(AGENPARL) - Roma, 26 Gennaio 2026(AGENPARL) – Mon 26 January 2026 Un manoscritto della “Cronaca di Cuneo”
Qualche anno fa in un mercatino delle pulci ho acquistato, (mosso dalla mia solita sindrome
del bibliomane), da un rigattiere svuota cantine e solai, uno scatolone di carte e libri. L’acquisto
avvenne con la modalità “al buio” senza aver prima attentamente esaminato il contenuto, e solo
dopo, esaminando le carte ho ritrovato con sorpresa il volume qui descritto:
“Cronaca della Città di Cuneo dal principio della sua fondazione sino all’anno del
Signore 1557” Manoscritto completo cartaceo in barbe in foglio cm. 31×22 di 6 carte bianche
+frontespizio*+pp 122 numerate +6 carte n.n.+5 cc b + 3 fogli di doc. allegati; Legatura
ottocentesca in p. tela percallina con tassello cartaceo manoscritto al dorso.
Provenienza da annotazione manoscritta sul verso del frontespizio:
*”Prezioso ricordo del Sig. Capitano Pepino di Roccavione dal quale lo ricevetti per conservarlo
come amante delle cose patrie. Cuneo 20 Settembre 1856 Quaglia Giuseppe da Cuneo.”
Pagine del manoscritto
Frontespizio
Compilato in italiano in scrittura corsiva da autore sconosciuto probabilmente nel 1615
(come da glossa a pag.14), diviso in tre parti: 1° parte da pag.1 a pag 34 fino all’anno 1382; 2° parte
da pag 35 a pag. 62 fino all’anno 1472; 3° parte da pag. 62 a pag. 122 fino all’anno 1557.
Il manoscritto in inchiostro bruno riporta su alcune pagine delle glosse di riferimento al testo
e diversi timbri “QUAGLIA” ai margini delle pagine.
Interessante è la glossa alla pagina 111 dove inizia “Memoria della felice Vittoria avuta nell’anno
1557 contro francesi aiutando il sommo Iddio a Cuneo” Qui per mano del Cav Quaglia si annota:
“Relazione pubblicata da Carlo Promis nell’Appendice dell’Archivio Storico Italiano Vol 2°”
Si deduce che le prime 122 pagine numerate contengono il manoscritto donato il 20
Settembre 1856 dal Capitano Pepino di Roccavione nelle mani di Giuseppe Quaglia.
Il Notaio Cav. Quaglia (Cuneo*30/03/1818- + 05/07/1883),amministratore nell’800 della
città di Cuneo e “amante delle cose patrie” provvide al restauro di alcune pagine con rinforzi
cartacei ai bordi, lo fece rilegare (1856) con piatti rigidi in percallina marrone aggiungendo la
pagina di frontespizio ed in fine altre quattro pagine di sua scrittura ove elencò le famiglie nobili di
Cuneo al 1526; al 1535 al 1722 ed inoltre allegò in ultimo tre documenti storici sicuramente forniti
dal capitano Pepino di Roccavione.
Il primo è un “biglietto” di Carlo Emanuele I per il pagamento di “scudi ottanta d’oro nelle
mani del dilett.mo Tomaso Pipino” firmato da Lasbianca, Rettore della Camera dei Conti a Torino
1590 con bollo in ceralacca.
“Biglietto” di Carlo Emanuele I
Il secondo documento è un frammento di pagina ove i Sindaci di Roccavione richiamando
gli ordini delle lettere del 22 dicembre 1580 attestano che in “in virtù di detto ordine si è disfatto il
castello di Roccavione”.
Il terzo documento, non datato, probabilmente riferito al primo, in cui si chiede il pagamento
di “ottanta scudi d’oro a Tomaso Pepino rettore della fabbrica per la fornitura di sei legni lunghi
per la fabbrica del ponte sul Ges tra Roccavione e Borgo S.Dalmazzo”.
Pur riconoscendo a questo genere di documenti storici un fascinoso senso di proprietà
esclusiva, in un archivio privato sono sterili e inutili; ritengo quindi giusto che confluiscano in un
contesto di fruizione pubblica alla portata di cittadini, storici e studiosi. Un analogo caso era
successo alcuni mesi orsono quando in un asta di libri antichi, un mio piccolo opuscolo di 15 pagine
stampato a Torino nel 1671 “Silva Venatica Venaria Vulgo dicta” (un panegirico in poetica latina
alla nuova reggia di caccia dei Savoia), era stato oggetto di inizio di procedimento di notifica da
parte della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica perché non risultava in nessun repertorio
bibliografico; era insomma un “libro fantasma”. Per ovviare questa lunga e fastidiosa procedura e
per inserire il libro nei repertori avrei potuto donarlo ad una biblioteca pubblica. L’occasione mi ha
permesso di contattare la Direttrice della Biblioteca Civica di Cuneo la Dr.ssa Stefania Chiavero che
ha provveduto con distinta professionalità culturale e manageriale ad accettare la donazione ed
inserire il volume nei vigenti repertori.
Questa esperienza ed il successivo colloquio con la Dr.ssa Chiavero, mi ha persuaso che la
giusta destinazione del “prezioso ricordo del Capitano Pepino di Roccavione” era la donazione alla
Biblioteca Civica. Ed è il volume manoscritto “Cronaca della Città di Cuneo dal principio della sua
fondazione sino all’anno del Signore 1557”che ho effettivamente consegnato il 05 dicembre 2025
nella mani della Direttrice Dr.ssa Stefania Chiavero con altri volumi a stampa del prof. Giovanni
Cossavella (già ricordato con una scheda biografica su La Guida del……..; ma questa è un’altra
storia).
Questo manoscritto della storia della città di Cuneo avrebbe certamente suscitato l’interesse
del compianto prof. Piero Camilla che da diligente e profondo conoscitore della storia patria aveva
già, sul Bollettino della Società di Studi Storici Archeologici ed Artistici della Provincia di Cuneo
n° 35 del 1955, pubblicato una accurata ricerca: “Per un testo critico della più antica cronaca di
Cuneo” (pagg. 47-50). In queste pagine il Professore analizza i 12 codici conosciuti classificandoli
per età, consistenza, scrittura e localizzazione. Da un sommario e approssimativo confronto, il
nostro manoscritto tutto in italiano, parrebbe riferito come copia del codice M13 Torino Biblioteca
Reale n 14029 S.M. che recita: “Storia della Città di Cuneo, dal principio di sua fondazione fino
all’anno 1570 copiata dal Prete D. Pietro Nallino” e che appare il solo codice del sec. XVII tutto in
italiano. E qui mi fermo e lascio il campo con sinceri auguri di buon lavoro a ben più attrezzate
conoscenze e competenze.
Cuneo 15/01/2026
Gianfranco Somà