(AGENPARL) - Roma, 11 Febbraio 2026 - (AGENPARL) – Wed 11 February 2026 *Nuovi nati: già 13.500 domande. Oltre il 30% di adesioni in tre mesi*
*Daldoss: “Un investimento concreto sul futuro dei nostri figli”*
A tre mesi dall’apertura delle iscrizioni, l’iniziativa regionale
“Incentivo all’iscrizione a forme di previdenza complementare di nuovi/e
nati/e” conferma un risultato estremamente positivo: *sono circa 13.500 le
domande presentate, pari a oltre il 30% dei nuovi nati aventi diritto.* Un
dato che testimonia l’attenzione e la sensibilità delle famiglie verso uno
strumento innovativo pensato per garantire maggiore sicurezza previdenziale
alle nuove generazioni.
L’intervento, fortemente voluto dalla Regione autonoma Trentino-Alto
Adige/Südtirol su proposta dell’assessore regionale alla previdenza Carlo
Daldoss, rappresenta una delle più recenti iniziative in materia di welfare
familiare e consolida la leadership dell’ente regionale nelle politiche a
sostegno delle famiglie.
Nel dettaglio, le domande pervenute si distribuiscono in modo equilibrato
tra le due province: *circa 4.500 in provincia di Trento e 9.000 in
provincia di Bolzano.*
“Il numero di adesioni registrato in questi primi tre mesi ci rende
particolarmente soddisfatti e conferma che abbiamo fatto la scelta giusta –
sottolinea l’assessore Carlo Daldoss – è una misura lungimirante, che
guarda al futuro dei nostri figli ma anche alla solidità sociale ed
economica del nostro territorio. Investire oggi nella previdenza
complementare dei più piccoli significa rafforzare le basi del nostro
sistema di welfare e dare un segnale concreto di fiducia e responsabilità
verso le nuove generazioni”.
La legge prevede un contributo economico a favore di ogni nuovo nato,
adottato o affidato, per incentivare l’apertura di una posizione di
previdenza complementare intestata al minore. L’intervento nasce dalla
consapevolezza che, con il consolidarsi del sistema contributivo, le
pensioni future saranno sensibilmente inferiori rispetto a quelle del
passato, rendendo sempre più strategico l’accesso a strumenti integrativi
fin dai primi anni di vita.
Il contributo ammonta a 300 euro alla nascita, o all’atto dell’adozione o
dell’affidamento, versati direttamente nel fondo previdenziale del minore.
Nei quattro anni successivi sono previsti ulteriori 200 euro annui, a
condizione che la famiglia versi almeno 100 euro all’anno nello stesso
fondo.
“Si tratta di un contributo complessivo di 1.100 euro distribuito su cinque
anni, con l’obiettivo di intervenire concretamente sul futuro dei nostri
figli – spiega Daldoss – è possibile informarsi in maniera approfondita sul
sito della Regione, sul sito di Pensplan Centrum o attraverso gli infopoint
presenti sul territorio. L’invito, per chi non l’avesse ancora fatto, è di
approfittare di questa opportunità”.
Il provvedimento ha inoltre valore retroattivo: in via transitoria, il
contributo spetta anche ai minori che al 1° gennaio 2025 non abbiano ancora
compiuto cinque anni o per i quali non siano ancora trascorsi cinque anni
dall’adozione o dall’affidamento.
Per accedere al beneficio, il richiedente deve risiedere da almeno tre anni
in un comune della Regione, mentre il minore deve essere residente alla
nascita o acquisire la residenza in Regione per effetto del provvedimento
di adozione o affidamento. Per beneficiare delle erogazioni negli anni
successivi, è necessario che il minore continui a risiedere stabilmente sul
territorio regionale. L’adesione a una forma di previdenza complementare
deve essere attivata al momento della domanda.
La misura è universale e non prevede alcun requisito legato alla condizione
economica della famiglia, nel segno dell’uguaglianza delle opportunità
previdenziali.
L’intervento è gestito da Pensplan Centrum S.p.A., società in house della
Regione e delle due Province autonome, che cura gli aspetti operativi e
promuove l’iniziativa anche attraverso accordi con gli uffici anagrafe dei
Comuni.
*Immagini e interviste a cura dell’ufficio stampa*
https://drive.google.com/drive/folders/1BuDMn5n3LlrWpog1C3_zTgw0lvQAjS2g?usp=sharing
*13.500 Anträge für die Einschreibung in eine Zusatzrente in den ersten
Lebensjahren. In den ersten drei Monaten wurden bereits mehr als 30 % aller
Anspruchsberechtigten eingeschrieben*
*Daldoss: „Eine konkrete Investition in die Zukunft unserer Kinder“*
Drei Monate nach Beginn der Einschreibungen ist bereits ein ausgesprochen
positives Ergebnis der regionalen Initiative „Förderung der Einschreibung
in eine Zusatzrentenform in den ersten Lebensjahren“ mit *ca. 13.500
eingereichten *Anträgen zu verzeichnen*, was mehr als 30 % der
Anspruchsberechtigten entspricht*. Diese Zahl belegt das aufmerksame
Interesse der Familien an einem innovativen Instrument, das darauf
ausgerichtet ist, den neuen Generationen mehr Sicherheit für die
Altersvorsorge zu gewährleisten.
Die von der Autonomen Region Trentino-Südtirol auf Vorschlag des
Regionalassessors für Sozialvorsorge Carlo Daldoss geförderte Maßnahme
stellt eine der jüngsten Initiativen in Sachen Welfare-Leistungen für
Familien dar und festigt die Vorreiterrolle der Region im Bereich der
Familienpolitik.
Die eingegangenen Anträge sind folgendermaßen auf die beiden Provinzen
verteilt: *ungefähr 4.500 in der Provinz Trient und 9.000 in der Provinz
Bozen*.
Assessor Carlo Daldoss betont: „Wir sind sehr zufrieden mit der Zahl der in
den ersten drei Monaten verzeichneten Einschreibungen, die zeigt, dass wir
die richtige Entscheidung getroffen haben. Es handelt sich um eine
weitsichtige Maßnahme, die sowohl die Zukunft unserer Kinder berücksichtigt
als auch den sozialen und wirtschaftlichen Zusammenhalt in unserer Region.
Heute in die Zusatzvorsorge der Kinder in den ersten Lebensjahren zu
investieren bedeutet, die Grundlage unseres Sozialsystems zu stärken und
ein konkretes Zeichen des Vertrauens und der Verantwortung gegenüber den
neuen Generationen zu setzen.“
Das Gesetz sieht einen finanziellen Beitrag für alle Neugeborenen, Adoptiv-
oder Pflegekinder vor, um den Beitritt zu einem auf den Namen des/der
Minderjährigen lautenden Zusatzrentenfonds zu unterstützen. Die Maßnahme
beruht auf der Erkenntnis, dass die zukünftigen Renten aufgrund des
Übergangs zum beitragsbezogenen System deutlich niedriger sein werden als
in der Vergangenheit, weshalb der Zugang zu Instrumenten der Zusatzvorsorge
bereits ab den ersten Lebensjahren zunehmend strategische Bedeutung erlangt.
Der zum Zeitpunkt der Geburt, der Adoption oder der Überlassung zur
Betreuung zustehende Beitrag in Höhe von 300 Euro wird direkt in die
Zusatzrentenposition des/der Minderjährigen eingezahlt. Für die folgenden
vier Jahre ist ein Beitrag in Höhe von 200 Euro pro Jahr vorgesehen, sofern
die Familie einen Betrag von mindestens 100 Euro jährlich in denselben
Fonds einzahlt.
Daldoss erklärt: „Der Beitrag beläuft sich auf insgesamt 1.100 Euro in fünf
Jahren mit dem Ziel die Zukunft unserer Kinder konkret mitzugestalten.
Ausführliche Informationen sind auf der offiziellen Website der Region, auf
der Website von Pensplan Centrum oder über die Infopoints im Gebiet der
Region erhältlich. Wir empfehlen, diese Möglichkeit in Anspruch zu nehmen.“
Der Beitrag steht vorübergehend auch den Kindern zu, die am 1. Jänner 2025
das 5. Lebensjahr noch nicht vollendet haben, und den Kindern, für die das
Datum der Adoption oder der Überlassung zur Betreuung weniger als fünf
Jahre zurückliegt.
Der Beitrag kann in Anspruch genommen werden, wenn die antragstellende
Person seit mindestens drei Jahren ihren Wohnsitz in einer Gemeinde der
Region hat, während die minderjährige Person zum Zeitpunkt der Geburt in
der Region wohnhaft sein bzw. aufgrund der Maßnahme betreffend die Adoption
oder die Überlassung zur Betreuung den Wohnsitz in der Region erwerben
muss. Für die Inanspruchnahme des Beitrags in den nachfolgenden Jahren
müssen die Minderjährigen weiterhin ihren festen Wohnsitz in der Region
haben. Der Beitritt zu einer Zusatzrentenform muss zum Zeitpunkt des
Beitragsgesuchs bereits erfolgt sein.
Es handelt sich um eine an alle gerichtete, auf dem Grundsatz der
Chancengleichheit in Sachen Altersvorsorge beruhende Leistung, d. h. die
wirtschaftliche Lage der Familie wird in keiner Weise berücksichtigt.
Die Verwaltung der Maßnahme übernimmt die In-House-Gesellschaft der Region
und der beiden Autonomen Provinzen Pensplan Centrum AG, die für die
operativen Aspekte zuständig ist und die Initiative auch durch
Vereinbarungen mit den Gemeindemeldeämtern fördern wird.
Saluti
ufficio stampa Regione Autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol
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