(AGENPARL) - Roma, 14 Febbraio 2026(AGENPARL) – Sat 14 February 2026 **“Secondo Novecento”, fra presente e futuro. Giani: “Il senso del
tempo”**
/Scritto da Marcello Ferreri, sabato 14 febbraio 2026 alle 13:45/
Vivere il tempo e la storia come se tutto fosse parte di un presente da
capire e decifrare, dove lo strumento della scrittura diventa uno sguardo
affilato per cercare di capire e vedere oltre la quotidianità.
Nella poesia di Vasco Ferretti, come nelle sue altre espressioni che
spaziano dalla didattica al giornalismo fino alla testimonianza storica,
c’è la volontà di non tralasciare niente che possa esser utile a risalire
alla verità sostanziale di quel che accade, come nella sua raccolta di
poesie Secondo Novecento, edita dalla Regione Toscana e presentata a
Firenze a palazzo Strozzi Sacrati dall’autore assieme al presidente della
Regione Toscana Eugenio Giani.
Nato a Buggiano, in provincia di Pistoia, Vasco Ferretti dopo l’attività
di sindacalista ha intrapreso la professione giornalistica lavorando per
molti anni al quotidiano La Nazione e si è dedicato poi alla ricerca
storica pubblicando con la casa editrice Mursia, tra le altre opere,
Kesselring (2009), Stragi naziste sotto la linea Gotica: Sant’Anna di
Stazzema e Marzabotto nel 2004 e nel 2011 La strage nazista di Fucecchio
per l’editore Pacini.
“In questo trinomio giornalista, storico, persona che sa esprimere la sua
sensibilità – nelle parole del presidente Giani – nasce il Vasco Ferretti
poeta che questo libro riesce a mettere in così forte evidenza. La sua
scrittura, capacità narrativa, la sua curiosità che lo porta a essere
presente, attento su tutti i problemi, si esprime anche attraverso la
poesia. I suoi versi ci restituiscono un Vasco ragazzino segnato dalla
crudeltà della guerra e dagli eccidi, quello del Padule di Fucecchio, dei
fatti accaduti in Valdinievole, di quello che successe a Sant’Anna di
Stazzema. Quelle vicende rimangono talmente scolpite nella memoria di Vasco
Ferretti che le ritroviamo in queste pagine, maturate in anni successivi,
ma che rivelano quanto negli occhi dell’adolescente, nella sensibilità
dell’uomo che diventa sempre più uomo di cultura, lasciano traccia”.
“La sensibilità verso questi episodi, la Liberazione, il costo in vite
umane che la Toscana paga – continua Giani – si accompagna poi a tutta una
serie di testimonianze di impegno civile e sensibilità che arrivano fino
ai giorni nostri, fino al Covid che ispira ancora la vena poetica di
Ferretti. Nei suoi scritti vi è anche tutta la saggistica e la narrativa
della Valdinievole, territorio che gli è profondamente nel cuore e dove ha
esercitato la professione di giornalista, raccontandolo con le sue
testimonianze”.
In Secondo Novecento Ferretti cerca l’essenza del presente, che avverte
liquido e multiforme, usando nella sua riflessione poetica un solido
ancoraggio al passato. I suoi componimenti sono sempre legati al vero, al
reale, in una continua ricerca della parola ultima, quella che definisce,
scava alla ricerca del senso delle cose.
“Il tempo – spiega Ferretti – ormai non è più percepito come una
successione lineare e ordinata degli avvenimenti che accadono. Ecco
perché, accostando figure antiche al tempo presente, anche un mito perenne
come la guerra riesce a dar forma e significato a una realtà frammentata
come quella della vita contemporanea. Confesso che riuscirvi non è sempre
facile. Per scrivere poesia, come quella che è raccolta in questa opera,
si deve lavorare su parole e immagini, ritmo e assonanza, significato e
sentimenti, con la stessa pazienza e accuratezza che serve ad uno scultore
mentre incide la pietra dura”.
Scrivere versi – conclude Ferretti – diventa più semplice quando emerge
nella memoria un’esperienza di vita vissuta che ho fatto per un anno
intero, 300 giorni, 30 soli di pausa, al centro studio CISL, a San
Domenico, su una collinetta a Firenze di fronte alla sede dell’Università
Europea. La poesia in questi casi, dove i sentimenti e le esperienze sono
dirette, testimonia quegli anni con un linguaggio semplice e scorrevole”.