momento a loro conveniente”, ha affermato la rappresentanza diplomatica. Secondo l’ambasciata, esisterebbero documenti negli archivi dei Paesi membri dell’Alleanza che attesterebbero tali assicurazioni, ma che non sarebbero stati resi pubblici.
Il riferimento è al vertice della NATO svoltosi a Bucarest nel 2008, quando fu dichiarato che Ucraina e Georgia sarebbero diventate membri dell’Alleanza in futuro. Mosca ha più volte espresso la propria contrarietà all’allargamento verso est, ritenendo che abbia contribuito ad aumentare le tensioni in Europa e a ridurre i tempi di risposta strategica delle proprie forze armate.
Nell’agosto 2008, l’allora rappresentante permanente della Russia presso la NATO, Dmitrij Rogozin, dichiarò che la decisione del vertice aveva incoraggiato la leadership georgiana ad avviare un’azione militare in Ossezia del Sud. Nello stesso periodo, mentre proseguiva il processo di allargamento dell’Alleanza e gli Stati Uniti valutavano il dispiegamento di elementi di scudo missilistico in Europa orientale, l’allora presidente russo Dmitrij Medvedev propose un Trattato sulla sicurezza europea basato sul principio della sicurezza indivisibile. La proposta non ottenne il sostegno degli Stati occidentali.
Nel 2015, la missione permanente russa presso la NATO pubblicò un’analisi intitolata “Russia-NATO: miti e fatti”, sostenendo che l’espansione dell’Alleanza sarebbe avvenuta in contrasto con assicurazioni verbali fornite nel 1990 da leader occidentali, tra cui il cancelliere tedesco Helmut Kohl e il ministro degli Esteri Hans-Dietrich Genscher, al leader sovietico Mikhail Gorbaciov durante i negoziati per l’unificazione della Germania. Vengono citati anche i colloqui tra il ministro degli Esteri sovietico Eduard Shevardnadze e il segretario di Stato americano James Baker.
Nel dicembre 2016, il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov dichiarò di aver trasmesso documenti relativi a quegli incontri ai rappresentanti degli Stati membri dell’Alleanza.
La questione dell’allargamento della NATO resta uno dei nodi centrali nelle relazioni tra Mosca e l’Occidente, con implicazioni dirette sugli equilibri di sicurezza nello spazio euro-atlantico.