(AGENPARL) - Roma, 11 Febbraio 2026Il19 odg al decreto Ucraina: https://www.camera.it/leg19/995?sezione=documenti&tipoDoc=lavori_fascicoloSeduta&idlegislatura=19
CAMERA DEI DEPUTATI
Mercoledì 11 febbraio 2026
XIX LEGISLATURA
Fascicolo di seduta
A.C. 2754-AEmendamentiEmendamenti in formato PDF(kb 241)
A.C. 2754-AOrdini del giornoOrdini del giorno in formato PDF(kb 260)
A.C. 2754-A
EMENDAMENTI
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 dicembre 2025, n. 201, recante disposizioni urgenti per la proroga dell’autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari in favore delle autorità governative dell’Ucraina, per il rinnovo dei permessi di soggiorno in possesso di cittadini ucraini, nonché per la sicurezza dei giornalisti freelance.
Relatori: CAIATA, per la III Commissione; CHIESA, per la IV Commissione
N. 1.
Seduta del 10 febbraio 2026
EMENDAMENTI RIFERITI ALL’ARTICOLO UNICO DEL DISEGNO DI LEGGE DI CONVERSIONE
DIS. 1.
Sopprimerlo.
Dis.1.1. Ziello, Sasso, Pozzolo.
EMENDAMENTI RIFERITI AL TESTO
DEL DECRETO-LEGGE
ART. 1.
(Proroga di termini in materia di cessioni di mezzi, materiali ed equipaggiamenti, nonché dei permessi di soggiorno per protezione speciale in possesso di cittadini ucraini)
Sopprimerlo.
Conseguentemente, al titolo del decreto-legge sopprimere le parole da: per la proroga fino a: di cittadini ucraini, nonché
1.1. Fratoianni, Bonelli, Zanella, Borrelli, Dori, Ghirra, Grimaldi, Mari, Piccolotti, Zaratti.
Sopprimere il comma 1.
Conseguentemente:
alla rubrica sopprimere le parole da: cessione fino a: nonché dei
al titolo del decreto-legge sopprimere le parole da: per la proroga fino a: autorità governative dell’Ucraina,
*1.2. Lomuti, Francesco Silvestri, Pellegrini, Riccardo Ricciardi, Perantoni.
*1.100. Fratoianni, Bonelli, Zanella, Borrelli, Dori, Ghirra, Grimaldi, Mari, Piccolotti, Zaratti.
Al comma 1 sopprimere le parole da: e di difesa civile fino a: e cibernetici,
Conseguentemente:
al medesimo comma 1 aggiungere, in fine, le seguenti parole: Con il medesimo atto di indirizzo, le Camere possono autorizzare con le medesime finalità anche la cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti di difesa civile, logistici, sanitari, ad uso civile e di protezione dagli attacchi aerei, missilistici, con droni e cibernetici.
alla rubrica, dopo la parola: equipaggiamenti, aggiungere la seguente: militari;
al titolo del decreto-legge dopo la parola: equipaggiamenti aggiungere la seguente: militari;
1.103. Rosato, Onori, Richetti, Bonetti, Benzoni, D’Alessio, Grippo, Sottanelli, Pastorella, Ruffino.
Al comma 1, sostituire le parole: e di difesa civile, con le seguenti: ovvero di difesa civile
Conseguentemente:
a) alla rubrica, dopo la parola: equipaggiamenti, inserire la seguente: militari;
b) al titolo del decreto-legge dopo la parola: equipaggiamenti, inserire la seguente: militari;
1.102. Rosato, Onori, Richetti, Bonetti, Benzoni, D’Alessio, Grippo, Sottanelli, Pastorella, Ruffino.
Al comma 1, sostituire le parole: con priorità per quelli con le seguenti: nonché.
1.101. Rosato, Onori, Richetti, Bonetti, Benzoni, D’Alessio, Grippo, Sottanelli, Pastorella, Ruffino.
Dopo il comma 1, aggiungere i seguenti:
1-bis. Ai fini di ogni singola autorizzazione di cui al comma 1 concernente la cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari, il Governo rende preventive comunicazioni alle Camere, che si esprimono mediante la votazione di uno specifico atto di indirizzo per ciascuna cessione.
1-ter. All’elenco dei mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari, di cui all’articolo 2-bis, comma 2, del decreto-legge 25 febbraio 2022, n. 14, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 aprile 2022, n. 28, non si applicano le disposizioni di cui all’articolo 42 della legge 3 agosto 2007, n. 124.
1-quater. L’allegato contenente l’elenco di cui al comma 1-ter è pubblicato integralmente unitamente ai decreti del Ministro della difesa, adottati di concerto con il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale e con il Ministro dell’economia e delle finanze.
1.5. Pellegrini, Francesco Silvestri, Lomuti, Riccardo Ricciardi, Perantoni.
Dopo il comma 1, aggiungere i seguenti:
1-bis. Ai fini di ogni singola autorizzazione di cui al comma 1 concernente la cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari, il Governo rende preventive comunicazioni alle Camere, che si esprimono mediante la votazione di uno specifico atto di indirizzo per ciascuna cessione.
1-ter. L’elenco dei mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari, di cui all’articolo 2-bis, comma 2, del decreto-legge 25 febbraio 2022, n. 14, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 aprile 2022, n. 28, è trasmesso alle Camere ai fini dell’esame da parte delle Commissioni parlamentari competenti per materia.
1.7. Pellegrini, Francesco Silvestri, Lomuti, Riccardo Ricciardi, Perantoni.
Dopo il comma 1, aggiungere i seguenti:
1-bis. Ai fini di ogni singola autorizzazione di cui al comma 1 concernente la cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari, il Governo rende preventive comunicazioni alle Camere, che si esprimono mediante la votazione di uno specifico atto di indirizzo per ciascuna cessione.
1-ter. L’elenco dei mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari, di cui all’articolo 2-bis, comma 2, del decreto-legge 25 febbraio 2022, n. 14, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 aprile 2022, n. 28, è consultabile presso la sede del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica dai membri delle Camere che ne facciano richiesta.
1.6. Lomuti, Francesco Silvestri, Pellegrini, Riccardo Ricciardi, Perantoni.
Dopo il comma 1, aggiungere i seguenti:
1-bis. Ai fini di ogni singola autorizzazione di cui al comma 1 concernente la cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari, il Governo rende preventive comunicazioni alle Camere, che si esprimono mediante la votazione di uno specifico atto di indirizzo per ciascuna cessione.
1-ter. L’elenco dei mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari, di cui all’articolo 2-bis, comma 2, del decreto-legge 25 febbraio 2022, n. 14, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 aprile 2022, n. 28, è consultabile presso la sede del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica dai componenti delle Commissioni parlamentari competenti per materia che ne facciano richiesta.
1.8. Francesco Silvestri, Lomuti, Riccardo Ricciardi, Pellegrini, Perantoni.
Dopo il comma 1, aggiungere i seguenti:
1-bis. All’elenco dei mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari oggetto della cessione, di cui all’articolo 2-bis, comma 2, del decreto-legge 25 febbraio 2022, n. 14, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 aprile 2022, n. 28, non si applicano le disposizioni di cui all’articolo 42 della legge 3 agosto 2007, n. 124.
1-ter. L’elenco di cui al comma 1-bis deve essere pubblicato integralmente unitamente ai relativi decreti del Ministro della difesa, adottati di concerto con il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale e con il Ministro dell’economia e delle finanze.
1.9. Fratoianni, Bonelli, Zanella, Borrelli, Dori, Ghirra, Grimaldi, Mari, Piccolotti, Zaratti.
Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:
1-bis. Ai fini di ogni singola autorizzazione di cui al comma 1 concernente la cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari, il Governo rende preventive comunicazioni alle Camere, che si esprimono mediante la votazione di uno specifico atto di indirizzo per ciascuna cessione.
1.10. Perantoni, Francesco Silvestri, Pellegrini, Riccardo Ricciardi, Lomuti.
Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:
1-bis. L’elenco dei mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari, di cui all’articolo 2-bis, comma 2, del decreto-legge 25 febbraio 2022, n. 14, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 aprile 2022, n. 28, è consultabile presso la sede del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica dai componenti delle Commissioni parlamentari competenti per materia che ne facciano richiesta.
1.11. Riccardo Ricciardi, Lomuti, Francesco Silvestri, Pellegrini, Perantoni.
ART. 2.
(Sicurezza dei giornalisti freelance)
Aggiungere, in fine, i seguenti commi:
3-bis. Il Fondo unico per il pluralismo e l’innovazione digitale dell’informazione e dell’editoria, di cui al comma 3, è incrementato di 600.000 euro per l’anno 2026.
3-ter. Agli oneri derivanti dal comma 3-bis, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307.
2.1. Orrico, Caso, Amato, Lomuti, Francesco Silvestri, Pellegrini, Riccardo Ricciardi, Perantoni.
A.C. 2754-A
ORDINI DEL GIORNO
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 dicembre 2025, n. 201, recante disposizioni urgenti per la proroga dell’autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari in favore delle autorità governative dell’Ucraina, per il rinnovo dei permessi di soggiorno in possesso di cittadini ucraini, nonché per la sicurezza dei giornalisti freelance.
N. 1.
Seduta dell’11 febbraio 2026
La Camera,
premesso che:
il Governo italiano ha adottato il decreto-legge 31 dicembre 2025, n. 201, recante «Disposizioni urgenti per la proroga dell’autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari in favore delle autorità governative dell’Ucraina, per il rinnovo dei permessi di soggiorno in possesso di cittadini ucraini, nonché per la sicurezza dei giornalisti freelance;
nella 594ª seduta dell’Assemblea del 15 gennaio 2026 è stata approvata una risoluzione votata anche dal gruppo parlamentare della Lega – Salvini Premier che impegna il Governo italiano a continuare a sostenere l’Ucraina, in coordinamento con la NATO, l’Unione europea, i Paesi G7, e gli alleati internazionali, attraverso un contributo coerente con gli impegni assunti e finalizzato alla difesa della popolazione, delle infrastrutture critiche ed in prospettiva alla sicurezza complessiva del continente europeo» nonché «a rafforzare il contributo italiano alle iniziative di resilienza energetica, di ricostruzione, sviluppo e stabilizzazione macro-finanziaria dell’Ucraina, in coordinamento con la piattaforma donatori G7, anche attraverso forme di cooperazione industriale e partenariati strategici, in un’ottica di sicurezza, cooperazione e crescita europea, e facilitando il coinvolgimento del nostro tessuto imprenditoriale, incluso nei programmi UE in corso di attuazione»;
durante l’iter di conversione del presente decreto-legge in sede referente è stata soppressa la parola «militari» nel titolo e nella rubrica del decreto con il tentativo, ad avviso dei firmatari del presente atto, rocambolesco di provare a far passare il messaggio che non ci saranno più invii di armamenti, ma l’espressione «militari» non è stata espunta dal corpo del provvedimento, mantenendo attiva, di fatto e diritto, la fornitura degli stessi a favore dell’Ucraina,
impegna il Governo
alla luce di quanto rilevato in premessa, a riconsiderare i contenuti del provvedimento in esame, adottando ogni iniziativa atta a:
interrompere immediatamente tutte le forniture di mezzi e materiali militari destinate alle autorità governative dell’Ucraina;
desecretare le liste del materiale militare precedentemente inviato;
destinare le risorse conseguenti dal relativo risparmio di spesa al rafforzamento degli organici delle forze dell’ordine al fine di innalzare i livelli di sicurezza per i cittadini italiani.
9/2754-A/1. Ziello, Sasso, Pozzolo.
La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in esame reca disposizioni urgenti in materia di proroga dell’autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari in favore delle autorità governative dell’Ucraina, nonché ulteriori misure connesse al protrarsi del conflitto armato tra la Federazione russa e l’Ucraina;
il conflitto in corso continua a produrre gravi conseguenze umanitarie, economiche e geopolitiche, incidendo sulla stabilità europea e sugli interessi strategici dell’Italia;
la Repubblica italiana, nel rispetto dell’articolo 11 della Costituzione, promuove la pace e il dialogo tra gli Stati come strumenti fondamentali di risoluzione delle controversie internazionali, nel quadro delle alleanze e degli impegni multilaterali assunti;
appare opportuno accompagnare le misure di sostegno adottate con iniziative politiche e diplomatiche volte a favorire una progressiva de-escalation del conflitto e la creazione di condizioni favorevoli a un negoziato credibile;
l’interruzione dell’invio di armamenti non può essere intesa come una resa nei confronti della Federazione russa né come un venir meno del sostegno all’Ucraina, ma come un segnale politico distensivo, finalizzato a incentivare un rinnovato e più incisivo impegno della comunità internazionale verso una soluzione negoziale;
un simile orientamento può contribuire a moltiplicare, a livello internazionale, gli sforzi affinché tutte le parti coinvolte, inclusa la Federazione russa, siano sollecitate a pervenire in tempi ragionevolmente brevi a una pace possibile e duratura, tenendo conto del quadro militare e delle condizioni reali sul terreno;
l’eventuale avvio di un percorso di pace entro un termine ravvicinato nel corso dell’anno costituirebbe un significativo mutamento del contesto politico e internazionale di riferimento;
il mantenimento di rapporti positivi, costruttivi e orientati al futuro tra la Repubblica italiana e lo Stato ucraino rappresenta un obiettivo strategico, in particolare nella prospettiva della ricostruzione civile e della cooperazione post-conflitto;
il ruolo storico e riconosciuto della Santa Sede quale soggetto di mediazione morale e diplomatica, nonché la sua capacità di interlocuzione con le diverse confessioni cristiane, incluse le Chiese ortodosse, può costituire un contributo significativo alla promozione del dialogo e alla creazione di un clima favorevole a iniziative di pace,
impegna il Governo
alla luce di quanto rilevato in premessa, a riconsiderare i contenuti del provvedimento in esame, adottando ogni iniziativa atta a:
disporre la cessazione dell’invio di armi, mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari all’Ucraina, chiarendo che tale orientamento non costituisce una resa né un arretramento politico o strategico, ma un atto responsabile e consapevole volto a favorire la de-escalation del conflitto, a rafforzare gli sforzi diplomatici internazionali e a incentivare tutte le parti coinvolte a un confronto negoziale credibile;
considerare la possibilità di proseguire il sostegno all’Ucraina attraverso strumenti economici, finanziari, umanitari e di cooperazione civile, con esclusione chiara e inequivocabile di forniture di armamenti, nell’ipotesi in cui si avvii, entro un termine ravvicinato nel corso dell’anno, un concreto percorso di pace tra l’Ucraina e la Federazione russa;
mantenere e favorire relazioni positive e cooperative con lo Stato ucraino, promuovendo, successivamente alla cessazione del conflitto, specifiche partnership bilaterali nei settori dell’università, della sanità e dell’energia, quali ambiti prioritari per la ricostruzione, la resilienza sociale e lo sviluppo sostenibile;
proseguire e rafforzare l’impegno dell’Italia nelle sedi internazionali e multilaterali, al fine di incentivare un’intensificazione degli sforzi diplomatici verso tutte le parti coinvolte, con l’obiettivo di giungere a una pace giusta, possibile e duratura;
farsi parte attiva nel promuovere un coinvolgimento della Santa Sede, anche attraverso forme di cooperazione e partenariato istituzionale, al fine di favorire iniziative di dialogo, inclusa l’interlocuzione con le Chiese ortodosse, e sostenere la convocazione, in un breve lasso di tempo, di una conferenza di pace che contribuisca alla cessazione del conflitto in Ucraina;
a riferire periodicamente al Parlamento sull’evoluzione del quadro politico-diplomatico e sull’attuazione degli indirizzi assunti, con particolare riguardo alla distinzione tra aiuti civili e militari.
9/2754-A/2. Pozzolo, Ziello, Sasso.
La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in esame interviene in materia di proroga dell’autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari in favore dell’ucraina, nel contesto del conflitto armato in corso tra la Federazione russa e l’Ucraina;
il protrarsi del conflitto continua a generare rilevanti effetti sul piano umanitario, economico e geopolitico, con ripercussioni dirette sulla sicurezza europea e sugli interessi nazionali italiani;
l’Italia, nel rispetto dei principi costituzionali e degli impegni internazionali assunti, ha sostenuto l’Ucraina attraverso molteplici strumenti, inclusi aiuti civili, umanitari, finanziari e militari;
appare necessario valutare, nell’attuale fase del conflitto, un riequilibrio degli strumenti di intervento, rafforzando l’azione diplomatica e la cooperazione civile, anche alla luce delle mutate condizioni politiche e militari sul terreno;
la sospensione o la cessazione dell’invio di armamenti non deve essere interpretata come un disimpegno politico nei confronti dell’Ucraina né come una concessione alla Federazione russa, ma come una scelta orientata a favorire una de-escalation del conflitto e a incentivare il ricorso a soluzioni negoziali;
il mantenimento di un sostegno civile, umanitario ed economico all’Ucraina consente di preservare rapporti positivi e costruttivi tra i due Paesi, anche in vista della futura fase di ricostruzione;
la cessazione delle forniture militari comporterebbe un risparmio di risorse pubbliche che potrebbe essere utilmente destinato al rafforzamento della sicurezza nazionale;
il contesto internazionale e le crescenti sfide alla stabilità richiedono un potenziamento delle capacità operative, logistiche e infrastrutturali delle Forze armate italiane, nonché maggiori investimenti nella difesa del territorio, nella sicurezza dei cittadini e nella tutela degli interessi strategici dello Stato,
impegna il Governo
alla luce di quanto rilevato in premessa, a riconsiderare i contenuti del provvedimento in esame, adottando ogni iniziativa atta a:
prevedere la cessazione dell’invio di armi, mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari all’Ucraina, precisando che tale scelta non costituisce un arretramento politico o strategico, ma un atto responsabile finalizzato a favorire una riduzione delle tensioni e un rafforzamento degli sforzi diplomatici;
garantire la prosecuzione del sostegno all’Ucraina attraverso aiuti civili, umanitari, economici e di cooperazione, escludendo in modo chiaro e inequivocabile il conferimento di armamenti;
destinare prioritariamente i risparmi di spesa derivanti dalla cessazione delle forniture militari all’Ucraina al rafforzamento della sicurezza nazionale e al potenziamento delle Forze armate italiane, con particolare riferimento all’ammodernamento dei mezzi, alla formazione del personale, alla difesa del territorio e alla tutela delle infrastrutture strategiche;
proseguire l’impegno dell’Italia nelle sedi internazionali e multilaterali per favorire una soluzione politica e negoziata del conflitto, sostenendo iniziative volte a una pace stabile e duratura;
riferire periodicamente al Parlamento sull’attuazione delle eventuali misure adottate e sull’utilizzo delle risorse risparmiate, assicurando la massima trasparenza nella distinzione tra spese per aiuti civili e spese per finalità militari.
9/2754-A/3. Sasso, Ziello, Pozzolo.
La Camera,
premesso che:
il decreto-legge oggetto di conversione, all’articolo 1, comma 1, dispone la proroga fino al 31 dicembre 2026, previo atto di indirizzo delle Camere, per l’autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari e di difesa civile in favore delle autorità governative dell’Ucraina. Il decreto-legge n. 201 del 2025 rappresenta la quarta proroga della misura descritta;
il comma 3 dell’articolo 1 stabilisce che agli oneri connessi all’attuazione della disposizione citata si provvede nell’ambito delle risorse disponibili a legislazione vigente;
in attuazione del citato articolo 2-bis, ad oggi, sono stati emanati dodici decreti interministeriali contenenti allegati, considerati «documenti classificati» e illustrati dal Governo in seno al Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (Copasir), per un valore complessivo di oltre 3 miliardi di euro, come dichiarato in una recente intervista dal Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Portolano;
sarebbe opportuno e necessario, considerata l’esorbitante cifra succitata, fornire chiarimenti sulla piena sostenibilità della cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti, anche in relazione alla corsa al riarmo ormai protagonista che condiziona la politica interna e quella europea,
impegna il Governo
a presentare una relazione dettagliata alle Camere in merito alle spese sin qui sostenute per le cessioni di forniture militari, anche con riguardo alle relative spese di trasporto in particolare, nel rispetto del principio di trasparenza e del controllo parlamentare.
9/2754-A/4. Perantoni, Lomuti, Pellegrini, Riccardo Ricciardi, Francesco Silvestri.
La Camera,
premesso che:
a quasi quattro anni dall’aggressione della Federazione russa nei confronti dell’Ucraina, il conflitto si è trasformato in una mera guerra di logoramento, avente come obiettivo principale i sistemi energetici, che prosegue all’ombra di iniziative diplomatiche per lo più inconsistenti. In concreto gli interventi a sostegno dell’Ucraina si sono quindi concretizzati in un mero e costante invio di armamenti;
il decreto-legge in esame rappresenta la quarta proroga per la cessione di materiali d’armamento nonché la base normativa per emettere il tredicesimo decreto interministeriale contenente gli allegati classificati con la lista degli armamenti da inviare;
secondo la normativa vigente, gli allegati dei decreti interministeriali contenenti il dettaglio delle forniture di armamenti inviati all’Ucraina sono considerati «documenti classificati» e illustrati dal Governo in seno al Copasir. Tale elemento di segretezza assoluto è stato mantenuto solo dall’Italia a differenza degli altri Paesi europei che inviano armi all’Ucraina;
la declassificazione degli allegati è diventata improcrastinabile considerati gli ingenti costi sostenuti sinora, ossia oltre 3 miliardi di euro, e la politica di riarmo messa in campo dal Governo,
impegna il Governo
ad accompagnare le misure recate dal provvedimento in esame con ulteriori iniziative normative volte alla declassificazione degli allegati di cui in premessa, al fine di garantire la trasparenza e il pieno controllo parlamentare delle eventuali future autorizzazioni nel rispetto dei principi democratici e costituzionali, in particolare dell’articolo 11 della Costituzione.
9/2754-A/5. Francesco Silvestri, Lomuti, Pellegrini, Perantoni, Riccardo Ricciardi.
La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in oggetto prevede la quarta proroga per la cessione di materiali d’armamento nonché la base normativa per emettere il tredicesimo decreto interministeriale contenente gli allegati classificati con la lista degli armamenti da inviare;
la prosecuzione di invio di materiali d’armamento all’Ucraina non rappresenta una soluzione per il conflitto in atto e neanche un elemento di protezione per la popolazione ucraina o per la riconquista dei territori, rappresenta piuttosto il fallimento della linea oltranzista assunta dall’Europa e dall’Italia confermato anche recentemente dall’ex Ministro degli Esteri ucraino Kuleba, il quale, come risulta da notizie stampa, ha dichiarato che le armi non sarebbero risolutive del conflitto e che la guerra finirà solo quando si troverà una soluzione complessiva;
inoltre, dai lavori in sede referente delle Commissioni riunite affari esteri e difesa è emersa una grave discrepanza nella maggioranza di Governo con l’approvazione di un emendamento che di fatto, ad avviso dei firmatari del presente atto, sconfessa il voto della medesima maggioranza espresso il 15 gennaio 2026 in occasione delle comunicazioni del Ministro della difesa, ai sensi dell’articolo 2-bis del decreto-legge 25 febbraio 2022, n. 14, che rappresenta un atto necessario e prodromico ai fini della cessione dei materiali militari. Quanto accaduto ha creato una evidente confusione sia politica che legislativa sotto il profilo della chiarezza, proprietà della formulazione e fruibilità della norma per il cittadino,
impegna il Governo
alla luce di quanto premesso, a rivalutare gli effetti della misura di cui all’articolo 1, comma 1, del decreto-legge 31 dicembre 2025, n. 201, al fine di adottare ogni iniziativa atta a interrompere immediatamente la fornitura di materiali di armamento alle autorità governative ucraine.
9/2754-A/6. Lomuti, Pellegrini, Perantoni, Riccardo Ricciardi, Francesco Silvestri.
La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in oggetto prevede la quarta proroga per la cessione di materiali d’armamento e la base normativa per adottare il tredicesimo decreto interministeriale contenente gli allegati classificati con la lista degli armamenti da inviare;
la mobilitazione per l’invio di armi all’Ucraina si riflette in una serie di iniziative sia a livello europeo che internazionale;
il 6 gennaio 2026 nella riunione della Coalizione dei Volenterosi a Parigi si è stabilito che in caso di tregua fra Russia e Ucraina la Coalizione è pronta a dispiegare una forza militare per sostenere la ricostruzione delle forze armate ucraine e sostenere la deterrenza a partire da un sistema di monitoraggio del cessate il fuoco continuo e affidabile guidato dagli Stati Uniti. Al termine dell’incontro, su impulso principalmente di Francia e Regno Unito, si è fatto strada il progetto di una forza multinazionale da dislocare sul territorio a difesa dell’Ucraina, in aggiunta all’invio dei materiali d’armamento, all’addestramento dell’esercito ucraino sul territorio nazionale e alla fornitura di supporto logistico e di intelligence alla missione;
riguardo al progetto sopradescritto, la Presidente del Consiglio Meloni ha escluso, da parte del Governo, l’impiego di truppe italiane sul terreno, nulla specificando in merito agli ulteriori impegni assunti dalla Coalizione e semplicemente ribadendo una generica conferma del sostegno dell’Italia alla sicurezza dell’Ucraina;
lo scorso ottobre il Governo italiano dichiarava l’intenzione di aderire al programma North Atlantic Treaty Organization PURL (Prioritized Ukraine Requirements List), il meccanismo che consente agli alleati di acquistare armamenti direttamente dagli arsenali statunitensi per fornirli all’Ucraina, ipotizzando un contributo per la prima tranche pari a 140 milioni di euro. Tuttavia, ad oggi l’Italia non ha ancora aderito al programma PURL, definendo una eventuale adesione prematura come dichiarato il 3 dicembre a margine della ministeriale NATO dal Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, Antonio Tajani,
impegna il Governo, nelle sedi opportune:
a non dare seguito agli impegni assunti nell’ultima riunione della Coalizione dei Volenterosi, di cui in premessa, con particolare riferimento all’invio di materiali di armamento all’Ucraina;
a non aderire al programma NATO PURL (Prioritized Ukraine Requirements List).
9/2754-A/7. Pellegrini, Lomuti, Perantoni, Riccardo Ricciardi, Francesco Silvestri.
La Camera,
premesso che:
a quattro anni dall’inizio del conflitto russo-ucraino continuiamo ad assistere ad un flusso continuo di invio di armamenti alle autorità governative ucraine, come attestato dalla proroga prevista dal decreto-legge in esame perfettamente in linea con la svolta militarista e bellicista assunta dall’Unione europea in tale contesto;
l’Unione europea ha manifestato il suo completo disorientamento e la sua incapacità negoziale e diplomatica sul conflitto in atto, mostrandosi divisa su molteplici fronti politici sui quali manca la coesione degli Stati membri, né appare tanto meno in condizione di esprimersi con una voce unitaria, essendo completamente stretta e disorientata tra la nuova dottrina statunitense e una Federazione russa che ha portato la guerra ai confini dell’Europa;
in questi ultimi giorni abbiamo assistito ad una recrudescenza degli attacchi russi verso l’Ucraina, con il numero delle vittime civili che continua a crescere tra una popolazione ormai allo stremo, considerate anche le proibitive condizioni climatiche e la crisi energetica in corso;
un altro dato inquietante riguarda militari sia ucraini che russi: nell’ultimo rapporto pubblicato dal Center for Strategic and International Studies, con sede a Washington, e ripreso dal New York Times, si stima un totale di circa 1,8 milioni militari uccisi, feriti o dispersi tra russi e ucraini,
impegna il Governo
alla luce di quanto esposto in premessa, a riconsiderare i contenuti dell’articolo 1, comma 1, del provvedimento in esame e contestualmente a imprimere una concreta svolta per profondere il massimo ed efficace sforzo sul piano diplomatico con una prospettiva multilaterale per l’immediata cessazione delle operazioni belliche, in luogo della perdurante fornitura di materiali d’armamento alle autorità governative ucraine, e promuovere ogni iniziativa negoziale utile ad una totale de-escalation militare, coinvolgendo a tal fine le Nazioni Unite nell’ottica di un percorso di soluzione negoziale del conflitto per il raggiungimento di una soluzione politica, giusta, equilibrata, duratura.
9/2754-A/8. Riccardo Ricciardi, Lomuti, Pellegrini, Perantoni, Francesco Silvestri.
La Camera,
premesso che:
l’articolo 2 del decreto-legge oggetto di conversione prevede specifici obblighi in capo agli editori in materia di formazione sulla sicurezza e di copertura assicurativa in favore dei giornalisti freelance che vengono inviati in zone di guerra, prevedendo un contributo statale sperimentale per l’anno 2026;
in particolare, la disposizione citata pone a carico degli editori committenti obblighi di formazione e di copertura assicurativa in favore dei giornalisti freelance inviati in aree di guerra o ad alto rischio di conflitto armato, prevedendo, in via sperimentale per l’anno 2026, un contributo statale a copertura dei relativi costi, erogabile su richiesta dell’editore, nel limite di spesa massimo complessivo di 600.000 euro e nel limite massimo di 60.000 euro a singolo contributo;
in ordine alla copertura degli oneri finanziari non sono previste risorse aggiuntive ma si provvede a valere sulle risorse del Fondo unico per il pluralismo e l’innovazione digitale dell’informazione e dell’editoria di cui all’articolo 1 della legge 26 ottobre 2016, n. 198;
appare oltremodo necessario per la tutela dei giornalisti inviati in scenari di guerra nonché per garantire una maggiore copertura mediatica, stanziare specifiche, ulteriori e adeguate risorse finanziarie,
impegna il Governo
ad accompagnare le misure contenute nell’articolo 2 con ulteriori iniziative normative al fine di reperire specifiche e ulteriori risorse finanziarie volte a garantire la tutela e gli obblighi di formazione e di copertura assicurativa in favore dei giornalisti freelance inviati in aree di guerra o ad alto rischio di conflitto armato.
9/2754-A/9. Orrico, Caso, Amato.
La Camera,
premesso che:
il decreto-legge oggetto di conversione, all’articolo 1, comma 1, dispone la proroga fino al 31 dicembre 2026, previo atto di indirizzo delle Camere, per l’autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari in favore delle autorità governative dell’Ucraina. Il decreto-legge n. 201 del 2025 rappresenta la quarta proroga della misura descritta;
a quasi quattro anni dall’aggressione della Federazione russa nei confronti dell’Ucraina, il conflitto si è trasformato in una mera guerra di logoramento, con interventi a favore dell’Ucraina che si concretizzano in continui invii di armi o in misure di sostegno a livello europeo destinate principalmente a rafforzare la capacità di acquisto di armamenti da parte dell’Ucraina;
lo scorso 4 febbraio il Consiglio dell’Unione europea ha dato il primo via libera al quadro giuridico per l’erogazione di un prestito fino a 90 miliardi di euro a favore dell’Ucraina per il periodo 2026-2027. Questo impegno finanziario assumerà la forma di un prestito a ricorso limitato di 90 miliardi di euro all’Ucraina per il 2026 e il 2027, noto come Prestito di Sostegno all’Ucraina. Il sostegno proposto sarebbe strutturato in due componenti: circa due terzi, pari a 60 miliardi di euro, saranno destinati all’assistenza militare, mentre il restante terzo, pari a 30 miliardi di euro, sarà fornito come sostegno al bilancio generale;
nell’accordo concluso, Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca risultano completamente esentate da tutti gli obblighi finanziari, compresi i pagamenti annuali degli interessi, mentre la Commissione europea stima che gli altri 24 Stati membri dovranno pagare tra i 2 e i 3 miliardi di euro ogni anno per coprire i costi associati;
questa ulteriore iniziativa europea conferma ulteriormente quanto le risorse finanziarie sia nazionali che europee messe in campo per il sostegno militare dell’Ucraina e in generale per la politica di riarmo e militarizzazione europea abbiano causato, ad avviso dei firmatari, un grave squilibrio di investimenti nelle politiche sociali,
impegna il Governo
alla luce di quanto rilevato in premessa, ad accompagnare l’attuazione delle misure recate dal provvedimento in esame con ulteriori iniziative volte a non persistere nel sostegno militare dell’Ucraina, al contempo adoperandosi in sede europea per promuovere politiche volte a riallocare le risorse destinate al riarmo verso politiche di coesione sociale, sanità pubblica e protezione ambientale.
9/2754-A/10. Appendino, Lomuti, Pellegrini, Perantoni, Riccardo Ricciardi, Francesco Silvestri.
La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in corso di conversione, così come pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 302 del 31 dicembre 2025, reca disposizioni urgenti per la proroga dell’autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari in favore delle autorità governative dell’Ucraina, per il rinnovo dei permessi di soggiorno in possesso di cittadini ucraini, nonché per la sicurezza dei giornalisti freelance;
nel corso dell’esame in sede referente è stato espunto il termine «militari» dalla rubrica dell’articolo 1 e dal titolo stesso del decreto-legge;
tale previsione – oltre che essere presumibilmente in contrasto con l’articolo 15, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, – risulta in un ben più evidente contrasto con la risoluzione approvata dalla Camera dei deputati a seguito delle comunicazioni rese nella seduta del 15 gennaio 2026 dal Ministro della difesa, il quale ha ribadito la centralità e la assoluta necessità di garantire adeguati aiuti di natura militare all’Ucraina;
come riferito dal ministro della Difesa nel corso di tali comunicazioni, nell’ultimo anno la Russia ha lanciato sull’Ucraina oltre 55.000 droni a lungo raggio, quasi 2.000 missili, colpendo soprattutto infrastrutture civili ed energetiche, causando più di 2.500 vittime e 11.000 feriti, in aumento del 26 per cento rispetto al 2024 del 70 per cento rispetto al 2023;
gli attacchi a lunga gittata, che hanno interessato soprattutto i centri urbani, sono la causa del 51 per cento delle vittime civili, mentre il 93 per cento degli attacchi russi colpisce obiettivi civili;
nei primi giorni di quest’anno è entrato in servizio un nuovo missile ipersonico ad altissimo potenziale che è stato impiegato nella regione di Leopoli, mentre il 13 gennaio la Russia ha condotto il bombardamento più intenso degli ultimi 24 mesi;
a partire da 24 febbraio 2022, l’Italia ha tenuto una linea di sostegno politico leale all’Ucraina, pur con contributi militari quantitativamente inferiori a quelli di altri Alleati;
come ricordato dal ministro della Difesa, è necessario agire subito, senza ambiguità, per rafforzare la capacità militare di difesa dell’Ucraina, offrendo ogni mezzo per difendere e proteggere i civili dagli attacchi russi;
l’impostazione a triplo binario fin qui adottata consta – nell’immediato – nella fornitura di sistemi militari di difesa, nell’assicurare assistenza umanitaria e nel futuro rafforzamento della capacità di deterrenza dell’Ucraina, attraverso mezzi, formazione, addestramento e una cooperazione strutturata;
lo spirito con cui l’Italia fin qui ha sostenuto l’Ucraina è stato quello di impedire che chi voleva piegare la popolazione ucraina potesse farlo, consentendole di resistere all’attacco iniziale e ancora oggi di non essere assorbita dalla Russia;
la linea politica coerentemente tenuta dall’Italia sino ad oggi, proprio mentre le città ucraine subiscono quotidiani attacchi, con ricadute dirette sulla popolazione civile, necessita in prima istanza di chiarezza politica e non di modifiche volte, nella sostanza, ad ingannare in modo pretestuoso i cittadini italiani,
impegna il Governo
a confermare senza alcuna ambiguità, e fin quando ve ne sarà necessità, la linea politica descritta dal Ministro della difesa secondo cui la cessione all’Ucraina di equipaggiamenti, materiali e mezzi di natura militare rappresenta una assoluta priorità nel contesto del conflitto in corso e, nel medio-lungo periodo, per il rafforzamento della capacità di deterrenza dell’Ucraina.
9/2754-A/11. Rosato, Bonetti, Richetti, Onori, Benzoni, D’Alessio, Grippo, Sottanelli, Pastorella, Ruffino.
La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in corso di conversione, così come pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 302 del 31 dicembre 2025, reca disposizioni urgenti per la proroga dell’autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari in favore delle autorità governative dell’Ucraina, per il rinnovo dei permessi di soggiorno in possesso di cittadini ucraini, nonché per la sicurezza dei giornalisti freelance;
all’articolo 1, comma 1, del decreto-legge, è stata prevista come prioritaria la cessione di mezzi logistici, sanitari, ad uso civile e di protezione dagli attacchi aerei, missilistici, con droni e cibernetici;
tale disposizione predetermina, ad avviso dei firmatari, la natura degli aiuti da fornire non sulla base delle oggettive esigenze della difesa ucraina, ma sulla base di un principio astratto e non rispondente all’obiettivo di minimizzare i danni per la popolazione civile;
non va dimenticato come il Ministro della difesa, nel corso delle comunicazioni rese in Assemblea nella seduta del 15 gennaio scorso, oltre a soffermarsi sulla drammatica situazione umanitaria dell’Ucraina, ha insistito in modo specifico sugli aspetti di aiuto militare all’Ucraina. Quello in corso, infatti, è un conflitto armato e, in assenza di un pronto sostegno militare, l’Ucraina non potrebbe resistere all’aggressione russa;
subordinare, invece, come indicato dal decreto-legge in esame, tale azione attraverso indicazioni che privilegino le forniture civili potrebbe determinare un contributo insufficiente alla difesa ucraina e una linea politica incoerente con l’indirizzo approvato meno di un mese fa,
impegna il Governo
a verificare per quanto di competenza, in linea con quanto evidenziato in premessa, che la cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti di natura militare alle autorità governative dell’Ucraina siano corrispondenti alle effettive esigenze di protezione della popolazione civile ucraina.
9/2754-A/12. Bonetti, Richetti, Rosato, Onori, Benzoni, D’Alessio, Grippo, Sottanelli, Pastorella, Ruffino.
La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in corso di conversione proroga l’autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari in favore delle autorità governative dell’Ucraina, rinnova i permessi di soggiorno dei cittadini ucraini presenti in Italia e introduce disposizioni in materia di sicurezza dei giornalisti freelance;
il sostegno dell’Italia all’Ucraina non costituisce un atto contingente, ma una scelta politica strutturale di difesa dell’ordine internazionale basato sulle regole, della sicurezza europea e della credibilità internazionale del nostro Paese;
decisioni di tale rilevanza strategica richiedono un pieno coinvolgimento del Parlamento, quale sede primaria del controllo democratico sull’azione del Governo;
peraltro, il protrarsi del conflitto rende inaccettabile che cittadini ucraini presenti in Italia continuino a vivere in una condizione di incertezza amministrativa, che ostacola l’integrazione sociale e lavorativa e rischia di trasformare una misura emergenziale in precarietà permanente;
infine, la tutela dei giornalisti freelance, che operano in teatri di guerra senza adeguate garanzie contrattuali, assicurative e di sicurezza, rappresenta una cartina di tornasole della qualità democratica del nostro Paese;
alla luce di quanto premesso, la trasparenza e la tracciabilità delle decisioni in materia di invio di materiali militari hanno anche l’obiettivo di rafforzare il consenso pubblico e la legittimazione democratica delle scelte compiute,
impegna il Governo:
a garantire un coinvolgimento pieno e continuativo del Parlamento sull’attuazione delle autorizzazioni alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari all’Ucraina, anche ai sensi di quanto previsto dall’articolo 2-bis, comma 3, del decreto-legge 25 febbraio 2022, n. 14;
ad assicurare che tali informative consentano una reale valutazione dell’impatto politico, strategico e finanziario delle misure adottate, nel rispetto delle esigenze di sicurezza nazionale;
ad adottare iniziative volte a superare l’approccio meramente emergenziale al rinnovo dei permessi di soggiorno dei cittadini ucraini, favorendo percorsi stabili di integrazione lavorativa, abitativa e formativa;
a definire, anche mediante il coinvolgimento delle competenti autorità e degli ordini professionali, un quadro organico di tutele per i giornalisti freelance impegnati in contesti di conflitto, con particolare riferimento alla sicurezza operativa, alla copertura assicurativa e all’assistenza in caso di infortunio o rimpatrio;
a promuovere in sede europea un’iniziativa coordinata per la protezione dei giornalisti nelle aree di crisi e per il riconoscimento del loro ruolo essenziale nel contrasto alla disinformazione.
9/2754-A/13. Ruffino, Bonetti, Richetti, Rosato, Onori, Benzoni, D’Alessio, Grippo, Sottanelli, Pastorella.
La Camera,
premesso che:
il decreto-legge oggetto di conversione, all’articolo 1, comma 1, dispone la proroga fino al 31 dicembre 2026, previo atto di indirizzo delle Camere, per l’autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari in favore delle autorità governative dell’Ucraina. Il decreto-legge n. 201 del 2025 rappresenta la quarta proroga della misura descritta;
secondo l’ISTAT, nel 2024 oltre 5,7 milioni di individui in Italia vivevano in povertà assoluta, pari al 9,8 per cento della popolazione residente – una quota stabile rispetto al 2023;
l’incidenza di povertà relativa raggiunge quasi il 14,9 per cento degli individui e si stima che oltre 8,7 milioni di persone siano sotto la soglia di povertà relativa;
povertà e rischio di esclusione sociale restano superiori alla media dell’Unione europea: nel 2024 circa il 21,0 per cento della popolazione dell’Unione europea era a rischio di povertà o esclusione sociale, e l’Italia si colloca tra i Paesi con i livelli più alti;
disuguaglianze territoriali e di composizione familiare sono marcate: le famiglie con almeno un componente straniero affrontano livelli di povertà molto più elevati rispetto a quelle composte soltanto da cittadini italiani,
impegna il Governo
a rivalutare l’impatto economico e sociale dell’incremento delle spese militari connesse all’attuazione del decreto-legge in esame, confrontandolo con i bisogni interni legati alla povertà assoluta e relativa, e conseguentemente a destinare una quota significativa delle risorse pubbliche a misure strutturali di contrasto alla povertà, rafforzando gli strumenti di inclusione sociale, sostegno al reddito e promozione dell’occupazione qualificata, in coerenza con le evidenze e le raccomandazioni degli istituti statistici nazionali.
9/2754-A/14. Carotenuto.
La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in esame all’articolo 1 dispone la proroga fino al 31 dicembre 2026, previo atto di indirizzo delle Camere, dell’autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari in favore delle autorità governative dell’Ucraina;
l’invasione russa dell’Ucraina ha condotto i Paesi europei ad una corsa al riarmo. Il vertice Nato dell’Aia del 24 e 25 giugno 2025 ha assunto l’impegno a innalzare la spesa per la difesa dei Paesi membri al 5 per cento del Pil entro il 2035. A dire il vero, ci sono state eccezioni: il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha richiesto e ottenuto un’esenzione dal target Nato, fissando per Madrid un obiettivo di spesa più contenuto al 2,1 per cento del Pil, subordinato al rispetto degli obiettivi tecnici e operativi stabiliti dall’Alleanza. Sánchez ha motivato questa posizione dichiarando che un incremento al 5 per cento sarebbe incompatibile con il modello di welfare spagnolo e sostenendo che il 2,1 per cento sarà sufficiente e realistico per le esigenze nazionali;
è evidente che i soldi che saranno impiegati per l’incremento delle spese militari saranno tolti da settori già gravemente sotto finanziati come il welfare, la protezione ambientale e la sanità, minando la vera sicurezza delle persone, che non si tutela con le armi ma con i diritti e la transizione ecologica;
secondo i dati dell’EDA, Agenzia europea per la difesa, nel 2024 i Paesi dell’Unione europea hanno speso 343,2 miliardi di euro per la difesa. La Germania guida la classifica con 90,6 miliardi, pari al 26,4 per cento del totale UE. Segue la Francia con 59,6 miliardi, il 17,4 per cento del totale. L’Italia è terza con 32,7 miliardi, seguita da vicino dalla Polonia con 31,9 miliardi;
l’Europa spende già tre volte la Federazione russa per la difesa: 454 milioni di dollari nel 2024 contro i 145 milioni di Putin (dati SIPRI), mentre il mondo intero nel 2024 è arrivato a una spesa militare record (2.718 miliardi di dollari, + 9,4 rispetto al 2023), senza che questo abbia garantito una diminuzione dei conflitti o maggiore sicurezza globale, anzi;
l’aumento della spesa militare è la risposta sbagliata alle crisi internazionali: tutti gli indici che misurano il tasso di conflittualità mondiale ci dicono che negli ultimi 20 anni di crescita dei bilanci della difesa, il livello di pace globale si è drasticamente deteriorato. Più armi non ci rendono più sicuri e non aumentano la crescita economica del Paese: garantiscono solo più profitti alle aziende della difesa;
una classe dirigente europea all’altezza dei suoi padri fondatori promuoverebbe, invece, la necessaria strada per la creazione di una difesa comune europea attraverso un progressivo coordinamento e una razionalizzazione della spesa militare e una progressiva autonomia dalle alleanze militari esistenti,
impegna il Governo
a riconsiderare il contenuto dell’articolo 1, comma 1, del provvedimento in esame e contestualmente a rivedere la posizione assunta dal Governo italiano in occasione della Dichiarazione finale del vertice Nato dell’Aja, gli scorsi 24 e 25 giugno, che impegna i Paesi aderenti all’Alleanza Atlantica ad investire il 5 per cento del PIL per spese relative alla difesa e alla sicurezza entro il 2035, al fine di utilizzare le risorse per investimenti nella sanità pubblica, nella contrasto alla povertà, al cambiamento climatico, alla ricerca e scuola, coinvolgendo le Camere in una adeguata discussione e determinazione di indirizzi nel merito, nonché promuovendo e sostenendo, nelle competenti sedi europee, la creazione di una difesa comune europea, attraverso un percorso opposto a quello scelto in Europa dell’aumento delle capacità militari nazionali, percorso che consiste in una razionalizzazione nonché integrazione della spesa esistente.
9/2754-A/15. Bonelli, Zanella, Fratoianni, Borrelli, Dori, Ghirra, Grimaldi, Mari, Piccolotti, Zaratti.
La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in corso di conversione reca disposizioni urgenti per la proroga dell’autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti in favore delle autorità governative dell’Ucraina, con priorità anche per dotazioni «di protezione dagli attacchi aerei, missilistici, con droni e cibernetici», ai sensi dell’articolo 1 del decreto-legge medesimo;
l’esperienza maturata dall’Ucraina nel contesto bellico ha accelerato in modo significativo lo sviluppo e l’impiego di sistemi a pilotaggio remoto, con l’emersione di una filiera produttiva e di competenze tecnologiche che, secondo recenti ricostruzioni giornalistiche, si stanno strutturando anche in chiave di esportazione e collaborazione con partner europei;
i recenti episodi di incursioni o avvistamenti di droni che hanno determinato sospensioni operative e chiusure temporanee di aeroporti europei, come le interruzioni e cancellazioni legate a segnalazioni di droni presso l’aeroporto di Monaco in ottobre 2025, nonché le chiusure temporanee di Bruxelles e Liegi in novembre 2025, e le misure straordinarie adottate in Danimarca e Norvegia dopo avvistamenti che hanno inciso sulle operazioni aeroportuali, evidenziano la crescente vulnerabilità delle infrastrutture critiche a minacce asimmetriche e ibride e la conseguente necessità, per i Paesi europei, di dotarsi di capacità efficaci di rilevamento, prevenzione e contrasto, anche mediante droni e sistemi anti-drone, a tutela della continuità operativa e della sicurezza;
il Documento Programmatico Pluriennale della Difesa 2024-2026 conferma l’interesse e la necessità di dotarsi di sistemi a pilotaggio remoto, prevedendo l’acquisizione di nuovi aeromobili a pilotaggio remoto a supporto delle capacità di sorveglianza e ricognizione e, più in generale, dell’intelligence, surveillance and reconnaissance (ISR/ISTAR) anche a sostegno delle forze terrestri e della protezione delle infrastrutture;
l’interesse nazionale ed europeo alla sicurezza, alla resilienza delle infrastrutture critiche e alla protezione civile può essere rafforzato anche attraverso forme strutturate di cooperazione industriale, tecnologica e formativa con l’Ucraina nel campo dei droni e dei sistemi anti-drone, in coerenza con il quadro di sostegno previsto dal provvedimento,
impegna il Governo
a promuovere e rafforzare, nel quadro delle iniziative di sostegno alle autorità governative dell’Ucraina e in coordinamento con i partner europei e atlantici, forme di collaborazione con l’Ucraina finalizzate allo sviluppo, alla sperimentazione e alla diffusione di tecnologie e capacità nel settore dei droni e dei sistemi di contrasto ai droni, anche valorizzando iniziative di cooperazione tra amministrazioni competenti, centri di ricerca, università e imprese, con particolare attenzione alle applicazioni di difesa e di protezione delle infrastrutture critiche.
9/2754-A/16. Pastorella, Rosato, Richetti, Bonetti, Onori, Benzoni, D’Alessio, Grippo, Sottanelli, Ruffino.
La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in esame all’articolo 1 dispone la proroga fino al 31 dicembre 2026, previo atto di indirizzo delle Camere, dell’autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari in favore delle autorità governative dell’Ucraina;
il 24 febbraio 2022 la Russia ha scatenato una criminale aggressione su larga scala che ha portato in poco tempo le proprie truppe in prossimità di Kiev e di centri nevralgici nel Sud e nell’Est dell’Ucraina;
oltre ad aver aggredito un Paese sovrano, da febbraio 2022 la Russia ha moltiplicato gli atti di repressione nei confronti di attivisti, giornalisti, dissidenti e di chiunque provi a contestare le scelte del Presidente Putin. La Russia ha rafforzato la repressione delle libertà fondamentali anche ricorrendo in modo abusivo a ragioni di sicurezza nazionale per colpire dissidenti, accademici, giornalisti e attivisti che hanno osato esprimere critiche nei confronti di Putin;
nel rapporto del 16 settembre 2025 la Relatrice speciale Onu sulla situazione dei diritti umani in Russia, Mariana Katzarova, scrive che la Russia ha iniziato a fare un massiccio ricorso alla normativa sulla sicurezza nazionale accusando attivisti e dissidenti di cooperazione con gli Stati esteri, di spionaggio, di aiuto al nemico, di violazioni del segreto di Stato. Inoltre, Putin ha dato il via a misure che hanno portato a includere 150 minori nell’elenco di terroristi ed estremisti, con condanne elevate come quella arrivata a luglio 2025 a un quindicenne, punito con 5 anni di carcere. Dal 2024 a luglio 2025, scrive la Relatrice, sono stati aperti 8 nuovi procedimenti contro i giornalisti, 12 sono stati condannati per estremismo e 7 per propaganda;
secondo i dati dell’ultimo rapporto pubblicato dal Center for Strategic and International Studies (CSIS), dall’inizio dell’invasione in Ucraina circa 1,2 milioni di soldati russi sono stati uccisi, feriti o risultano dispersi. Secondo le stime, solo i caduti russi dall’inizio della guerra sarebbero quasi 325 mila. Solo lo scorso anno la Russia ha avuto 415 mila morti e feriti. Per quanto riguarda l’Ucraina, il rapporto stima che siano morti tra i 100 mila e i 140 mila militari (600 mila in tutto se contiamo anche feriti o dispersi che sommati al numero complessivo dei russi raggiungerebbe la cifra spaventosa di quasi 1,8 milioni);
colpisce il numero dei caduti russi considerando che Mosca ha forze in campo sostanzialmente maggiori di Kiev, un rapporto di tre a uno, e anche una popolazione enormemente più grande tra cui reclutare nuove forze. Il cinismo di Putin, evidenziato dall’invasione dell’Ucraina e dai tanti giovani russi mandati a morire sui campi di battaglia, svela la natura autoritaria e sovranista del governo russo;
in Europa avanzano partiti sovranisti di destra ed estrema destra. Solo per fare alcuni esempi, in Alternativa per la Germania (AfD) e nella Lega in Italia emergono posizioni esplicitamente filo russe, con rapporti di natura politica. In un contesto internazionale in cui si assiste all’abbandono del multilateralismo accompagnato dall’inevitabile e conseguente tentativo di smantellamento del diritto internazionale, emerge non casualmente un rapporto privilegiato tra Trump e Putin. Il Governo italiano ha scelto l’acquiescenza, se non l’aperto consenso, alle politiche patronali dell’amministrazione Trump, mostrando, inoltre, un’apparente riserva e dissenso sulle iniziative di alcuni partners europei e della NATO proprio sull’Ucraina;
le politiche di riarmo dei singoli Stati europei, le quali peraltro prevedono ingenti acquisti di armamenti dagli Stati Uniti, come anche pubblicamente vantato dal Presidente Trump, non contraddicono, anzi appaiono funzionali, alle analisi e alle strategie contenute nel National security strategy 2025 dell’Amministrazione statunitense, le quali impongono un modello di ordine mondiale basato sul confronto sistemico permanente e sulla subordinazione militare ed economica degli alleati e dell’Europa in particolare, prefigurando un ruolo ancillare dell’Unione europea nei confronti della proiezione strategica USA;
in questo nuovo contesto internazionale la fine del conflitto e una pace equa per l’Ucraina non potranno essere assicurate attendendo un eventuale accordo tra U.S.A. e Federazione russa, che rischia di essere funzionale solo agli interessi geopolitici ed economici degli Stati Uniti e della Federazione russa, limitando il ruolo dell’Unione europea o di alcuni Paesi di questa ad una presenza militare di garanzia, qualora accettata dai contraenti, proseguendo nel frattempo la cessione di armamenti all’Ucraina;
è necessario un cambio di passo dell’Unione europea affinché si lavori attivamente in ogni consesso internazionale per arrivare il più presto possibile al raggiungimento di un immediato cessate il fuoco tra Russia e Ucraina e alla costruzione di un accordo di pace fondato sui principi dell’Atto finale di Helsinki e della Carta delle Nazioni Unite,
impegna il Governo:
ad adottare ogni iniziativa volta a sostenere la popolazione civile ucraina con l’invio dei mezzi, materiali ed equipaggiamenti logistici, sanitari, ad uso civile, anche a tutela delle infrastrutture civili ed energetiche e a interrompere la cessione di mezzi e materiali d’armamento in favore delle autorità governative dell’Ucraina;
ad adoperarsi in ogni competente sede europea e internazionale al fine di raggiungere un immediato cessate il fuoco tra Russia e Ucraina e per costruire un accordo di pace duraturo ed equo, fondato sui principi dell’Atto finale di Helsinki e della Carta delle Nazioni Unite, compresi la sicurezza collettiva, la moderazione militare e gli impegni di disarmo.
9/2754-A/17. Fratoianni, Zanella, Bonelli, Borrelli, Dori, Ghirra, Grimaldi, Mari, Piccolotti, Zaratti.
La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in esame all’articolo 1 dispone la proroga fino al 31 dicembre 2026, previo atto di indirizzo delle Camere, dell’autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari in favore delle autorità governative dell’Ucraina;
secondo un’analisi pubblicata ad ottobre 2025 da Analisi Difesa, da febbraio 2022 il Ministero degli Interni ucraino avrebbe perso le tracce di 491.426 armi portatili;
già nel 2024 anche il Pentagono aveva sollevato la questione. Un rapporto dell’Office of Inspector General del Pentagono diffuso all’inizio del 2024, affermava che tra ottobre 2022 e febbraio 2023 non sarebbero stati adeguatamente monitorati 39.139 articoli militari di quelli consegnati all’Ucraina (per un valore complessivo di circa 1,69 miliardi di dollari;
il paradosso è che i sistemi di tracciamento esistono. Stati Uniti, Regno Unito e Ucraina hanno messo in funzione fin dai primi mesi del conflitto piattaforme informatiche per seguire il flusso degli aiuti militari. Ma questi strumenti sono pensati soprattutto per il materiale pesante, costoso, simbolicamente rilevante: carri armati, sistemi missilistici, mezzi corazzati. Le armi leggere, quelle che fanno davvero il mercato nero, restano invece molto più difficili da monitorare, soprattutto in un contesto di fronte mobile e catene di comando sotto stress continuo;
la Global Initiative Against Transnational Organized Crime (GI-TOC) ricorda che «l’afflusso di armi in Ucraina dopo l’invasione su vasta scala della Russia nel febbraio 2022, sommato a una riserva di armi già ampia nel Paese (soprattutto dopo lo scoppio del conflitto nel 2014), ha destato preoccupazione per la diffusione di queste armi nelle mani di criminali nell’Europa occidentale e per il possibile effetto sulle attività della criminalità organizzata». Soprattutto considerato che l’ondata di conflitti tra Medio Oriente, Africa e altre aree a rischio funge polo di attrazione per nuove forniture d’armi tramite traffici illeciti;
il problema non riguarda solo il presente del conflitto, ma il suo futuro. Le reti criminali, dentro e fuori l’Ucraina, si muovono con grande rapidità: l’Ucraina rischia di diventare un hub del traffico d’armi;
un rapporto del 2023 dell’Ispettore generale del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, reso pubblico dalla Cnn, ha segnalato che molte delle armi e delle attrezzature che l’anno precedente l’occidente aveva inviato a Kiev sono state, in realtà, sottratte da trafficanti, criminalità organizzata e mercenari,
impegna il Governo
ad adottare, nell’ambito delle proprie competenze, le necessarie misure di sicurezza e di tracciamento, attivandosi a tal fine anche nelle opportune sedi dell’Unione europea, dei flussi di armamenti, rafforzando altresì i controlli sugli stessi, per evitare che l’Ucraina diventi un hub del traffico d’armi e che gli effetti del conflitto, anche dopo la sua auspicata cessazione, continuino a mietere vittime.
9/2754-A/18. Zanella, Bonelli, Fratoianni, Borrelli, Dori, Ghirra, Grimaldi, Mari, Piccolotti, Zaratti.
La Camera,
premesso che:
il decreto-legge in esame all’articolo 1 dispone la proroga fino al 31 dicembre 2026, previo atto di indirizzo delle Camere, dell’autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari in favore delle autorità governative dell’Ucraina;
come previsto dall’articolo 2-bis, comma 2, del decreto-legge 25 febbraio 2022, n. 14, l’elenco dei mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari oggetto della cessione, nonché le modalità di realizzazione della stessa, sono definiti con uno o più decreti del Ministro della difesa, adottati di concerto con i Ministri degli affari esteri e della cooperazione internazionale e dell’economia e delle finanze;
finora, secondo la normativa vigente, sono stati emanati dodici decreti interministeriali contenenti gli allegati con il dettaglio delle forniture di armamenti destinate alle autorità governative ucraine. Gli allegati sono considerati «documenti classificati» e sono illustrati dal Governo in seno al Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica;
il 25 novembre 2025 il Ministro della difesa è stato audito dal Copasir in riferimento ai contenuti del dodicesimo decreto relativo agli aiuti militari a Kiev, che contiene l’elenco dei materiali inviati. Anche questa volta, a differenza di altri Paesi che hanno operato cessioni di armamenti all’Ucraina ben maggiori di quelli dell’Italia, l’elenco è stato secretato «in quanto documento classificato» precludendo all’intero Parlamento l’esercizio delle sue prerogative e privando i cittadini italiani del loro diritto a conoscere la reale entità e tipologia dei mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari ceduti all’Ucraina;
dopo quattro anni di guerra, permane la più totale assenza di informazioni ufficiali sul costo del supporto militare che l’Italia ha fornito finora a Kiev in termini di armi e munizioni inviate,
impegna il Governo
a coinvolgere le Camere sugli sviluppi della guerra in Ucraina, secondo le modalità di cui al comma 3 dell’articolo 2-bis del decreto-legge 25 febbraio 2022, n. 14, e a trasmettere alle medesime informazioni trasparenti e complete circa le forniture militari cedute in favore delle autorità governative dell’Ucraina, come peraltro avviene in molti Paesi dell’Unione europea, in cui le informazioni su mezzi, materiali ed equipaggiamenti ceduti in favore dell’Ucraina sono pubbliche.
9/2754-A/19. Grimaldi, Zanella, Bonelli, Fratoianni, Dori, Ghirra, Mari, Piccolotti, Zaratti.