(AGENPARL) - Roma, 18 Febbraio 2026(AGENPARL) – Wed 18 February 2026 centercenter00
COMUNICATO STAMPA
CONSIGLIO DEI MINISTRI N. 162
18/02/2026
PALAZZO CHIGI
CONSIGLIO DEI MINISTRI – 18 FEBBRAIO 2026
Il Consiglio dei ministri si è riunito mercoledì 18 febbraio 2026, alle ore 16.17 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente Giorgia Meloni. Segretario, il Sottosegretario alla Presidenza Alfredo Mantovano.
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CICLONE HARRY E FRANA DI NISCEMI
Interventi urgenti per fronteggiare l’emergenza provocata dagli eccezionali eventi meteorologici che, a partire dal giorno 18 gennaio 2026, hanno colpito il territorio della Regione Calabria, della Regione autonoma della Sardegna e della Regione Siciliana nonché ulteriori misure urgenti per fronteggiare la frana di Niscemi e di protezione civile (decreto-legge)
Deliberazione di protezione civile – Ulteriore stanziamento per la realizzazione degli interventi in conseguenza degli eccezionali eventi meteorologici che a partire dal giorno 18 gennaio 2026, hanno colpito il territorio della Regione Calabria, della Regione Autonoma della Sardegna e della Regione Siciliana
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Giorgia Meloni e del Ministro per la protezione civile e le politiche del mare Nello Musumeci, ha approvato un decreto-legge che introduce interventi urgenti per fronteggiare l’emergenza provocata dagli eccezionali eventi meteorologici che, a partire dal giorno 18 gennaio 2026, hanno colpito il territorio della Regione Calabria, della Regione autonoma della Sardegna e della Regione Siciliana nonché ulteriori misure urgenti per fronteggiare la frana di Niscemi e di protezione civile.
Al decreto-legge, che mobilita risorse per oltre 700 milioni di euro, si accompagna una deliberazione di protezione civile che, facendo seguito allo stanziamento di 100 milioni di euro già deliberato lo scorso 29 gennaio, stanzia ulteriori 400 milioni. Pertanto, dall’inizio dell’emergenza, sono state messe a disposizione risorse per oltre 1,2 miliardi di euro.
Il decreto e la deliberazione, oltre a garantire l’assistenza alle popolazioni colpite e il ripristino dei servizi pubblici essenziali e delle infrastrutture di rete, prevedono tra le misure principali quelle di seguito riassunte.
Sostegno a privati e attività produttive: si definiscono le procedure per il riconoscimento dei contributi a favore di soggetti privati e imprese che hanno subito danni a edifici, beni mobili e attività economiche.
Sospensione di termini: è prevista la sospensione dei termini relativi agli adempimenti e ai versamenti tributari, contributivi e dei premi per l’assicurazione obbligatoria per i residenti e le imprese operanti nei comuni individuati dai provvedimenti di protezione civile.
Misure per Niscemi: si introducono disposizioni straordinarie per la messa in sicurezza e il consolidamento del versante interessato dalla frana nel comune di Niscemi, prevedendo l’accelerazione delle procedure di appalto per le opere di pubblica utilità e la gestione commissariale delle attività di ripristino.
Deroga per le PMI: per le medie, piccole e micro-imprese danneggiate non si applica temporaneamente l’esclusione dai contributi prevista per la mancata stipula dei contratti assicurativi contro le calamità, a condizione che la polizza venga sottoscritta entro sessanta giorni dalla percezione del contributo statale.
Poteri commissariali: vengono rafforzate le capacità operative dei Commissari delegati per l’attuazione degli interventi di somma urgenza, la gestione delle macerie e il ripristino delle infrastrutture strategiche e della rete viaria.
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COSTO DELL’ENERGIA ELETTRICA E DEL GAS
Misure urgenti per la riduzione del costo dell’energia elettrica e del gas in favore delle famiglie e delle imprese, per la competitività delle imprese e per la decarbonizzazione delle industrie, nonché disposizioni urgenti in materia di risoluzione della saturazione virtuale delle reti elettriche, di integrazione dei centri di elaborazione dati nel sistema elettrico (decreto-legge)
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Giorgia Meloni e del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti per la riduzione del costo dell’energia elettrica e del gas in favore delle famiglie e delle imprese, per la competitività delle imprese e per la decarbonizzazione delle industrie, nonché disposizioni urgenti in materia di risoluzione della saturazione virtuale delle reti elettriche, di integrazione dei centri di elaborazione dati nel sistema elettrico.
Di seguito le principali misure introdotte.
Misure per le famiglie
Contributo aggiuntivo di 115 euro all’anno sulla bolletta elettrica per 2,7 milioni di famiglie vulnerabili che già percepiscono il bonus sociale pari a 200 euro annui. Il beneficio complessivo per queste famiglie sarà pari a 315 euro all’anno, cifra corrispondente alla metà del costo medio annuale della bolletta elettrica.
Contributo fino a 60 euro sulla bolletta elettrica per 4,5 milioni di famiglie con ISEE inferiore a 25.000 euro e non titolari di bonus sociali. Il contributo è riconosciuto su base volontaria dalle imprese venditrici di energia elettrica a copertura dei costi di acquisto dell’energia del primo bimestre utile dell’anno. Ai venditori che aderiscono al meccanismo è rilasciata una attestazione che può essere utilizzata anche a fini commerciali.
Misure a favore delle imprese
Contributo sulla bolletta elettrica di 431 milioni per 2026, 500 milioni per il 2027, 68 milioni per il 2028, per tutte le imprese. Il beneficio si traduce in uno sconto pari a 3,4 euro/MWh per l’anno 2026, 4 euro/MWh per l’anno 2027 e 0,54 euro/MWh per l’anno 2028. Le risorse derivano da un incremento di due punti percentuali dell’aliquota IRAP applicata alle imprese di alcuni comparti del settore energetico.
Contributo sulla bolletta elettrica di 850 milioni per le imprese, corrispondente a 6,8 euro al MWh. Le risorse derivano dalla riduzione delle tempistiche di giacenza degli oneri di sistema, versati dai venditori, nelle casse delle imprese distributrici di energia elettrica.
Promozione del ricorso ai Power Purchase Agreement (PPA) da parte delle PMI, per favorire una contrattazione a lungo termine di energia pulita a costi inferiori. Incentivo all’aggregazione della domanda tramite associazioni di categoria, aggregatori territoriali e Acquirente Unico. Il GSE svolge il ruolo di garante di ultima istanza per soggetti qualificati. Il beneficio della norma è il disaccoppiamento del prezzo dell’elettricità da quello del gas, garantendo energia rinnovabile a prezzi più bassi.
Promozione della contrattualizzazione degli impianti FER (fonti energetiche rinnovabili) a fine incentivazione a prezzi calmierati all’interno del servizio di aggregazione svolto da Acquirente Unico nell’ambito della bacheca PPA, prevedendo una premialità, pari al 15% della differenza tra la media annua ponderata, sulle quantità contrattualizzate, dei prezzi del mercato spot nella zona in cui è localizzato l’impianto e il prezzo riconosciuto nell’ambito del servizio di aggregazione.
Facoltà dei soggetti titolari degli impianti fotovoltaici beneficiari dei Conti Energia di aderire a un meccanismo che, a fronte di una riduzione dell’incentivo del 15% o del 30% nel secondo semestre 2026 e nel 2027, ne estende la durata di 3 o di 6 mesi. La misura incide sulla riduzione della componente ASOS nel 2026 e nel 2027.
Facoltà di repowering dei soggetti titolari degli impianti fotovoltaici beneficiari dei “Conti Energia” di aderire ad un meccanismo che, a fronte della fuoriuscita dai “Conti Energia” e dell’impegno al repowering, consente di partecipare a meccanismi di supporto per la capacità corrispondente all’incremento di potenza.
Valorizzazione a mercato del gas stoccato dal GSE e da SNAM e riduzione degli oneri gas e ulteriori componenti tariffarie per tutte le imprese.
Semplificazione della misura del Gas release per incrementare i volumi di gas estratti sul territorio nazionale e offerta a prezzi calmierati ai clienti finali industriali.
Misure di tutela dei settori industriali ad alta intensità energetica (HTA) nell’approvvigionamento del biometano, per decarbonizzare i consumi e ridurre i costi dell’ETS.
Attribuzione ad ARERA del compito di definire un quadro preliminare di principi e criteri per l’accesso alla rete di trasporto e ai siti di stoccaggio del biossido di carbonio.
Misure a favore di tutti gli utenti del sistema elettrico
Riduzione del costo di produzione dell’energia elettrica da parte degli impianti termoelettrici tramite il rimborso del valore, definito da ARERA, del costo del gas per la produzione di energia elettrica, nel limite della quotazione dei diritti riconosciuti per l’ETS. La misura è sottoposta a notifica alla Commissione europea.
Riduzione del costo di produzione dell’energia elettrica da parte degli impianti termoelettrici tramite un rimborso degli oneri di trasporto del gas utilizzato per la generazione elettrica.
Rafforzamento della concorrenza sui mercati elettrici (REMIT) per limitare eventuali comportamenti speculativi.
Riduzione degli oneri generali degli impianti rinnovabili alimentati da bioliquidi, biomasse e biogas.
Misure a favore di tutti i consumatori di gas e degli utenti del sistema elettrico e gas
Eliminazione dello spread TTF-PSV pari a circa 2 €/MWh, attraverso l’introduzione di un servizio di liquidità del gas per evitare l’accumulo di costi di trasporto aggiuntivi rispetto al TTF dovuti all’attraversamento del territorio di altri Stati. Il meccanismo opera nel limite massimo di spesa di 200 milioni di euro, derivanti dalle risorse rinvenienti dalla vendita del gas stoccato del GSE e di SNAM.
Data center
Semplificazione e accelerazione del processo autorizzativo dei datacenter, garantendo un approccio integrato alla valutazione dei progetti. Si prevede un procedimento unico in cui l’Autorità competente è la stessa dell’autorizzazione integrata ambientale (sino a 300 MW la Regione, con possibilità di delega alla Provincia; sopra i 300 MW il MASE).
Saturazione virtuale della rete
Norme per affrontare la saturazione virtuale della rete, che ha bloccato la capacità di rete per anni, a causa di richieste da parte di impianti che non sono mai stati realizzati. Si garantiscono le richieste di connessione alla rete per impianti già autorizzati o abilitati; mentre per le restanti richieste di connessione si prevede l’apertura di procedure periodiche che mettono a disposizione slot di capacità della rete libera.
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RIFORMA FISCALE
Testo unico in materia di imposte sui redditi (decreto legislativo – esame preliminare)
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, ha approvato il decreto legislativo recante il testo unico delle disposizioni legislative in materia di imposte sui redditi.
Il provvedimento, che ha carattere compilativo, raccoglie in un unico testo la vigente disciplina relativa alle imposte sui redditi e abroga contestualmente le disposizioni incompatibili o non più attuali, assicurando il coordinamento formale e sostanziale alla normativa vigente.
Il nuovo testo unico, composto da 376 articoli suddivisi in tre Parti, raccoglie e sistematizza le disposizioni contenute nel Testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, nonché quelle introdotte nel tempo da successivi interventi legislativi che hanno progressivamente integrato e aggiornato la disciplina.
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GARANTE NAZIONALE DEI DIRITTI DELLE PERSONE CON DISABILITÀ
Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 5 febbraio 2024, n. 20, recante l’istituzione dell’Autorità garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità (decreto legislativo – esame preliminare)
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per le disabilità Alessandra Locatelli, ha approvato il decreto legislativo contenente disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 5 febbraio 2024, n. 20, recante l’istituzione dell’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità.
L’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, istituita con il decreto legislativo in attuazione della legge delega del 22 dicembre 2021, n. 227, è un presidio istituzionale indipendente con compiti di vigilanza, tutela effettiva e promozione dei diritti delle persone con disabilità, in coerenza con i principi della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità.
Il provvedimento introduce una serie di modifiche volte a precisare le competenze dell’Autorità, rafforzarne le funzioni di tutela e adeguarne la struttura organizzativa. In particolare:
chiarisce il ruolo del Garante quale presidio che vigila sulla protezione delle persone con disabilità da forme di sfruttamento, violenza e abuso;
prevede la possibilità di interfacciarsi con organismi omologhi europei e altri enti specializzati sulla disabilità;
attribuisce al Garante il potere di visitare e monitorare le strutture sanitarie e assistenziali interessate;
rafforza il ruolo di organo di indirizzo;
introduce l’obbligo di acquisire il parere del Garante, obbligatorio ma non vincolante, su regolamenti e provvedimenti amministrativi di natura generale che abbiano incidenza diretta sui diritti delle persone con disabilità.
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AUTONOMIA DIFFERENZIATA
Intese preliminari tra il Governo e le Regioni Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Roberto Calderoli, ha approvato gli schemi di intesa preliminare con le Regioni Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto per l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione.
Alla riunione hanno partecipato il Presidente della Regione Liguria Marco Bucci, il Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e il Presidente della Regione Veneto Alberto Stefani.
L’attribuzione di tali forme di autonomia si fonda sul principio di sussidiarietà, valorizzando le potenzialità dei territori nel rispetto dell’unità della Repubblica. Il provvedimento attua la legge 26 giugno 2024, n. 86. Ai fini dell’allocazione delle funzioni è stata adottata una metodologia basata sul modello europeo di valutazione della sussidiarietà, che assicura un’istruttoria rigorosa sulla rispondenza delle richieste alle specificità regionali.
Le intese distinguono tra materie riferibili ai livelli essenziali delle prestazioni (LEP) e materie “non-LEP”. Tra i contenuti qualificanti degli schemi figurano:
protezione civile, con la facoltà per il Presidente della Regione di adottare ordinanze in deroga alla disciplina statale per emergenze locali, previa autorizzazione del Governo o, in casi di estrema urgenza, con successiva approvazione del Consiglio dei ministri;
salute, con la possibilità di riallocare risorse derivanti da efficientamenti della spesa su altri ambiti sanitari regionali, fermo restando l’obbligo di garantire l’erogazione dei LEA (livelli essenziali di assistenza) e il mantenimento dell’equilibrio economico-finanziario.
Le intese hanno una durata di dieci anni, con verifica annuale del monitoraggio degli adempimenti e degli oneri finanziari.
Gli schemi di intesa preliminare saranno trasmessi alla Conferenza unificata per il parere e, successivamente, alle Camere per l’esame da parte degli organi parlamentari competenti.
Di seguito una breve sintesi delle previsioni degli schemi approvati per ciascuna Regione.
Regione Liguria
Schema di intesa preliminare tra il Governo della Repubblica italiana e la Regione Liguria, avente ad oggetto l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione, nella materia “tutela della salute – coordinamento della finanza pubblica”
Schema di intesa preliminare tra il Governo della Repubblica italiana e la Regione Liguria, avente ad oggetto l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione, nelle materie “protezione civile”, “professioni” e “previdenza complementare e integrativa”
Regione Lombardia
Schema di intesa preliminare tra il Governo della Repubblica italiana e la Regione Lombardia, avente ad oggetto l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione, nella materia “tutela della salute-coordinamento della finanza pubblica”
Schema di intesa preliminare tra il Governo della Repubblica italiana e la Regione Lombardia, avente ad oggetto l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione, nelle materie “protezione civile”, “professioni” e “previdenza complementare e integrativa”
Regione Piemonte
Schema di intesa preliminare tra il Governo della Repubblica italiana e la Regione Piemonte, avente ad oggetto l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione, nella materia “tutela della salute-coordinamento della finanza pubblica”
Schema di intesa preliminare tra il Governo della Repubblica italiana e la Regione Piemonte, avente ad oggetto l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione, nelle materie “protezione civile”, “professioni” e “previdenza complementare e integrativa”
Regione Veneto
Schema di intesa preliminare tra il Governo della Repubblica italiana e la Regione Veneto, avente ad oggetto l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione, nella materia “tutela della salute-coordinamento della finanza pubblica”
Schema di intesa preliminare tra il Governo della Repubblica italiana e la Regione Veneto, avente ad oggetto l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione, nelle materie “protezione civile”, “professioni” e “previdenza complementare e integrativa”.
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INFORMATIVE – ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2026
Il Ministro dell’interno Matteo Piantedosi ha informato il Consiglio dei ministri in relazione all’individuazione, nei prossimi 24 e 25 maggio, delle date per lo svolgimento delle elezioni per il rinnovo del sindaco e del consiglio comunale di 626 comuni delle regioni a statuto ordinario, tra i quali 15 capoluoghi (Venezia, Reggio Calabria, Lecco, Mantova, Arezzo, Pistoia, Prato, Fermo, Macerata, Chieti, Avellino, Andria, Trani, Crotone, Salerno). Il successivo eventuale turno di ballottaggio avrà luogo il 7 e l’8 giugno.
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DELIBERAZIONI MOTIVATE
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Roberto Calderoli, con deliberazione motivata ai sensi dell’articolo 3, comma 3, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, ha deliberato di autorizzare l’adozione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri concernente il “Regolamento recante i criteri per la classificazione dei comuni montani”, di cui all’articolo 2, comma 1, della legge 12 settembre 2025, n. 131, sulla base dei dati forniti dall’Istituto nazionale di statistica (ISTAT), con contestuale definizione dell’elenco dei comuni montani.
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LEGGE BACCHELLI – ASSEGNO VITALIZIO
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Giorgia Meloni, ha deliberato la concessione di un assegno straordinario vitalizio, ai sensi della legge 8 agosto 1985, n. 440 (legge Bacchelli), in favore di Elio Pecora, poeta.
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NOMINE
Il Consiglio dei ministri ha deliberato:
su proposta del Ministro dell’interno Matteo Piantedosi, la permanenza nella posizione di disponibilità del dirigente generale di pubblica sicurezza, dott. Gaspare Caliendo e la nomina a dirigente generale di pubblica sicurezza della dirigente superiore della Polizia di Stato dottoressa Elisabetta Mancini;
su proposta del Ministro della giustizia Carlo Nordio, la nomina a dirigente generale del Corpo di polizia penitenziaria del dottor Augusto Zaccariello, dirigente superiore del Corpo di polizia penitenziaria.
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LEGGI REGIONALI
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Roberto Calderoli, ha esaminato tredici leggi delle regioni e delle province autonome e ha quindi deliberato di non impugnare:
la legge della Regione Molise n. 18 del 23/12/2025, recante “Rendiconto generale della Regione Molise per l’esercizio finanziario 2023”;
la legge della Regione Molise n. 19 del 23/12/2025, recante “Rendiconto generale della Regione Molise per l’esercizio finanziario 2024”;
la legge della Regione Piemonte n. 23 del 24/12/2025, recante “Autorizzazione all’esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l’anno 2026”;
la legge della Regione Piemonte n. 24 del 24/12/2025, recante “Disposizioni urgenti”;
la legge della Provincia autonoma di Bolzano n. 17 del 22/12/2025, recante “Legge di stabilità provinciale per l’anno 2026”;
la legge della Provincia autonoma di Bolzano n. 18 del 22/12/2025, recante “Bilancio di previsione della Provincia autonoma di Bolzano 2026-2028”;
la legge della Regione Abruzzo n. 35 del 29/12/2025, recante “Modifiche ed integrazioni all’art. 25 della legge regionale 25 gennaio 2024, n. 4 (Disposizioni finanziarie per la redazione del Bilancio di previsione finanziario 2024- 2026 della Regione Abruzzo (Legge di stabilità regionale 2024))”;
la legge della Regione Abruzzo n. 36 del 29/12/2025, recante “Riconoscimento della legittimità del debito fuori bilancio ai sensi dell’art. 73, comma 1, lett. e) del d.lgs. 23 giugno 2011, n. 118 (Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli Enti Locali e loro Organismi, a norma degli artt. 1 e 2 della Legge 5 maggio 2009, n. 42) per acquisizione di beni e servizi in assenza del preventivo impegno di spesa e ulteriori disposizioni”;
la legge della Regione Emilia-Romagna n. 11 del 29/12/2025, recante “Disposizioni collegate alla legge regionale di stabilità per il 2026”;
la legge della Regione Emilia-Romagna n. 13 del 29/12/2025, recante “Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna 2026-2028”;
la legge della Provincia autonoma di Trento n. 11 del 29/12/2025, recante “Legge di stabilità provinciale 2026”;
la legge della Regione Valle d’Aosta n. 30 del 23/12/2025, recante “Bilancio di previsione finanziario della Regione autonoma Valle d’Aosta – Vallée d’Aoste per il triennio 2026/2028”
la legge della Regione Friuli-Venezia Giulia n. 20 del 29/12/2025, recante “Bilancio di previsione per gli anni 2026-2028”.
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Il Consiglio dei ministri è terminato alle ore 17.52.
