(AGENPARL) - Roma, 23 Gennaio 2026(AGENPARL) – Fri 23 January 2026 **Veterinari al centro della strategia per la salute globale e
dell’ambiente**
**Un convegno a Firenze e a Roma. Presentato anche un progetto di
monitoraggio attraverso le api. Giani: “Settore da potenziare”. Monni:
“Necessaria integrazione delle competenze” **
/Scritto da Walter Fortini, venerdì 23 gennaio 2026 alle 15:48/
Serve sempre più prevenzione ed è necessario lavorare in squadra, perché
la salute dell’uomo, degli animali e dell’ambiente non sono variabili tra
loro scollegate. E’ un po’ questo il filo rosso che ha accompagnato il
lungo convegno che stamani si è svolto nella sede della presidenza della
giunta regionale toscana a Palazzo Strozzi Sacrati, in occasione della
prima edizione della giornata nazionale dedicata alla prevenzione
veterinaria che ricorrerà domenica, quando altri cento eventi su tutto il
territorio nazionale sono attesi.
Un convegno tecnico, con tanti veterinari, operatori delle Asl e studenti
di veterinaria presenti, organizzato dall’Università di Tor Vergata e
dall’Università di Pisa assieme all’Istituto zooprofilattico sperimentale
del Lazio e della Toscana: la prima parte in simultanea e in
videocollegamento, la seconda in sessioni parallele a Firenze e a Roma.
“La salute non può essere più affrontata in modo settoriale – afferma
il presidente della Toscana, Eugenio Giani -. La scienza l’ha capito da
alcuni decenni e le istituzioni si devono comportare di conseguenza. Le
crisi sanitarie globali, l’emergere di nuove malattie portate dagli animali
ma anche la resistenza dei batteri agli antibiotici, i cambiamenti
climatici e la pressione sugli ecosistemi ce lo ricordano ogni giorno”.
“La figura del veterinario diventa centrale – aggiunge – ed è mia
intenzione rafforzare con nuovo organico il settore interno alla Regione
che si occupa di queste politiche e di questi controlli”.
“Salute dell’uomo, degli animali e dell’ambiente sono sempre più
interconnesse e dipendenti – evidenzia l’assessora alla sanità della
Toscana, Monia Monni -. Per questo è necessaria integrazione delle
competenze, cooperazione ed un investimento sulla prevenzione. Prendersi
cura della salute degli animali vuol dire pensare infatti alla salute del
pianeta e dei suoi abitanti e il veterinario ha un ruolo importante nella
prevenzione che va valorizzato”. “Questo evento – aggiunge poi –
rappresenta un riconoscimento significativo del ruolo strategico della
medicina veterinaria nelle politiche di prevenzione sanitaria. La
prevenzione veterinaria contribuisce infatti in modo determinante alla
sicurezza alimentare, al controllo delle zoonosi e alla tutela della salute
pubblica. Per questo la Regione Toscana guarda con grande attenzione e
sostegno al lavoro dei dipartimenti di prevenzione delle Asl e
dell’Istituto zooprofilattico sperimentale del Lazio e della Toscana, delle
Università coinvolte e di tutte le professioniste e i professionisti
impegnati quotidianamente in questo ambito”.
Nel corso delle quattro ore fitte di relazioni più casi sono stati
rappresentanti su come, nel lavoro pratico di tutti i giorni, il
veterinario sia in prima linea rispetto a molte emergenze o su come la
salute degli animali aiuti a salvaguardare l’ambiente (e dunque anche la
qualità della vita dell’uomo). Tutti doveri e diritti peraltro scolpiti
nella Costituzione, come è stato ricordato.
Le api, ad esempio. Che da questi insetti dipenda la sopravvivenza del
pianeta e delle sue biodiversità è risaputo: le api garantiscono
l’impollinazione di gran parte delle colture alimentari e delle piante
selvatiche. Ma c’è un progetto dell’Università di Pisa che utilizza
questi insetti anche come sensori – peraltro a basso costo – e termometro
della salute dell’ambiente. Attraverso infatti dispositivi inseriti nelle
arnie, che raccolgono informazioni dal corpo delle api e dal loro miele, si
può misurare e monitorare la presenza nei campi circostanti di pesticidi o
farmaci tossici e il livello di alcuni metalli pericolosi.
Si è parlato anche delle malattie che possono colpire allevamenti e dunque
danneggiare l’economia – dalla peste africana di cinghiali e suini
all’influenza aviaria – e dei possibili rischi sulla salute degli uomini
nel caso di patologie dove, per il tramite magari di zanzare o altri
insetti, si verifica il salto di specie. I dati scientifici indicano che la
maggior parte delle malattie infettive emergenti ha origine animale.
Investire sulla prevenzione, che non vuol dire solo abbattere gli animali
infetti ma anche mettere in pratica tutte quelle azioni finalizzate a
mantenerli sani – dagli animali da reddito alla fauna selvatica o gli
animali da compagnia – è utile a fronteggiare nuove epidemie.
Si è parlato anche della sicurezza alimentare e dell’antibiotico
resistenza, che riguarda uomini e animali. Non minore rilievo nel corso
della mattina ha avuto il tema del benessere animale. Quello che emerge è
un quadro complessivo molto articolato, dove una visione frammentata della
salute del nostro pianeta evidenzia chiari limiti e va superata, a fronte
anche dei cambiamenti climatici e della pressione sugli ecosistemi in
corso.