(AGENPARL) - Roma, 30 Gennaio 2026(AGENPARL) – Fri 30 January 2026 *Difesa del suolo e rischio idrogeologico, l’assessore Thomas De Luca:
“Impegno della Regione per una nuova legge sulle frane. Risorse strutturali
e pronti interventi per un’Umbria più sicura”*
(AUN) – Perugia, 30 gennaio 2026 – “Le situazioni che hanno colpito il
nostro territorio, dalla chiusura della statale Flaminia a Strettura alla
frana sulla provinciale Bagnorese, confermano che la fragilità
idrogeologica dell’Umbria non può più essere gestita solo in termini di
emergenza. Serve una legge che garantisca copertura annuale e risorse certe
dal bilancio regionale per non dipendere esclusivamente dai trasferimenti
statali”. L’assessore all’ambiente, Thomas De Luca, interviene sulla
necessità di dotare la Regione di uno strumento normativo aggiornato
rispetto all’attuale Testo Unico del 2015 con risorse certe per il
consolidamento e la prevenzione del rischio frane.
“Un territorio fragile richiede risposte certe – prosegue l’assessore De
Luca – l’Umbria è caratterizzata da una franosità diffusa. Sebbene la
pianificazione territoriale sia attualmente regolata dal Testo Unico del
2015 (L.R. 1/2015), tale normativa si concentra principalmente sulla tutela
paesaggistica e sulla programmazione. È giunto il momento di andare oltre.
Serve una legge dedicata che riprenda e attualizzi l’efficacia della
vecchia norma del 1978 che per anni ha permesso interventi diretti e pronti
interventi in caso di calamità”.
In Umbria il rischio idrogeologico da frana è da considerarsi elevato a
causa della complessità dell’assetto geologico-strutturale e della varietà
del paesaggio geomorfologico, spesso caratterizzato da strette valli
solcate da corsi d’acqua con portate importanti e da rilievi con versanti
acclivi modellati su rocce stratificate, talvolta a franapoggio o su
terreni dalle caratteristiche geotecniche scadenti. A scala regionale la
franosità di sfondo dell’Umbria si può qualificare come diffusa, in quanto
le frane si distribuiscono su quasi tutto il territorio collinare-montano,
anche se prevalentemente con forme quiescenti, persistente nel territorio,
poiché le frane tendono a ripetersi negli stessi ambiti geomorfologici in
cui si sono verificate in passato, e ricorrente, soggetta cioè a
riattivazioni nelle stagioni piovose. Da fonti Ispra risultano censite in
Umbria aree a pericolosità da frana elevata e molto elevata (P3 e P4) pari
a 498,9 Km2 corrispondenti al 5.9% del territorio regionale e
complessivamente le aree a pericolosità (P1 P2 P3 P4) coprono un territorio
pari a 1.194,9 km2 corrispondenti a 14.1% del totale.
Sempre da fonti Ispra la popolazione a rischio residente in aree a
pericolosità da frana elevata e molto elevata è pari a 18.028 abitanti,
ovvero pari al 2,1%, mentre la popolazione complessivamente residente in
aree a pericolosità da frana è pari a 168.801 abitanti, pari al 19,7% del
totale. Il quadro è ulteriormente aggravato dagli effetti dei cambiamenti
climatici, che determinano eventi pluviometrici più intensi e frequenti,
rendendo indispensabile la disponibilità di risorse strutturali e
continuative per la gestione e la prevenzione delle emergenze.
“È fondamentale – conclude l’assessore De Luca, che ribadisce l’impegno
per un provvedimento che garantisca ai cittadini e alle imprese una rete
viaria sicura e un territorio protetto – avere una disponibilità
finanziaria immediata per intervenire laddove il maltempo causi
l’interruzione di arterie vitali. Serve una copertura annuale e risorse
certe dal bilancio regionale per non dipendere esclusivamente dai
trasferimenti statali, uno stanziamento dedicato a dare continuità ai
cantieri di pronto intervento. Oltre l’80% dei fenomeni franosi in Umbria è
influenzato da eventi meteorologici intensi. Una legge moderna deve
finanziare la sorveglianza attiva e la manutenzione costante per evitare il
collasso delle infrastrutture. Inoltre abbiamo la responsabilità di
sbloccare una situazione normativa ferma dal 2015”.
