(AGENPARL) - Roma, 5 Febbraio 2026(AGENPARL) – Thu 05 February 2026 (ACON) Trieste, 5 feb – “L’ipotesi di riorganizzazione del
servizio ‘mamma-bambino’ dell’ospedale di San Daniele sta
suscitando forti preoccupazioni per il futuro del servizio
stesso. Se questa notizia venisse confermata sarebbe
assolutamente necessario che l’Azienda chiarisca le modalit?
della riorganizzazione e fornisse garanzie sul mantenimento di
tutte le attivit? attualmente offerte dal centro e sulla presenza
di un numero di ostetriche sufficienti”.
Lo afferma, in una nota, la consigliera regionale Manuela Celotti
(Pd) che, dopo aver ricevuto diverse segnalazioni, attraverso
un’interrogazione porta in Consiglio le preoccupazioni sorte in
questi ultimi giorni riguardo a una possibile ricollocazione
funzionale del servizio mamma-bambino dell’ospedale di San
Daniele del Friuli.
“Dalle prime informazioni raccolte – prosegue Celotti -, e
rispetto alle quali ho chiesto chiarimenti alla Giunta regionale
attraverso l’interrogazione, il servizio potrebbe venire
ricollocato. Ma la questione cruciale riguarda la dotazione
organica e le attivit? che verrebbero garantite dopo la
ricollocazione. E credo che su questo l’Asufc e l’assessore
regionale debbano fornire precise garanzie ai sindaci, ai
professionisti e alla comunit? territoriale, che non sembrano
essere stati informati dei cambiamenti. Ci sar? lo stesso numero
di ostetriche? E verranno garantiti gli stessi servizi e gli
stessi supporti alle donne e alle mamme?”.
“Questo servizio – sottolinea la dem -, per come ? strutturato
oggi, rappresenta un fiore all’occhiello e un esempio di come gli
ospedali di base possano effettivamente potenziare l’offerta
della sanit? territoriale, e quindi va tutelato e sostenuto e non
accetteremo nessuna presunta riduzione di attivit?”.
“Il centro mamma-bambino – incalza Celotti – rappresenta anche un
elemento di attrattivit? per le donne e le coppie che decidono di
rivolgersi all’ospedale di San Daniele per la gravidanza e il
parto e quindi va scongiurato ogni rischio di penalizzazione di
un punto nascita che fa ancora oltre 600 parti all’anno,
posizionandosi quindi sopra soglia”.
L’esponente delle Opposizioni conclude con l’auspicio che
“all’interno del lento e silente processo di depotenziamento
degli ospedali di base, speriamo che il punto nascita e il
reparto di ginecologia e ostetricia di San Daniele che, tra
l’altro, ha anche recentemente perso la figura del primario, non
subisca la stessa sorte gi? vista in altre tristi occasioni”.
ACON/COM/mv
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