(AGENPARL) - Roma, 14 Febbraio 2026È tempo di rituffarsi nella storia per la contea di Vernio, tempo di sfilata con i meravigliosi abiti del gruppo storico Conti Bardi, tempo di rievocazione con la distribuzione del piatto della memoria, la polenta di farina di castagne accompagnata da aringa e baccalà.Insomma, sta per arrivare l’evento più atteso dell’anno, la 448esima edizione della Festa della Polenta è in programma per domenica 22 febbraio a partire dal primo mattino.
La Festa della Polenta rappresenta per Vernio l’evento più importante dell’anno, con il quale si celebra la storia del territorio legata a quella del nobile casato de’ Bardi, che per cinque secoli ha governato questi territori. È una festa di comunità che ha un valore importante e condiviso, caratterizzato dalla mobilitazione corale dei volontari e dei cittadini. Anche il programma seguirà la tradizione a partire dalla partecipazione dei gruppi storici provenienti da tutta la Toscana.
“Quest’anno anticipiamo il clima della festa con un evento dedicato ai castanicoltori e alla farina di castagne, uno dei prodotti d’eccellenza del nostro territorio a cui la festa rende omaggio con la squisita polenta preparata dagli esperti polentari di Vernio – sottolinea la sindaca Maria Lucarini – Intanto la macchina dell’evento è già in moto perché la rievocazione storica ancora una volta offra il grande spettacolo consueto”. Il programma seguirà la tradizione a partire dalla partecipazione dei gruppi storici provenienti da tutta la Toscana.
Come si accennava sabato 21 febbraio alle 16 nella sala del consiglio del palazzo comunale i castanicoltori saranno protagonisti dell’appuntamento “Castagna fra tradizione e innovazione”, che comprende il convegno sulla gestione degli alberi da frutto, il racconto dell’annata e l’assaggio delle dolcezze a base di farina di castagne.
Ed eccoci al programma della festa di domenica 22 febbraio. Alle 9.30 la partenza del corteggio storico che si snoda verso San Quirico di Vernio dalle zone differenziate (Via Camaldoli e località Le Piana). Sfileranno autorità, ospiti e i gruppi storici con i meravigliosi costumi che li caratterizzano: Gruppo Storico Conti Bardi, Società della Miseria, Calcio Storico Fiorentino, Giostra dell’Orso Pistoia, Gruppo Valletti Comune di Prato, Gruppo Storico Giostra della Stella di Bagno a Ripoli, Gruppo Musici Giostra del saracino di Arezzo, Sbandieratori, Musici “Città di Pisa” e Filarmonica Giuseppe Verdi di Luicciana.
Alle 12 è prevista la lettura della “storica pergamena” in piazza del Comune e il saluto della sindaca Maria Lucarini e del presidente della Società della Miseria Piero Sarti alla cittadinanza, autorità e ospiti. Alle 12.30 via alla distribuzione di polenta dolce, aringhe e baccalà secondo la tradizione. Per tutta la giornata saranno presenti stand gastronomici e tipici con preparazioni a base di farina di castagne. Maestro di cerimonia sarà anche quest’anno Federico Guerri.
Nel pomeriggio lo spettacolo “Shakenomenowaya” della Compagnia Catalyst. Gino & Giulivo, due clown eccentrici interpretati da Nicanor Cancellieri e David Bianchi, che vanno a spasso nella storia – dalle caverne preistoriche, ai borghi medievali, alle corti del Rinascimento, fino ai giorni nostri -con uno spettacolo “essenziale e fragoroso” accompagnato da musichette cantate e suonate.
LA FESTA DELLA POLENTA, STORIA E TRADIZIONE
Nota anche come la Festa della Miseria o Pulendina, la celebrazione rievoca la terribile carestia che colpì Vernio nel 1512, in seguito all’invasione spagnola della Toscana e al Sacco di Prato. La popolazione si salvò grazie ai Conti Bardi, che ordinarono la distribuzione di polenta dolce, fatta con farina di castagne, aringhe e baccalà. Dalla fine del XVI secolo ogni prima domenica di quaresima sulla piazza di San Quirico si celebra la rievocazione, con una manifestazione tramandata negli anni grazie anche all’impegno della Società della Miseria. Il Corteggio storico è animato dal Gruppo Storico dei Conti Bardi, nato nel 1988 all’interno della Società della Miseria, un ensemble di figuranti i cui abiti sono filologicamente ricreati su esemplari del XVI secolo.
I costumi, realizzati a mano, vengono creati dopo un’attenta indagine iconografica sull’epoca rinascimentale. Fonti primarie sono i capolavori della ritrattistica della corte dei Medici di Agnolo Bronzino, ma anche quelli di Giovan Battista Moroni e di altri artisti cinquecenteschi: Tiziano Vecellio e Giorgio Vasari. Un’attenta ricerca è stata applicata anche nella scelta dei tessuti impiegati nella confezione degli abiti, con l’intento di replicare gli originali dell’epoca, veri e propri intarsi di velluto, raso e damascati tipici della manifattura fiorentina.
I figuranti sono quaranta tra armigeri, dame, nobili, fanciulli, paggi, uomini della corte, mentre 20 persone costituiscono il Gruppo Gastronomico della Società della Miseria con abiti da popolani. Il corteo, con in testa il gonfalone del Gruppo Storico Conti Bardi, si apre presentando il Feudo con nove paggi che reggono bandiere con l’effige degli stemmi delle nove terre di Vernio, come sono documentati in una carta del XVIII secolo conservata nel Castello Guicciardini di Poppiano. La sfilata si conclude in piazza del Comune a San Quirico, dove, in una suggestiva coreografia, i figuranti si dispongono lungo le scale di ingresso dell’Oratorio di San Niccolò. Il Consigliere di Corte legge una storica pergamena che rievoca il leggendario gesto dei Conti Bardi e dà così inizio alla festa con la distribuzione gratuita di polenta dolce alle autorità e ai partecipanti.







