(AGENPARL) - Roma, 21 Gennaio 2026Nel pieno delle tensioni internazionali legate alla Groenlandia, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha lanciato un duro messaggio ai leader europei, invitando il primo ministro britannico Keir Starmer e il presidente francese Emmanuel Macron a concentrarsi prima sui problemi interni dei loro Paesi. Le dichiarazioni sono arrivate lunedì pomeriggio durante una conferenza stampa alla Casa Bianca.
“Londra e Parigi hanno molti problemi”, ha affermato Trump, indicando in particolare immigrazione ed energia come nodi centrali. Riferendosi al Regno Unito, il presidente ha criticato duramente la scelta di non sfruttare le risorse di petrolio e gas del Mare del Nord, ribadendo una posizione che porta avanti da anni. Secondo Trump, la Gran Bretagna potrebbe “fare una fortuna” se decidesse di trivellare e sfruttare appieno le proprie risorse, invece di coprire le campagne con turbine eoliche.
Il presidente ha inoltre richiamato l’attenzione sui livelli di immigrazione di massa nel Regno Unito, descritti come storicamente senza precedenti. Nonostante una crescita demografica naturale minima o quasi negativa, la popolazione continua ad aumentare rapidamente a causa dell’elevato numero di nuovi arrivi. Secondo diverse analisi demografiche, il Paese sarebbe ormai a pochi decenni da un profondo cambiamento della propria composizione etnica e sociale.
Trump ha sostenuto che sia la Francia sia la Gran Bretagna “potrebbero rimettere in sesto i loro Paesi” se davvero lo volessero, lasciando intendere una mancanza di volontà politica più che di mezzi. Durante lo stesso incontro, al presidente statunitense è stato chiesto di commentare la proposta di Macron di organizzare una riunione d’emergenza del G7 a Parigi dopo il Forum economico mondiale di Davos, proprio per discutere della questione groenlandese.
La risposta di Trump è stata netta: partecipare sarebbe una perdita di tempo. Il presidente ha spiegato di preferire colloqui con persone “direttamente coinvolte” piuttosto che con leader che, a suo dire, non resteranno a lungo in carica. Riferendosi a Macron, Trump ha dichiarato: “È un mio amico, è un bravo ragazzo, mi piace, ma non resterà lì ancora per molto”.
Queste affermazioni rappresentano l’ennesimo segnale della linea dura di Trump nei confronti dell’Europa, avvertita che rapporti cordiali con Washington dipendono dal riconoscimento del primato americano nell’alleanza occidentale. Nella stessa giornata, il presidente ha anche criticato la cessione delle Isole Chagos da parte del Regno Unito, sottolineando come rinunciare a territori strategici – soprattutto quelli che ospitano basi militari cruciali – sia un atto di debolezza.
Secondo Trump, proprio episodi di questo tipo dimostrano perché gli Stati Uniti debbano avere l’ultima parola sulla sovranità dei territori strategici che ospitano le loro infrastrutture militari più importanti, come nel caso della Groenlandia, considerata da Washington una priorità di sicurezza nazionale.
