(AGENPARL) - Roma, 4 Febbraio 2026(AGENPARL) – Wed 04 February 2026 AREE INTERNE: BRUNETTA, CULTURA È CONNESSIONE CONTRO DESERTIFICAZIONE
“Le aree interne sono l’anima silenziosa del Paese. Per contrastarne la desertificazione, processo che va avanti ormai da anni, non bastano politiche isolate, serve una strategia nazionale che punti sulla cultura intesa come connessione e relazionalità”. Lo ha affermato il presidente del CNEL, Renato Brunetta, nel corso di una lectio magistralis tenuta alla presentazione del Rapporto 2025 di ItaliaDecide, presso l’Aula dei Gruppi parlamentari della Camera. Secondo Brunetta, negli ultimi dieci anni il fenomeno dello spopolamento si è allargato “a dismisura”, senza che le popolazioni coinvolte percepissero l’efficacia delle politiche di contrasto messe in campo. “La crisi demografica durerà nel tempo – ha spiegato – e si somma ai cambiamenti tecnologici e climatici”. Il presidente del CNEL ha poi delineato una nuova visione del concetto di cultura per il rilancio dei territori: “Se non è connessione, relazionalità e intelligenza comunitaria, la cultura rischia di essere un semplice atto narcisistico. La vera cultura è un valore che si condivide e si trasmette, è un’idea generativa e non egoistica”. L’obiettivo indicato è trasformare questa “anima silenziosa” in un fattore di sviluppo nazionale strutturale.
TERRITORIO: BRUNETTA, VALORIZZARE RETI INTELLIGENTI PER ECONOMIA CIVILE
“Valorizzare le reti intelligenti” per metterle a sistema e frenare l’abbandono delle aree interne. È la proposta lanciata dal presidente del CNEL, Renato Brunetta, intervenendo alla Camera per la presentazione del Rapporto 2025 di ItaliaDecide. Nel corso della sua lectio magistralis nell’Aula dei Gruppi parlamentari, Brunetta ha sottolineato: “Chi ha una rete possiede un tesoro, ma chi possiede una rete di reti in grado di dialogare, ha un tesoro all’ennesima potenza”. Il presidente del CNEL ha elencato gli asset strategici già presenti nel Paese che, se connessi, possono generare valore economico e sociale: le fondazioni bancarie, i consorzi di bonifica (“che mettono insieme pubblico, privato, acqua ed energia”), i marchi storici, le dimore storiche, le università popolari e le nuove comunità energetiche. “Si tratta di un patrimonio frutto della nostra migliore cultura storica, politica e sociale”, ha aggiunto Brunetta, richiamando i principi dell’Economia Civile di Antonio Genovesi. “L’obiettivo non è l’egoismo individuale, ma la felicità comunitaria. Connettere queste realtà, dai Monti di pietà alle Confraternite fino alle più moderne comunità energetiche, significa creare un argine alla desertificazione e ridare valenza nazionale al territorio”.
Ufficio Stampa
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