(AGENPARL) - Roma, 10 Febbraio 2026(AGENPARL) – Tue 10 February 2026 COMUNICATO STAMPA
Sul fronte dei rapporti di lavoro tra consulente finanziario ed intermediario. Necessita una particolare attenzione per superare il modello di contratto di agenzia a causa dei notevoli contenziosi legali aperti .
Federpromm e Uiltucs sollecitano le controparti per definire un AEC (accordo economico collettivo) di tutta l’intermediazione creditizia, finanziaria e assicurativa.
Roma 10 febbraio 2026 – Tutto Il settore dell’intermediazione finanziaria è fortemente in fibrillazione a causa dei vari e frequenti processi di fusione,integrazione ed incorporazione che sta interessando tutto il settore della consulenza finanziaria, causa la forte propensione legata ai “rigidi rapporti” di natura contrattuale tra consulenti e soggetti abilitati.
Un fenomeno – precisa una nota del sindacato – che a livello nazionale coinvolge migliaia di contenziosi, quasi tutti sfociati in cause di lavoro, per “mancanza” di chiare clausole ed istituti contrattuali e da norme regolamentari di tipo negoziale.
Soprattutto quando avviene il recesso per giusta causa, il mancato riconoscimento delle indennità di portafoglio, del diritto dell’indennità di preavviso e patti di non concorrenza. Tutti istituti contrattuali – afferma la nota del sindacato – se pur richiamano norme del codice civile, non sono sufficientemente chiare nella definizione di un equilibrato e paritetico rapporto di lavoro tra Cf e Società mandante.
Cause che molto spesso intasano la mole di lavoro dei Magistrati che potrebbero essere superate se vi fosse una chiara e condivisa accettazione di un modello di “Accordo Economico Collettivo -AEC” tra Associazioni datoriali degli Intermediari e Organizzazioni sindacali rappresentative del settore.
Federpromm e la stessa Federazione Uiltucs (firmataria di decine di CCNL) unitamente alla Federazione Uilca del settore credito e assicurazioni, hanno più volte sottolineato il fenomeno dimostrando come siano superabili le contraddizioni interne al rapporto di lavoro di tipo agenziale applicato a tutto il settore dell’intermediazione creditizia e finanziaria, proponendo un modello uniforme che inquadri in modo chiaro la “parte normativa”, la “parte professionale” e la “parte previdenziale”, ma soprattutto il riconoscimento degli “istituti economici maturati e maturandi” ivi compresi i “bonus” inizialmente pattuiti con lettere integrative al mandato principale.
Molti sono i riferimenti di contenziosi aperti con aziende di rilievo (da Fideuram a Mediolanum, da Credem a Fineco, da Bnl-BNp Paribas a Mediobanca Premier) che Cf, – hanno chiesto l’assistenza sindacale e legale da Federpromm.
Per superare ed affrontare tali discrepanze e diaprità di condizioni lavorative, nell’interesse comune di dare una maggiore stabilità a tutto il settore dell’intermediazione finanziaria – conclude la nota del sindacato – é oggi quanto mai necessario aprire un tavolo di confronto con l’ausilio delle Istituzioni, tra le Organizzazioni delle Associazioni dei soggetti abilitayi e Organizzazioni sindacali degli operatori professionali, quali Consulenti finanziari ed Agenti finanziari del credito. (fine)
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