(AGENPARL) - Roma, 18 Febbraio 2026(AGENPARL) – Wed 18 February 2026 **Aprono e si inaugurano case di comunità, Giani e Monni a Follonica e
Collesalvetti**
**Nuovi servizi e cure di prossimità per i cittadini del territorio, anche
con la telemedicina**
/Scritto da Walter Fortini, mercoledì 18 febbraio 2026 alle 17:19/
Da Follonica a Collesalvetti, dalla provincia di Grosseto a quella di
Livorno. Si avviano a conclusione e stanno iniziando ad aprire, una dopo
l’altra, le case di comunità della Toscana finanziate con i fondi Pnrrr,
rivoluzione ed architrave – assieme ad ospedali di comunità, ma anche alle
nuove centrali operative territoriali – della nuova assistenza sanitaria
territoriale. Un presidio di prossimità – con medici, infermieri e primo
soccorso, ma anche diagnostica di base – per offrire cure e presa in carico
il più possibile vicino a dove uno vive, declinazione anche loro del
modello di Toscana diffusa al centro dell’agenda della giunta regionale.
Oggi, 18 febbraio, il taglio del nastro è stato per la casa di comunità
delle Colline metallifere a Follonica. Una casa di comunità cosiddetta
“hub”, ovvero una struttura baricentrica a cui, a raggiera, sono
collegate altre strutture periferiche (le case di comunità ‘spoke’). Ma
poche ore prima, all’inizio del pomeriggio, c’è stata anche a
Collesalvetti – novanta chilometri più a nord – la presentazione di
un’altra casa di comunità di fatto ultimata: aprirà nelle prossime
settimane, le opere sono pressoché compiute ed è stata l’occasione per
illustrare i servizi che offrirà. A tutte e due gli eventi era presente il
presidente della Toscana Eugenio Giani. A Follonica ha partecipato pure
l’assessora al diritto alla salute, alla sanità e alle politiche sociali
Monia Monni.
“Le Case di comunità – sottolinea il presidente Giani – rappresentano
uno dei pilastri più concreti della riorganizzazione della sanità
territoriale in Toscana: siamo partiti con settantasette progetti e oggi
possiamo dire che, salvo pochissime eccezioni, stanno arrivando tutti a
compimento nei tempi previsti”. “Questo risultato – evidenzia ancora il
presidente – è frutto di un grande lavoro di squadra che voglio
condividere con gli amministratori del territorio e con i direttori
generali delle Asl”.
Le Case di comunità finanziate in Toscana con il Pnrr, il piano nazionale
di ripresa e resilienza, sono settanta (altre hanno ricevuto finanziamenti
diversi), ventitré gli ospedali di comunità e trentasette le Centrali
operative territoriali.
“Con le case di comunità – commenta l’assessora alla sanità e alle
politiche sociali, Monia Monni – l’integrazione sociosanitaria diventa
realtà: uno spazio dove si potranno trovare tutti i professionisti legati
alle cronicità, tutto ciò che non è ospedale ma è un punto di primo
soccorso per i codici minori, i medici di medicina generale e i pediatri di
libera scelta”. “Questa riforma – aggiunge – porta le risposte più
vicine a dove i bisogni nascono, in modo da consentire la creazione di una
rete sul territorio, e permette agli ospedali di specializzarsi
ulteriormente. Non ci sarà più soltanto una porta di accesso al sistema
sanitario, spesso quella del pronto soccorso, ma saranno di più le porte
per arrivare però a un percorso unico di presa in carico delle persone”.
“Le case di comunità creano anche un circuito virtuoso – interviene
ancora Giani – e la presenza associata di medici di famiglia in un’unica
sede, oltre a facilitare risposte ai bisogni di salute della persone,
favorisce investimenti in diagnostica e tecnologie avanzate, crea sinergie
e consente di modellare servizi e attrezzature sulle esigenze specifiche
del territorio”
Un modello esportato in Italia
La Toscana sul fronte dell’assistenza territoriale e di prossimità non
parte comunque da zero. Ci ha iniziato ad investire molto prima che il tema
diventasse centrale nel dibattito nazionale e le cinquanta case della
salute tenute a battesimo dal 2011 in poi – lo ricorda proprio il
presidente Giani, citando una visita del ministro Speranza in piena
pandemia alle Piagge a Firenze – sono diventate un modello di riferimento
nazionale” per la progettazione nel 2021 delle nuove case di comunità.
Un’evoluzione e una risposta necessaria alla demografia, con una
popolazione sempre più anziana e affetta da patologie croniche.
La sanità territoriale consente di rispondere a questi bisogni attraverso
modelli di presa in carico continuativa, multidisciplinare e di prossimità
e nelle aree interne e meno densamente popolate l’integrazione tra servizi
sanitari, sociali, telemedicina e assistenza domiciliare gioca un ruolo
strategico. Aiuta anche la sostenibilità del sistema sanitario pubblico,
perché maggiore assistenza sul territorio si traduce in una migliore
prevenzione, vuol dire minori accessi impropri al pronto soccorso e meno
ricoveri. Ci guadagna il paziente e ci guadagna il sistema sanitario nel
suo complesso.
La casa di comunità hub di Follonica
Il nuovo modello di assistenza sanitaria territoriale delle Colline
metallifere, in provincia di Grosseto, avrà come baricentro la struttura
di viale Europa, inaugurata oggi alla presenza del presidente Giani,
dell’assessora Monni e del direttore generale dell’Asl Toscana Sud Est
Marco Torre, accompagnati dalla direttrice della zona distretto Tania Barbi
e dal sindaco di Follonica Matteo Buoncristiani assieme ad altre autorità
locali.
La realizzazione della nuova Casa della Comunità hub è stata finanziata
per un milione e mezzo di euro con fondi del Pnrr. Sono serviti alla
ristrutturazione di una parte dell’edificio esistente, circa 950 metri, e
alla realizzazione di una costruzione di altri 150 metri quadri su un unico
piano. Nella parte che già esisteva è stata cambiata la disposizione
degli spazi interni, rifatti impianti elettrici, idraulici, antincendio e
di climatizzazione invernale ed estiva, attrezzata di tutto punto per fonia
e dati, oltre ad interventi di finitura e piccole altre modifiche. Nella
nuova ala ha trovato spazio il servizio di prelievo e donazione sangue.
La casa di comunità ospiterà ambulatori dei medici di medicina generale e
dei pediatri, gli infermieri di famiglia e di comunità, l’ambulatorio
infermieristico e le assistenti sociali; offrirà assistenza domiciliare e
il Pua, il Punto unico accesso, ovvero uno sportello informativo e di
orientamento per cittadini con fragilità, anziani o disabili capace di
semplificare l’accesso a cure e assistenza. Nella sede opera anche la
guardia medica (ovvero il servizio di continuità assistenziale a cui
rivolgersi quando il medico di famiglia non è raggiungibile o non è in
servizio. Accoglie pure il Cup, il centro unico prenotazioni e ambulatori
specialistici per le cronicità (cardiologo, pneumologo, diabetologo,
neurologo e geriatra).
L’obiettivo è la prossimità delle cure. La casa di comunità, in quanto
‘hub, sarà aperta sette giorni su sette e ventiquattro ore al giorno, in
quanto sede della continuità assistenziale a cui rivolgersi attraverso
l’116117, a cui a Follonica si aggiunge la postazione di primo soccorso,
118, sempre aperta.
La struttura dispone anche di sala riunioni per telemedicina e
teleconsulto, un’area incontri per la partecipazione della comunità,
un’area diagnostica di base e di laboratorio (con elettrocardiogramma,
ecografo, spirometro Poct), oltre alla Centrale operativa territoriale
(Cot), il servizio igiene e prevenzione, gli ambulatori per le
vaccinazioni, la medicina dello sport e la radiologia (che effettua anche
screening mammografici). Non mancano il consultorio, la protesica, la
Salute mentale adulti, la Salute mentale infanzia e adolescenza, il
Servizio dipendenze, la riabilitazione e uffici amministrativi.
Poche settimane ed aprirà anche Collesalvetti
Per la casa di comunità di Collesalvetti, in provincia di Livorno, oggi è
stata la giornata di presentazione. Entro fine marzo aprirà i battenti.
All’iniziativa con il presidente Giani c’erano la direttrice dell’Asl
Toscana Nord Ovest Maria Letizia Casani, la sindaca di Collesalvetti Sara
Paoli e la direttrice della Zona distretto livornese Cinzia Porrà.
L’edificio, sorto su un’area di proprietà comunale concessa gratuitamente
dal Comune di Collesalvetti per novantanove anni all’Asl, è stato
realizzato ex novo su un unico livello al piano terra, con una superficie
lorda di circa 400 metri quadri, in modo da garantire piena accessibilità,
funzionalità dei percorsi e collegamento con gli spazi esterni. Con
l’occasione sono stati sistemati anche aree pertinenziali e parcheggi.
Nell’area sorgeranno anche altri servizi.
La struttura, che rappresenta un presidio sanitario di prossimità,
ospiterà attività di accoglienza, il Punto unico di accesso, ambulatori
per medici di medicina generale e specialisti, infermieristica di famiglia,
servizi sociali, spazi per la comunità e locali di supporto. L’opera è
stata interamente finanziata con fondi Pnrr per circa un milione e 260 mila
euro. Per ridurre i consumi energetici particolare attenzione è stata
dedicata ai materiali ed installato un impianto fotovoltaico.
Sarà una casa di comunità di tipo ‘spoke’, ovvero una struttura
periferica aperta sei giorni su sette da lunedì al sabato, con la presenza
di medici e infermieri per dodici ore. Si potranno fare anche prelievi del
sangue, nonostante che non sia un servizio obbligatorio per questo tipo di