(AGENPARL) - Roma, 21 Gennaio 2026(AGENPARL) – Wed 21 January 2026 [1] scribo-webmail-logo [29]
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Comunicato stampa
21-01-2026
Tornata
AFET
Il Parlamento vuole maggiore spesa UE nella difesa e più autonomia strategica [11]
La Groenlandia non deve essere usata come strumento per dividere l’Unione europea.
L’influenza politica globale dell’UE non rispecchia la sua potenza economica
L’allargamento è un investimento geostrategico nella sicurezza e nella stabilità regionali
Aumentare e migliorare il coordinamento della spesa per la difesa
Risposta unitaria dell’UE alle minacce USA alla sovranità della Groenlandia
L’UE deve rafforzare i partenariati globali e migliorare la capacità di deterrenza delle minacce, afferma il PE nelle relazioni sulle politiche comuni di affari esteri, sicurezza e difesa.
In una risoluzione sulla politica estera e di sicurezza comune [12] (PESC) dell’UE, adottata mercoledì con 392 voti a favore, 179 contrari e astensioni, il Parlamento denuncia l’uso di minacce commerciali unilaterali e di intimidazioni economiche contro la Danimarca e altri Stati membri dell’UE come una forma di coercizione. Definendo tali azioni incompatibili con il diritto internazionale e con i principi fondamentali della cooperazione tra alleati della NATO, gli eurodeputati affermano che la Groenlandia non deve essere utilizzata come strumento per dividere l’Unione europea. Invitano quindi l’UE a rispondere in modo fermo, collettivo e deciso e a contrastare qualsiasi tentativo di coercizione.
Il Parlamento deplora inoltre l’approccio più transazionale del governo statunitense in materia di politica estera, caratterizzato da un ridotto impegno nei confronti del multilateralismo e della sicurezza europea. I deputati affermano che l’UE deve trarre insegnamenti dalle proprie vulnerabilità ed evitare di trovarsi in futuro in una posizione esposta a pressioni coercitive. “Un’arco di instabilità” intorno all’Europa*
Dall’Ucraina al Caucaso, dal Medio Oriente al Sahel, fino all’Artico e oltre, attorno all’Europa si è formato un arco di instabilità, avvertono i deputati. L’UE non può permettersi di ripiegarsi su sé stessa e deve restare aperta e impegnata a livello globale, sottolineano, evidenziando come la sua visibilità e influenza politica siano spesso inferiori al suo peso economico, finanziario e diplomatico.
Pur sostenendo una soluzione diplomatica alla guerra in Ucraina, i deputati avvertono che qualsiasi accordo imposto dalla Russia o che premi l’aggressione russa minerebbe la sicurezza europea. L’aggressione della Russia sta destabilizzando gravemente il vicinato orientale dell’UE, con effetti di ricaduta nei Balcani occidentali che rischiano di rallentare le riforme e alimentare narrazioni antieuropee. L’allargamento dell’UE rappresenta quindi, secondo i deputati, un investimento geostrategico nella sicurezza e nella stabilità regionali. Gli Stati membri devono essere pronti ad agire autonomamente in materia di difesa*
Nella relazione annuale del Parlamento sulla politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC), adottata con 395 voti a favore, 197 contrari e 70 astensioni, i deputati avvertono che le ripetute aggressioni della Russia hanno minato l’ordine di sicurezza europeo ed evidenziato «il fallimento dei relativi processi istituzionali e politici». Sostengono inoltre che solo una cooperazione basata su regole concordate congiuntamente può salvaguardare dalla guerra e garantire una sicurezza comune, e chiedono una rinnovata architettura di sicurezza europea che rafforzi la cooperazione dell’UE con la NATO. Allo stesso tempo, il Parlamento afferma che gli Stati membri dell’UE devono essere pronti ad agire autonomamente sulla base della clausola di assistenza reciproca dell’Unione europea [13], l’articolo 42, paragrafo 7, TUE. Le minacce statunitensi alla sovranità della Groenlandia: grave rischio per gli interessi strategici dell’UE*
Il Parlamento esprime inoltre serie preoccupazioni per le interferenze di attori stranieri in Groenlandia, comprese azioni ibride e minacce esplicite da parte degli Stati Uniti alla sovranità della Groenlandia, definite come una grave minaccia per gli interessi strategici dell’UE, all’alleanza atlantica e all’ordine basato su regole. Nel testo, i deputati sollecitano una risposta unitaria dell’UE e sostengono la dichiarazione congiunta rilasciata da diversi Stati membri dell’UE il 6 gennaio 2026 [14], che afferma che il futuro della Groenlandia può essere deciso unicamente dalla Danimarca e dalla Groenlandia. Esprimono inoltre preoccupazione per la strategia di sicurezza nazionale degli Stati Uniti del dicembre 2025 che, secondo i deputati, «formalizza una politica statunitense infondata che considera l’UE, compresi i suoi valori fondamentali, i principi di governance democratica e diversi dei suoi obiettivi essenziali in materia di sicurezza, come contrari agli interessi degli Stati Uniti».
Pur riconoscendo il ruolo vitale della NATO e gli Stati Uniti come principale alleato dell’Europa, il Parlamento evidenzia anche la crescente imprevedibilità e l’isolazionismo della politica estera statunitense, compreso il rischio di un ritiro delle truppe dall’Europa. Chiede pertanto una pianificazione di contingenza dell’UE, un aumento e un migliore coordinamento della spesa per la difesa negli Stati membri, un rafforzamento delle capacità di difesa europee e una maggiore autonomia strategica, mantenendo al contempo un partenariato transatlantico equilibrato. Dichiarazioni*
«Il più ampio compito strategico dell’UE consiste nel rafforzare i nostri partenariati globali, migliorare la nostra capacità di deterrenza e garantire che l’allargamento, la politica di vicinato e la cooperazione con le democrazie affini servano la nostra sicurezza a lungo termine. Allo stesso tempo, l’UE deve aumentare la propria visibilità, affinare la rappresentanza esterna e assicurare che i suoi strumenti – dalle sanzioni alla comunicazione strategica e al Global Gateway – siano utilizzati in modo efficace e coerente» ha dichiarato David McAllister [15] (PPE, Germania), relatore della relazione che valuta la politica estera e di sicurezza comune (PESC).
«La relazione sulla PSDC di questa legislatura sottolinea che le circostanze attuali non lasciano spazio a dubbi: l’Europa ha bisogno di una capacità di difesa forte, autonoma e operativa. Ciò significa superare gli interessi nazionali di breve periodo e non solo completare un mercato unico della difesa, ma anche dare un reale significato alla clausola di assistenza reciproca dell’UE. Per quasi vent’anni, la politica di sicurezza e di difesa comune dell’UE è esistita in gran parte solo sulla carta: è tempo di trasformarla in realtà. E la realtà odierna richiede urgenza, unità e volontà di agire. L’articolo 42.7 deve diventare operativo, non cerimoniale. Non si tratta di competere con la NATO, ma di garantire che l’Europa possa stare in piedi da sola ed essere un attore credibile in materia di sicurezza, per i suoi cittadini e per i suoi partner. Oltre all’aumento della spesa, il rafforzamento della nostra base industriale deve procedere di pari passo con una rinnovata dottrina di sicurezza, con fiducia e con un’ambizione strategica all’altezza delle sfide attuali» ha dichiarato Thijs Reuten [16] (S&D, Olanda), relatore della relazione sulla politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC).
Per ulteriori informazioni
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Risultati dei voti per appello nominale (presto disponibili)
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Procedura (EN/FR): politica estera e di sicurezza comune (PESC) – relazione annuale 2025
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Procedura (EN/FR): politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC) – relazione annuale 2025
None [21] scribo-webmail-arrow [43] Briefing del Servizio Ricerca del PE sulla politica estera e di sicurezza comune (PESC) dell’UE
None [22] scribo-webmail-arrow [44] Briefing del Servizio Ricerca del PE sulla politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC)
Federico DE GIROLAMO
Addetto stampa PE
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Alessio INCORVAIA
Addetto stampa PE
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