(AGENPARL) - Roma, 20 Gennaio 2026 - (AGENPARL) – Tue 20 January 2026 Iran. Terzi (FdI): Uniti al cordoglio della famiglia di Yasin Mirzaei
“Ciò che accade, da settimane, in Iran è un qualcosa di inaccettabile e intollerabile. Secondo il rapporto redatto dal personale di diversi ospedali iraniani, si è superato il numero di 16.500 morti, e ad esso si aggiungono oltre 300mila feriti. La maggior parte delle vittime sono giovanissime – hanno meno di 30 anni – e non possiamo tra queste non ricordare Yasin Mirzaei, giovane iraniano che aveva scelto di formarsi in Italia, all’Università di Messina, e che è stato barbaramente ucciso dal regime mentre chiedeva libertà per il suo popolo. Già ingegnere, Yasin poco prima di Natale aveva lasciato la Sicilia per tornare in Iran, in attesa dell’appuntamento in ambasciata per il visto, perché già pensava al ritorno in Europa: voleva andare in Gran Bretagna e stava preparando il suo trasferimento. Ma di fronte ai tantissimi coetanei che coraggiosamente hanno iniziato le proteste a Teheran e in tutto il Paese, ha scelto di non restare in silenzio e di unirsi al loro fianco nel nome della libertà, della identità e della dignità del suo popolo che – da decenni ormai – è oppressa da un regime che, nonostante le mani grondanti di sangue, non mostra alcuna pietà e continua ad uccidere.
Il fondamentalismo di Khamenei che impone alle donne cenci medioevali, per usare le parole di Oriana Fallaci, e che nel nome di Allah impicca i suoi figli alle gru; non solo, la dittatura dei Pasdaran, che sta reclutando miliziani jihadisti provenienti da tutta la regione pur di reprimere, in modo atroce, la richiesta per un Iran libero e democratico di milioni di iraniani: ecco il male del mondo.
Yasin non ce l’ha fatta, come altri giovani è stato ucciso in strada. A fronte di tale tragedia, occorre – da uomini e donne liberi che siamo – chiedersi: la battaglia di libertà di Yasin è servita? Io credo che questa storia, come tante altre storie simili, non possa non toccarci nel profondo. Elie Wiesel diceva che l’indifferenza è la personificazione del male, e di certo oggi il male è evidente dove sia. L’indifferenza occidentale è ciò che il regime vorrebbe: vorrebbe che non vedessimo le immagini di ciò che sta accadendo. Ma nonostante il blackout di internet, le abbiamo sotto gli occhi. A dimostrazione che la libertà è davvero un motore inarrestabile, e supera qualsiasi ostacolo, qualsiasi blocco, qualsiasi violenza. Allora non possiamo che unirci al cordoglio non solo della famiglia ma anche dei tanti ragazzi che a Messina hanno conosciuto Yasin e – nel suo nome – sono scesi in piazza per ricordarlo. Come Italia, e soprattutto come Unione Europea, sarebbe un segno di rispetto verso tutte le vittime dimostrare, oltre alla solidarietà, una ferma volontà di agire contro il regime. Come? Inasprendo le sanzioni esistenti o aggiungendone di nuove, in modo da colpire il più possibile la struttura politica, economica e militare della dittatura. I tempi sono ormai più che maturi anche per inserire i Guardiani della rivoluzione, gli assassini che stanno trucidando i manifestanti, nella lista delle organizzazioni terroristiche globali”.
Così il senatore di Fratelli d’Italia Giulio Terzi, nel suo intervento di fine seduta in Aula del Senato, a proposito della repressione delle manifestazioni in Iran.
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Ufficio stampa
Fratelli d’Italia
Senato della Repubblica
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