(AGENPARL) - Roma, 4 Febbraio 2026(AGENPARL) – Wed 04 February 2026 112 e 116117, due numeri per le emergenze sanitarie da scegliere in modo
appropriato
L’assessora Monni in visita alla centrale operativa incontra i giornalisti.
“Potenzieremo ulteriormente il servizio”
Scritto da Walter Fortini, mercoledì 4 febbraio 2026
Molti lo conoscono – da un anno e qualche mese, dalla fine del 2024 quando
è stato tenuto a battesimo – come il numero unico per chiamare la guardia
medica o contare comunque su un professionista della continuità
assistenziale la sera e la notte oppure nel fine settimana e nei giorni
festivi, quando il proprio medico di famiglia non è disponibile. Il 116117
è però di più e ancora di più diventerà nel tempo: un servizio per un
consulto medico su emergenze sanitarie non urgenti a cui rivolgersi anche
di giorno, grazie all’utilizzo di medici del ruolo unico regionale (ovvero
di medici di famiglie con meno di millecinquecento assistiti che scelgono
di destinare parte delle ore a questo servizio) e uno sportello telefonico
per informazioni ed esigenze non solo di carattere sanitario ma anche
sociale.
L’invito dell’assessora al diritto alla salute Monia Monni, che nel
pomeriggio ha visitato la centrale unica toscana dell’116117 ospitata
all’ospedale Palagi a Firenze, è dunque ad utilizzare ancora di più
questa opportunità e farlo bene: contattando per le sole emergenze urgenti
il 112 e per le emergenze non urgenti l’116117, in modo appropriato e senza
distogliere risorse – medici e ambulanze – fondamentali per chi ha davvero
ha bisogno.
I toscani stanno comunque imparando: le chiamate al 112 (per la parte che
riguarda il 118, ovvero le emergenze sanitarie) sono diminuite dell’8 per
cento in questo scorcio di inverno rispetto agli stessi mesi del 2024 e
2025 e sono aumentate, nell’identico periodo, quelle all’116117, da 58 mila
a 97 mila. “E’ un servizio in forte crescita – ribadisce l’assessora – .
E’ il numero che riguarda l’assistenza territoriale e tutto ciò che non è
urgente e che può trovare risposte sul territorio”. “Sarà un numero
ancora più importante – aggiunge – nel momento in cui riusciremo ad
attivare un numero consistente di case delle comunità perché sarà ancora
più semplice indirizzare i cittadini verso i servizi territoriali e quindi
indicare percorsi di cura e di soluzione alle loro problematiche
appropriati”. Dall’116117 passano anche servizi come la guardia medica
pediatrica e i teleconsulti di secondo livello.
Nel 2005 il numero è stato digitato 802.049 volte, con picchi nel periodo
natalizio di 18 mila chiamate al giorno come spiegano il direttore generale
dell’Asl Toscana Centro Valerio Mari e il responsabile della centrale
Alessio Lubrani, che accompagnano nella visita l’assessora. “Faremo di
tutto – conclude Monni – per implementare ulteriormente questo servizio”.
Il numero chiaramente è raggiungibile sia da telefono fisso che da
cellulare. I quasi duecento operatori esperti che si alternano nelle sale,
contigue, del 112 e del 116117 rispondono mediamente entro due minuti e
alcune chiamate si risolvono con le sole indicazioni e consigli degli
operatori. Altrimenti subentra il medico di continuità assistenziale. Nel
caso che la chiamata arrivi da cittadini non italiani o che hanno
difficoltà a parlare in italiano traduttori sono in grado di interloquire
e fare da ponte in venti lingue diverse: in inglese, spagnolo, tedesco e
francese, ma anche in polacco, portoghese, rumeno, serbo e croato, ma anche
in albanese, cinese, arabo, bengalese, cingalese, hindi, punjabi, russo,
ucraino, tigrino e urdu.
“L’Azienda sanitaria – spiega il direttore generale della Asl Toscana
centro, Valerio Mari – ha svolto un ruolo diretto e strategico
nell’attivazione del servizio che viene erogato all’interno del nuovo
modulo della centrale regionale, curando l’organizzazione e la gestione
della fase di transizione del servizio di continuità assistenziale”.
“Abbiamo garantito – prosegue – il coordinamento di operatori
adeguatamente formati e di medici qualificati, assicurando il funzionamento
del numero unico per le cure non urgenti”. “Attraverso questo servizio
– sottolinea ancora Mari – non viene fornita esclusivamente la continuità
assistenziale ma anche un’attività strutturata di informazione e
orientamento sul territorio, con indicazioni su medici di medicina
generale, pediatri di libera scelta e altri servizi territoriali, oltre che
pareri e supporto per bisogni sanitari a bassa intensità”.