(AGENPARL) - Roma, 23 Gennaio 2026La Camera dei Rappresentanti del Giappone è stata formalmente sciolta venerdì all’apertura della sessione parlamentare ordinaria, aprendo la strada alle elezioni generali anticipate fissate per l’8 febbraio. Con lo scioglimento della camera bassa, composta da 465 seggi, il Paese entra ufficialmente in una fase elettorale particolarmente breve e intensa.
La campagna elettorale inizierà martedì prossimo e durerà solo 16 giorni, il periodo più corto nella storia del Giappone dal secondo dopoguerra. Una tempistica che ha già sollevato critiche e polemiche, sia nell’opinione pubblica sia tra i partiti di opposizione.
Il Primo Ministro Sanae Takaichi ha annunciato lunedì la decisione di indire elezioni anticipate, nonostante manchino ancora più di due anni alla naturale scadenza del mandato della Camera bassa. Secondo Takaichi, la scelta è motivata dalla necessità di ottenere un chiaro mandato popolare per il suo governo, entrato in carica a ottobre, e per la nuova coalizione formata nello stesso mese dal Partito Liberal Democratico e dal Partito dell’Innovazione Giapponese. La premier ha inoltre cercato di sfruttare gli attuali alti livelli di consenso nei confronti del suo esecutivo.
La decisione, tuttavia, è stata duramente criticata. I partiti di opposizione sostengono che il breve periodo di campagna non offrirà agli elettori tempo sufficiente per valutare in modo adeguato i programmi e le proposte politiche alternative. Inoltre, Takaichi è accusata di aver anteposto calcoli politici all’urgenza di approvare il bilancio iniziale per l’anno fiscale 2026, che dovrebbe entrare in vigore ad aprile, nonostante le promesse di dare priorità all’attuazione delle politiche di governo.
Queste elezioni rappresentano la prima vera prova elettorale per Takaichi da quando è diventata primo ministro. Attualmente, la coalizione di governo dispone solo di una risicata maggioranza nella potente Camera dei Rappresentanti e resta in minoranza nella Camera dei Consiglieri, rendendo l’esito del voto particolarmente cruciale per la stabilità politica del Paese.
Sul fronte dell’opposizione, il panorama politico giapponese è cambiato rapidamente. L’Alleanza Riformista Centrista, lanciata formalmente giovedì, è diventata il principale blocco di opposizione con 165 deputati nella Camera bassa. La nuova alleanza tra il Partito Democratico Costituzionale del Giappone e il partito Komeito punta apertamente a rovesciare il blocco conservatore al potere e a capitalizzare il malcontento per le elezioni anticipate.
Con una campagna elettorale record per brevità e un quadro politico frammentato, il voto dell’8 febbraio si preannuncia come uno dei più imprevedibili e decisivi degli ultimi anni per il futuro politico del Giappone.