(AGENPARL) - Roma, 11 Febbraio 2026“Noi Moderati siamo sempre stati e continuiamo a essere a favore del sostegno all’Ucraina per due ragioni sostanziali: la prima è la lealtà nei confronti del governo, perché non si sta in una maggioranza se non se ne condividono le linee generali di politica estera, soprattutto in un momento così drammatico; la seconda è l’assoluta condivisione del merito del decreto, anche nella parte in cui è prevista la fornitura di aiuti militari all’Ucraina”. Lo ha detto Mara Carfagna, segretario di Noi Moderati, annunciando in dichiarazione di voto alla Camera il voto favorevole del Gruppo al dl Ucraina. “Anche noi – ha aggiunto – ripudiamo la guerra e anche noi siamo convinti che si debba assolutamente seguire la strada negoziale per farla finire quanto prima. Ma per volere la pace bisogna essere in due e invece Putin non solo non ha aperto ancora nemmeno a una tregua ma rifiuta ogni soluzione che non preveda la resa incondizionata dell’Ucraina. E allora inviare armi a Kiev significa aiutare il popolo ucraino a difendersi, a non soccombere, per arrivare ad una pace giusta e per evitare altre stragi di civili, più spaventose di quelle alle quali assistiamo ogni giorno. Per noi il sostegno a Kiev è un dovere morale e una responsabilità rispetto alla quale non ci vogliamo sottrarre, perché smettere di fornire armi all’Ucraina senza pretendere che la Russia arrivi ad una soluzione ragionevole è esattamente quello che vuole Mosca. E’ singolare allora che proprio chi sostiene la legittima difesa la neghi a un popolo che da quattro anni resiste all’aggressore ed è singolare che chi si batte ogni giorno in difesa dei popoli oppressi faccia finta di dimenticare che negare all’Ucraina la possibilità di difendersi lascerebbe spazio a un’aggressione ancora più brutale. Noi siamo dalla parte del diritto dei popoli, della libertà e della democrazia e sappiamo che la resa segnerebbe la fine di questo diritto e spalancherebbe le porte sull’abisso di nuove tensioni e nuove guerre L’Italia e l’Europa non possono permetterlo e noi – ha concluso Carfagna – ci batteremo perché questo non accada”.