(AGENPARL) - Roma, 5 Febbraio 2026(AGENPARL) – Thu 05 February 2026 **Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano**
Comunicato del 05/02/2026, ore 13:09
Consiglio
Lavori Consiglio: Scuola plurilingue come offerta supplementare
**Disegno di legge del Gruppo verde. Terminato il tempo a disposizione dell’opposizione. I lavori riprendono alle 14.30.** Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha presentato nella tarda mattinata di oggi, in Consiglio provinciale a Bolzano, il Scuola plurilingue come offerta supplementare (presentato dai conss. Foppa, Oberkofler e Rohrer), con il quale, come spiegato nella relazione accompagnatoria, intendeva fare una proposta semplice: integrare l’offerta scolastica esistente da un’offerta plurilingue, se ce n’è richiesta. Il diritto all’insegnamento nella madrelingua sancito dall’articolo 19 dello Statuto resterebbe immutato per alunne e alunni di madrelingua tedesca e italiana nelle relative scuole. L’offerta non sarebbe rivolta solo a bambine, bambini e giovani di famiglie plurilingui, ma anche ad alunni provenienti da ambienti fondamentalmente monolingui le cui famiglie danno importanza a un’istruzione plurilingue. Alle bambine, bambini e giovani di famiglie plurilingui questa offerta supplementare garantirebbe pienamente, per la prima volta, il diritto alla scuola nella madrelingua, cioè nelle lingue di entrambi i genitori. La consigliera ha ricordato che già da molto tempo parti della società altoatesina chiedono un’offerta supplementare plurilingue, a partire dall’asilo e dalle scuole elementari e medie fino alle superiori e professionali: dall’ultimo sondaggio ASTAT risulta che Il 69% delle altoatesine e degli altoatesini sarebbe molto o abbastanza favorevole a introdurre l’insegnamento precoce della seconda lingua, e sempre il 69% sarebbe molto o abbastanza favorevole a introdurre l’insegnamento di alcune materie in un’altra lingua. Nel frattempo, molti giovani hanno l’ansia di parlare la seconda lingua. Il modello della scuola plurilingue è ben conosciuto dalla lingua ladina, con risultati molto buoni nella conoscenza della seconda e terza lingua. Vale la pena perseguire i modelli plurilingui. Foppa ha ribadito che si tratterebbe di un’offerta supplementare, e quindi di un modello che non toglie nulla a nessuno: si tratterebbe di progetti che partono dal basso, elaborati dalle scuole qualora ci siano sufficienti iscrizioni: 15 per una scuola primaria o superiore, 14 per una scuola dell’infanzia. in queste sezioni ci sarebbero bambini di lingua italiana e tedesca, che possono parlarsi in entrambe le lingue. Il modello CLIL è positivo, ma la ricerca dice che si impara l’altra lingua quando se ne ha bisogno, e in questo senso il contatto con bambini dell’altra lingua è un’opportunità importante. “Il disegno di legge è una proposta solida, elaborata nel corso degli anni e verificata giuridicamente”, ha spiegato Foppa, rilevando anche un miglioramento del dibattito negli ultimi anni. Un’offerta come questa sgraverebbe anche la pressione sulla scuola in lingua tedesca. Il plurilinguismo non danneggia la madrelingua.
Sandro Repetto (Partito Democratico) ha ricordato di aver svolto il quarto anno della scuola elementare in via Martin Knoller, vivendo l’esperienza devastante relativa al fatto che le pause dei bambini di lingua tedesca e italiana erano in orari diversi, e si era separati da una rete. Ha aggiunto che da anni la domanda delle famiglie di una maggiore considerazione dell’italiano seconda lingua nella scuola: si tratta quindi anche di un#esigenza del mondo di lingua tedesca. tra le modalità indicate, il 50% auspica maggiori progetti di scambio e più del 20% esplicitamente una maggiore integrazione tra scuola tedesca e scuola italiana. La richiesta aumenta con la dimensione dei centri abitati, con percentuali elevate in tutte le aree provinciali. Si tratta quindi di un’esigenza diffusa che non riguarda solo i cittadini di lingua italiana. egli ha fatto riferimento quindi al disegno di legge costituzionale del costituzionalista Francesco palermo, che già nel 2017 avanzava la proposta di una modifica dello Statuto per consentire percorsi scolastici di insegnamento paritetico nelle due lingue. Quella proposta, mai iscritta all’ordine del giorno del Senato, avrebbe potuto essere ripresa dalle forze politiche di destra attualmente al Governo, che però non hanno ritenuto prioritario intervenire. Queste forze si vantano della riforma dello Statuto su temi secondari, ma su temi concreti come questi stanno in silenzio, mentre il disagio degli italiani nasce dalla mancanza di un bilinguismo diffuso, e si riversa poi sulle scuole in lingua tedesca, mettendo in difficoltà i relativi dirigenti. le esperienze di bilinguismo già presenti attirano in particolare bambini che già vivono contesti bilingui. Un percorso plurilingue certificato sia nel sistema di lingua tedesca sia in quella di lingua italiana distribuirebbe in maniera più equa l’offerta formativa e alleggerirebbe il peso sugli insegnanti. Bisogna aggiornare le analisi e le evidenze su cui si fondano le politiche scolastiche, nonché valorizzare e sostenere i docenti. Repetto ha fatto riferimento anche agli eventi che riguardano la costruenda scuola di via Bari a Bolzano, che non fanno ben sperare sull’accoglimento del dlp da parte della maggioranza.
Waltraud Deeg (SVP) ha evidenziato che il dibattito non riguarda solo un modello scolastico, ma un principio, uno dei pilastri dell’autonomia, riconosciuta in tutto il mondo come esempio di best pratices. Si tratta di un ambito molto sensibile, ovvero il diritto all’insegnamento nella madrelingua previsto dall’art. 19, che non è vecchio o superato. Non si tratta di un ostacolo a un modello di istruzione moderno, ma è ciò che garantisce l’autonomia: per una minoranza, la cosa peggiore è perdere la consapevolezza di essere tale. La minoranza di lingua tedesca e ladina si trova in uno stato con 60 milioni di abitanti di lingua italiana, e questo diritto è il risultato di una travagliata storia fatta di tentativi di assimilazione, Katakombenschulen, “opzioni”, di tentativi faticosi ma di successo, nell’ambito doi difficili trattative, di politici impegnati come il recentemente scomparso Roland Riz. Per questo non poteva votare a favore di questo disegno di legge. In quanto ai sondaggi cui si fa riferimento, essi presentano una possibilità di risposta chiusa, non chiedono un#opinione; nelle scuole di lingua tedesca ci sono già tante ore di italiano, si tratta di più di 2.000 ore in tutto il percorso: il problema quindi non è la quantità, ma la qualità, e se mai bisogna interrogarsi su questa. la SVP non ha nulla contro il plurilinguismo, anche perché le lingue permettono di creare ponti, ma le scuole danno già la possibilità di rafforzare il plurilinguismo. L’atr. 19 prevede anche che l’insgenamento avvenga da parte di persone di madrelingua. come lo si vorrebbe garantire, con questo disegno di legge? Il tema è effettivamente molto sentito dalla popolazione, soprattutto dai giovani, che però non conoscono abbastanza bene la storia della minoranza: quando una minoranza non sa più di essere tale è un problema, come dimostra l’esperienza della Valle d’Aosta.
L’anima di un popolo è la lingua, perché porta identità, fiducia e senso di appartenenza, ha detto Hannes Rabensteiner (Süd-Tiroler Freiheit), aggiungendo che si tratta anche di un tema emozionale. Ha quindi fatto riferimento al caso di villandro, evidenziando che esprimere liberamente la propria opinione, come ha fatto lui difendendo il sistema tradizionale, rende oggetto di attacchi. In questa discussione si dimentica che la vera madrelingua dei sudtirolesi è il dialetto, che in base agli studi sta scomparendo, in Sudtirolo. si è parlato di “vergogna”, ma soprattutto i Verdi che sono a favore del plurilinguismo gli hanno vietato di usare il dialetto in Consiglio, e la stessa Giunta lo ridicolizza in questo frangente, quasi questo fosse caratteristica di una persona non istruita. la lingua standard è la prima sfida linguistica per un bambino che cresce con il dialetto; una seconda lingua annacqua questo apprendimento. Se si guarda dove le persone vanno, si vede che è in gran parte l’area germanofona. Bene è favorire un apprendimento bilingue o plurilingue, ma proprio i Verdi hanno votato contro una sua proposta in questo senso: egli ha infine ricordato le necessità di tutela della lingua per una minoranza in terra straniera: vanno quindi evitate le sperimentazioni, e bisogna pensare prima a come risolvere i problemi attuali delle scuole. Il consigliere si è poi chiesto perché i tedeschi dovrebbero imparare un italiano migliore e non gli italiani il tedesco: i Verdi non lo dicono mai, Tutte le minoranze con cui si è in contatto dicono di stare attenti, e invidiano l’attuale tutela della madrelingua. Va detto che ci sono anche bambini che hanno dificoltá ad apprendere la lingua straniera. L’insgenamento nella madrelingua è uno dei pilastri dell’autonomia; i Verdi non dicono quali problemi emergono dove sparisce il tedesco: “Gentile sarebbe molto contento di voi”. Alla SVP, facendo riferimento al documentario “Der schmale grat”, ha ricordato le affermazioni dell’ex presidente della provincia che metteva in guardia dall’abbandonare la tutela dei diritti della minoranza.
Madeleine Rohrer (Gruppo verde), co-firmataria della proposta, ha chiarito che una delle libertà in Alto Adige è scegliere liberamente a quale scuola iscrivere i propri figli. Questa libertà di scelta è fondamentale, tuttavia manca la libertà di scegliere una scuola mistilingue: i dati dimostrano che il 70% dei cittadini vorrebbero avere questa libertà. La SVP pensa a divieti, ma con questo disegno di legge si vuole invece proporre un’offerta supplementare, senza obblighi e senza togliere niente a nessuno. Le famiglie sono pronte per un’offerta come questa.
Brigitte Foppa (Gruppo verde), intervenendo per fatto personale, ha detto che equiparare dei consiglieri a dei fascisti, citando gentile, era una cosa da respingere. Hannes Rabensteiner (STF) ha ribattuto di non aver accomunato Foppa a Gentile, ma di aver solo detto che egli sarebbe contento: questa è la sua opinione.
Bernhard Zimmerhofer (Süd-Tiroler Freiheit) ha citato l’articolo 19, base costituzionale per l’insegnamento in madrelingua in provincia di Bolzano, “l’articolo più importante dello statuto, per una minoranza in uno stato italiano con 60 milioni di abitanti”. Annacquare queste tutele significa distruggere tradizione e identità, come dimostrano i casi di valle d’Aosta e Alsazia. Ha ricordato che tanti sudtirolesi sono finiti in carcere per essersi impegnati per la madrelingua.
Zeno Oberkofler (Gruppo verde), cofirmatario del dlp, ha detto di aver avuto la fortuna di crescere in una famiglia bilingue e di essere stato cresciuto in entrambe le culture, cosa che gli ha aperto tantissime porte e opportunità. Il divieto di una scuola bilingue come modulo aggiuntivo è profondamente ingiusto, perché mantiene un sistema che offre solo a pochi la posisbilitá di imparare le lingue fin dalla scuola dell’infanzia: solo a chi si puómpermetere certi corsi o opportunitá, negate invece a tantissime famiglie che lo desiderano da anni. La scuola deve essere invece un luogo di opportunità uguali per tutti, la scuola plurilingue non toglie nulla a nessuno, e non intacca il diritto alla formazione nella propria madrelingua. nella società il cambiamento c’è già stato, il dato del 70% dei favorevoli non si può ignorare. Si vuole continuare su questa discussione e trovarsi allo stesso punto tra 20 anni? La lingua si impara praticando e incontrando le persone dell’altro gruppo linguistico: quale luogo migliore di una classe plurilingue? La provincia ha enormi potenzialitá, che rimangono inespresse per una politica che si aggrappa a scuse e tarpa le ali. Ha quindi invitato ad abbattere le barriere presenti nella testa, e a ricordare che esistono anche le persone plurilingui come lui.
Myriam Atz (Süd-Tiroler Freiheit) ha chiarito che il tedesco è gà stato ridotto nelle scuole con l’introduzione dell’inglese, così come altre ore di insegnamento. L’italiano viene già insegnato dalla 1a elementare, mentre nello Statuto si prevedeva dalla 2a. ha ribadito che bambini che provengono da famiglie dove si parla il dialetto già all’apprendimento della lingua standard è un’impresa: è questo che va potenziato, e questo è possibile solo in una scuola in cui si insegna nella madrelingua. Si può fare di più durante il tempo libero, e le offerte disponibili sono già molte. Il sistema previsto dall’articolo 19 non è affatto superato, bensì un modello innovativo. Ha quindi ricordato angela Nikoletti e gli insegnanti delle Katakombenschulen perseguitati. Chi vuole, ha considerato,, ha già tante opportunità di imparare la seconda lingua: non è necessario un nuovo modello.
Jürgen Wirth Anderlan (JWA Wirth Anderlan) ha confermato: i giovani oggi hanno giá tante possibilità in più rispetto ai suoi tempi. Ciononostante lasciano la scuola senza una conoscenza sufficiente della seconda lingua. Le proposte della sinistra, e dei Verdi che di solito vogliono tutelare la pianta più piccola, mettono a rischio l’homo sapiens tirolensis. Egli ha poi ricordato che suo nonno insegnava nelle Katakombenschulen, e gli sforzi delle generazioni precedenti per dare in eredità una bella terra, concludendo: “Io mi impegnerò tutti i giorni perché il Sudtirolo diventi un po’ più tedesco, e non il contrario”.
Renate Holzeisen (Vita) ha detto di parlare per esperienza personale e annunciato voto a favore del disegno di legge. Alla fine degli anni 90 a Bolzano, c’erano Kindergarten dove le insegnanti parlavano dialetto, e lei come madre tedesca aveva notato che le competenze linguistiche del figlio retrocedevano, tanto che alla fine l’aveva iscritto a una scuola dell’infanzia italiana. L’aveva poi scritto alla scuola Rosmini di Gries, dove l’insegnante di tedesco pure parlava dialetto e aveva lacune grammaticali: “Ho parlato col dirigente, che mi ha detto che, se non mi andava bene, avrei dovuto iscrivere alla scuola italiana”. Aveva contattato l’allora assessore Kasslatter Mur e il direttore di Ripartizione invitando a sollecitare gli insegnanti a parlare in lingua standard e non in dialetto. la proposta in esame non toglierebbe il diritto alla scuola nella madrelingua; evidentemente chi vi si oppone teme che molte famiglie scelgano la proposta plurilingue. Lei sarebbe favorevole a che sui eventuali nipoti venissero iscritti alla scuola plurilingue, perché imparare le lingue da piccoli è un patrimonio inestimabile che non può essere tolto. Imparare un’un’altra lingua e un’altra cultura fa apprezzare di più quelle di provenienza. Anche l’economia ha bisogno di dipendenti plurilingui.
Dai banchi dei consiglieri, l’ass. Christian Bianchi ha ringraziato per aver sollevato un tema che è centrale e riguarda il futuro dei giovani e della provincia. Nel massimo rispetto della sensibilità di tutti, va evidenziato che oggi non si è così in grado di garantire un futuro ai giovani, perché dopo 13 anni di scuola dell’obbligo non sono in grado di superare l’esame di bilinguismo. Nella sua epoca, il gruppo linguistico italiano non era interessato ad apprendere la seconda lingua: le occasioni di impararla sono state poche e questo è stato pagato in termini di chances. Al contrario, il gruppo tedesco aveva più occasioni per imparare la seconda lingua, a partire dal servizio militare. Il tema oggi, invece, riguarda anche il gruppo linguistico tedesco: “Non fate l’errore che facevamo noi negli anni ‘70”. A Villandro le famiglie hanno sollevato a gran voce questa necessità; ma una politica chiusa non va bene e porta a una società arida, lasciando certe possibilità solo a famiglie che economicamente se lo possono permettere, come ha fatto lui mandando il proprio figlio all’estero. Ci vuole un impegno forte per considerare come le due scuole devono mettere il piede sull’acceleratore; se ne discuterà in Giunta. In quanto al dialetto, è importante, ma la lingua ufficiale è il tedesco standard, ed è quella che dovrebbe essere usata in tutte le istituzioni; oltre tutto, si chiede agli italiani di imparare la seconda lingua, ma questi non possono certo imparare tutti i dialetti dall’Alto Adige.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha ribattuto che nel Parlamento austriaco ciascuno parla nel proprio dialetto, e Bianchi non capisce perché guarda solo all’Italia. Ha quindi ringraziato l’ass Galateo per aver cancellato il post cui aveva fatto riferimento questa mattina. ha ricordato la storia del padre, nato a lana da famiglia tirolese, che quando doveva scrivere qualcosa a mano lo faceva in italiano, perché nel suo periodo scolastico non aveva usato la madrelingua in forma scritta.I suoi nonni avevano creato una scuola clandestina nella cantina del negozio di scarpe. La gravità della questione si capisce solo quando si hanno queste esperienze; la minoranza sudtirolese ha oggi la fortuna di frequentare la scuola nella propria lingua, ma tante altre minoranze non ce l’hanno. Si è trattato di una delle conquiste piú importanti dell’autonomia, e ció ha permesso di mantenere l’identità.Non ci sono mai state cosí tante ore di italiano a scuola come oggi, tuttavia il livello desiderato non si raggiunge. Tante famiglie si esprimono per più plurilinguismo, ma lui è certo che non vogliono lo smantellamento della scuola in lingua tedesca, che è il vero obiettivo dei Gruppo verde, e che davvero somiglia all’obiettivo di Gentile. Non c’è alcuna prova scientifica che nel mondo ci siano minoranze che hanno avuto un vantaggio dall#introduzione di una scuola plurilingue. In quanto all’esempio dei ladini, durante il facsismo avevano solo la scuola in tedesco o in italiano: l’introduzione del ladino è stato un progresso, quanto previsto nella proposta in esame va in direzione opposta. I verdi dicono di proporre un’offerta supplementare, ma sono contrari all’offerta supplementare di un doppio passaporto. Inoltre, non si oppongono mai al fatto che si diffonde la segnaletica monolingue: “Voi volete più italiano in Sudtirolo”. Knoll ha quindi ricordato che in gruppi dove ci sono italiani e tedeschi alla fine si parla in italiano, anche se i tedeschi sono in maggioranza; ha poi ricordato che la scuola mistilingue introdotta in valle d’aosta negli anni ‘70 ha comportato la perdita non solo della madrelingua ma anche dell’identitá, e che gli insegnanti locali mettono in guardia da questa soluzione; un’ulteriore conseguenza è che oggi si dice che l’amministrazione bilingue costa troppo. I Verdi non hanno capito a oggi il concetto dell’autonomia; l’articolo 19 ha l’obiettivo di garantire una formazione agli alunni sudtirolesi come se non si facesse parte dell’Italia. Nelle scuole tedesche gli insegnanti di seconda lingua sono molto fluttuanti, e questo non garantisce già ora continuità: la proposta dei verdi porterebbe a rinunciare che solo i madrelingua insegnino la lingua madre. I genitorie che vogliono dare maggiori opportunità ai propri figli possono agire da sé, per esempio proponendo trasmissioni televisive in italiano, i ragazzi imparano l’inglese perché fanno giochi o vedono film in questa lingua. se 14 genitori volessero una scuola mista a Villandro, ha fatto l‘esempio, ci sarebbe tanta pressione sul 15o genitore; inoltre, cosa succederebbe se rimanessero solo pochi bambini nella scuola tedesca?
Dai banchi dei consiglieri, l’ass. Ulli Mair ha corretto Rabensteiner: “Ti stimo molto e non rido di te quando parli dialetto, ma non si può dire che il tedesco è la prima “seconda lingua” dei sudtirolesi”. Il tedesco collega anche con tutta l’area germanofona, e se si vogliono fare dei passi in avanti è importante guardare oltre il proprio villaggio – questa è la posizione che hanno sempre avuto anche i grandi politici sudtirolesi. Il tedesco è importante per i giovani perché abbiano successo nel mondo nel lavoro e possano comunicare bene; non sarebbe certo sufficiente che parlassero il dialetto, come aveva capito da Rabensteiner. In quanto al disegno di legge, nell’accordo di governo era stato inserito che, per quanto riguarda la scuola tedesca, non ci sarebbero stati progetti plurilingui come richiesto dai Verdi. ha chiesto quindi a quest’ultimi di riconoscere il valore centrale della scuola tedesca per la minoranza tedescofona. non va ignorato che a Bolzano e nella Bassa atesina la scuola tedesca è già stata relativizzata, e viene utilizzata da persone di altra madrelingua per imparare il tedesco; a volte le insegnanti devono parlare italiano, così come i bambini di madrelingua tedesca: su questo i Verdi non dicono nulla. Secondo il programma di governo, la scuola italiana può offrire tante lezioni in lingua tedesca e promuovere sperimentazioni, alla maggioranza interessa la scuola tedesca. Ha quindi ribadito il suo no alla proposta di legge.
Hannes Rabensteiner (Süd-Tiroler Freiheit) ha chiarito che di aver detto che il dialetto è la madrelingua dei sudtirolesi, e che il tedesco standard rappresenta la prima sfida linguistica. se ne ha bisogno per lavorare e studiare. Non ho mai sostenuto che il dialetto è sufficiente”.
Essendo finito il tempo dell’opposizione, come comunicato dal presidente Arnold Schuler, il dibattito sul disegno di legge proseguirà nella prossima sessione di lavori. È quindi iniziato il tempo della maggioranza, con la trattazione della Telefoni cellulari a scuola (presentata dai conss. Stauder, Scarafoni e Gennaccaro il 04/04/2025). **MC**
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