(AGENPARL) - Roma, 13 Febbraio 2026(AGENPARL) – Fri 13 February 2026 L’assessore all’incontro per illustrare ai sindaci i cardini del
nuovo modello organizzativo della sanit? in montagna, le
principali innovazioni, il nuovo organigramma aziendale
Tolmezzo, 13 feb – “Tolmezzo non solo mantiene la sua offerta,
ma la implementa con l’attivit? di oculistica e dermatologia.
L’azienda vuole dare risposte di prossimit? sui territori, ma sta
concentrando le complessit? che determinano i profili di rischio:
o si sta dalla parte di chi contesta senza fondamento, oppure si
sta dalla parte della sicurezza delle persone”.
Con queste parole l’assessore regionale alla Salute, Riccardo
Riccardi, ? intervenuto oggi all’ospedale di Tolmezzo
nell’incontro organizzato dall’Asufc per illustrare ai sindaci i
cardini del nuovo modello organizzativo della sanit? in montagna,
le principali innovazioni, il nuovo organigramma aziendale.
“Abbiamo preferito incontrare subito gli amministratori del
territorio per evitare che ci fossero dei fraintendimenti anche
alla luce dell’uscita del decreto dell’atto aziendale, ma vi
inviteremo ad altri incontri per illustrare nel dettaglio
l’attivazione di nuovi servizi” ha esordito Riccardi,
inquandrando la finalit? dell’incontro e senza sottrarsi al tema
del clima di tensione alimentato dalla raccolta di oltre 20mila
firme a difesa dei servizi oncologici, ma ribadendo la centralit?
della sicurezza clinica rispetto alla “contabilit? elettorale”.
“In termini di contabilit? elettorale mi converrebbe stare dalla
parte di chi ha raccolto le firme, ma c’? un tema di
responsabilit? etica e io sto dalla parte della sicurezza dei
cittadini: il Piano nazionale esiti di Agenas afferma, dati alla
mano, che l’intervento senologico a Tolmezzo ha uno degli
indicatori pi? elevati in Italia per reinterventi a 120 giorni.
Questo ? un fatto e oggi siamo qui per esporre verit?. L’Azienda
persegue una strategia che, tenendo conto del problema di scarsa
disponibilit? del capitale umano, mira a garantire i servizi di
prossimit? ove possibile ma con un faro: il rispetto degli
standard di sicurezza in termini di casistica ed esiti di cura”.
Nell’occasione l’esponente della Giunta regionale ha riaffermato
la necessit? di intervenire dopo anni di non decisioni. “Questa ?
una vicenda – ha ricordato Riccardi – che va avanti da molti
anni: se noi siamo la penultima regione d’Italia che ha adottato
la rete oncologica, evidentemente qualche ragione ci sar?. Si
continua a resistere e fortunatamente questo riguarda nicchie
molto limitate, che ovviamente non vogliono cambiare le cose,
mentre il bisogno delle persone si ? trasformato e le condizioni
di risposta del modello organizzativo sono insostenibili. Quindi
non ho dubbi: se devo decidere se stare dalla parte di una
petizione che ha migliaia di firme, e sarebbe bene anche capire
quando uno firma che cosa gli viene raccontato all’atto della
firma, oppure se devo stare dalla parte di chi deve garantire la
sicurezza delle persone, io sto da quest’ultima parte”.
La scelta di dove collocare una prestazione non dipende solo
dalla tecnologia – ? stato ricordato nel corso della
presentazione – ma dalla necessit? di aggregare casistica. “Il
sistema professionale oggi sceglie dove andare e ovviamente per
motivi di sicurezza e di carriera sceglie di andare dove c’? alta
casistica” ha sottolineato Riccardi.
Il potenziamento della rete senologica integrata ha migliorato
notevolmente i tempi di attesa degli interventi chirurgici per il
tumore maligno alla mammella in Asufc, come illustrato dal
direttore sanitario David Turello, alla presenza anche del nuovo
direttore medico di Tolmezzo e San Daniele Alessandro Conte.
Nel 2023 l’intervento per tumore alla mammella maligno era
praticamente garantito nei tempi a una donna su due (50,4%), nel
2024 la percentuale ha raggiunto il 78,5% e nel 2025 ha toccato
il 91,6%. Di questo lavoro di rete hanno cos? beneficiato molte
pazienti, portando alla stabilizzazione di un risultato di
eccellenza.
Turello ha ricordato che i pilastri del modello sono la presa in
carico standardizzata, con percorsi di cura uniformi e accesso
equo alle alte specializzazioni indipendentemente dal punto di
ingresso nel sistema; la distribuzione appropriata della
casistica con la concentrazione delle complessit? chirurgiche
dove sono presenti expertise e strutture di supporto per
garantire migliori esiti di salute e la sostenibilit?, che
prevede un utilizzo efficiente delle sale operatorie e delle
tecnologie, contrastando l’impoverimento degli organici nei
presidi periferici.
In questo quadro il “San Antonio Abate” non solo mantiene le sue
funzioni – Pronto Soccorso, Anestesia e Rianimazione, Chirurgia
generale, Ortopedia, Ginecologia e Ostetricia (con Punto Nascita
supportato dalla rete), Pediatria, Cardiologia, Oncologia e
Diagnostica per immagini – ma avr? nuove specialit? di Oculistica
e Dermatologia.
Il dettaglio dell’offerta sar? al centro dei prossimi
appuntamenti con gli amministratori locali che l’Azienda sta
pianificando.
Per quanto riguarda la presenza dei servizi sul territorio, nel
Distretto della Carnia, ? stato ricordato come il modello unico
del medico di vallata, con medici di esperienza ospedaliera che
si mettono a disposizione sul territorio, riesca a garantire
continuit? a chi non ha il servizio del Medico di medicina
generale.
Il Servizio mobile medico territoriale (Smmt) ? inoltre un
modello che ha gi? erogato prestazioni fondamentali, tra cui 566
visite internistiche, 230 ecografie toraciche e numerose biopsie
e medicazioni complesse direttamente sul territorio.
ARC/EP/ma
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