(AGENPARL) - Roma, 20 Gennaio 2026(AGENPARL) – Tue 20 January 2026 COMUNICATO STAMPA
OSSERVATORIO SULLE COMUNICAZIONI 4/2025
L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni pubblica l’Osservatorio sulle Comunicazioni
aggiornato ai primi 9 mesi dell’anno 2025.
COMUNICAZIONI ELETTRONICHE
A settembre 2025 nella rete fissa gli accessi complessivi su base trimestrale non mostrano
variazioni di rilievo e si attestano ai 20,49 milioni di linee.
Le linee in rame si sono ridotte di circa 150 mila unità su base trimestrale di 640 mila su base
annua, mentre rispetto a settembre 2021 sono diminuite di poco più di 3,4 milioni di accessi.
Pur se in flessione su base annua (-778 mila linee), gli accessi FTTC rappresentano il 41,6% della
base clienti complessiva. Gli accessi FTTH crescono su base trimestrale di oltre 240 mila unità e di
1,22 milioni su base annua mentre, rispetto a giugno 2021, l’incremento è di poco superiore ai 4,2
milioni di linee; a settembre 2025, esse rappresentano il 32,9% degli accessi complessivi. In crescita
risultano anche le linee Fixed Wireless Access, di circa 264 mila unità su base annua, per un
ammontare totale stimato a settembre 2025 di 2,56 milioni di accessi.
Le linee broadband e ultrabroadband complessive sono stimate in circa 19,26 milioni di unità,
pressoché stabili rispetto al trimestre precedente. Analizzando nel dettaglio la loro composizione,
emerge che le linee DSL risultano in riduzione sia su base annua, di circa 822 mila unità, sia su base
trimestrale (-73 mila unità). Per ciò che riguarda le linee offerte tramite altre tecnologie, si registra
una crescita sia su base annua, di 662 mila unità, sia su base trimestrale, di 95 mila unità, per un
volume pari a circa 18,1 milioni di linee a settembre 2025.
Le dinamiche illustrate indicano un ulteriore aumento delle prestazioni in termini di velocità di
connessione commercializzata rispetto ai periodi precedenti: il peso delle linee con velocità pari o
superiori ai 100 Mbit/s è salito, tra settembre 2021 e settembre 2025, dal 59,2% all’81,8%. Da
evidenziare la crescita del peso delle linee commercializzate con capacità trasmissiva ≥1GB/s,
passato dallì11,5% al 32,4% sempre nello stesso periodo di riferimento.
Continua la crescita del consumo di dati: in termini di volume complessivo, il traffico medio
giornaliero nel corso del primo semestre del 2025 ha segnato un’ulteriore crescita del 7,8% rispetto
ai primi nove mesi del 2024, mentre rispetto al corrispondente valore del 2021 la crescita è stata del
49,0%. Ciò si riflette sul traffico giornaliero per linea broadband; i dati unitari di consumo nei primi
nove mesi del 2025, infatti, sono aumentati del 44,4% rispetto al 2021, passando da 6,81 a 9,83 GB
per linea in media al giorno.
Per ciò che riguarda gli accessi broadband e ultrabroadband, a fine settembre 2025, TIM si
conferma il maggiore operatore con il 33,0% degli accessi, seguito da Fastweb+Vodafone con il
29,8% e da Wind Tre con il 14,6%; seguono Sky Italia (4,3%), Eolo (3,6%), Tiscali (2,8%) e Iliad
(2,4%). Tra i principali player presenti sul mercato, Iliad è quello che ha mostrato, su base annua, il
maggiore dinamismo guadagnando 0,7 punti percentuali. In crescita (+1,9 punti percentuali) anche
gli operatori di minori dimensioni, che si valuta rappresentino circa il 9,4% del mercato delle linee
broadband e ultrabroadband.
Relativamente al segmento delle linee in fibra (FTTH), complessivamente in crescita del 22,0%
rispetto a settembre 2024, l’operatore Fastweb+Vodafone detiene il primo posto con il 29,9% degli
accessi, seguito da TIM (27,0%), Wind Tre (16,1%), Iliad (6,7%), Sky Italia (5,9%), Enel Energia
(2,7%) e Tiscali (2,2%).
Nella rete mobile, a fine settembre 2025, le sim attive (Human e M2M) sono stimate in poco più di
110 milioni: su base trimestrale, le sim M2M crescono di 551 mila unità, mentre quelle Human
(cioè, “solo voce”, “voce+dati” e “solo dati” che prevedono iterazione umana) si riducono di 81
mila unità.
Le sim Human sono rappresentate per l’85,4% da utenze residenziali, mentre, con riferimento alla
tipologia di contratto, poco più del 91% dei casi ricade nella categoria di sim “prepagata”.
Relativamente alle sim complessive, Fastweb+Vodafone è l’operatore leader di mercato con il
29,9%, seguito da TIM (25,9%), Wind Tre (24,1%), Iliad (11,2%), PostePay (4,0%), Coop Voce
(2,1%) e Lyca Mobile (0,9%).
Considerando il solo segmento delle sim “human”, Fastweb+Vodafone è il principale operatore con
il 25,4%, seguito da Wind Tre (23,7%), da Tim (22,9%) e Iliad che, con una crescita di 0,9 punti
percentuali su base annua, raggiunge il 15,6%; con quote inferiori seguono PostePay (5,5%), Coop
Voce (2,9%) e Lyca Mobile (1,3%).
Sono valutabili in circa 61,3 milioni le sim “human” che hanno prodotto traffico dati nel corso dei
primi nove mesi del 2025. Il traffico dati giornaliero per sim “human” continua la sua crescita; su
base annua del 14,5% e di oltre di poco meno del 113% rispetto al 2021. Corrispondentemente, il
consumo medio unitario giornaliero è stimabile in circa 0,98 GB.
Key data – Comunicazioni elettroniche
Variazione %
cfr slide set-21 set-22 set -23 set -24 set -25
’25/’24 ’25/’21
Linee complessive (mln)
20,12 20,30 20,18
20,47
20,49
– di cui BB/UBB (mln)
18,74 18,98 18,98
19,42
19,26
SIM complessive (mln)
105,8 107,1 108,5
108,6
110,5
– di cui “human” (mln)
– per linea broadband (GB)
– per sim “human” (GB)
112,8
Rete fissa
Rete mobile
Traffico dati (medio giornaliero)
Fonte: elaborazioni e stime Agcom su dati aziendali
TELEVISIONE
Nel settore televisivo gli ascolti nel giorno medio fino al terzo trimestre del 2025 evidenziano una
lieve flessione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, sia considerando il “prime time
(20:30-22:30)” (-2,9%), sia prendendo in esame l’“intero giorno” (-3%).
Ampliando l’arco temporale dell’analisi, emerge una riduzione della platea televisiva tradizionale.
In particolare, confrontando i primi nove mesi del 2025 con i rispettivi nove mesi del 2021, si
riscontra una dinamica di segno negativo degli ascolti nel giorno medio sia nel prime time (-3,6
milioni di telespettatori; -16,3%), sia nell’intera giornata (-1,4 milioni di telespettatori; -15%).
Nella fascia oraria del “prime time”, Rai si conferma al primo posto in termini di spettatori, pari,
nei primi nove mesi del 2025, a 6,8 milioni di telespettatori (37% di share), con un andamento in
calo rispetto al medesimo periodo del 2024 (-6,8%) che si riflette sulla share (-1,5 punti
percentuali). Diversamente per Mediaset, seguito da 6,7 milioni di telespettatori medi che
rappresentano il 36,5% del complesso del pubblico televisivo, si riscontra una dinamica crescente
rispetto ai primi nove mesi del 2024 (+1,1 p.p. di share). Stabile al terzo posto troviamo
WB/Discovery che ottiene 1,6 milioni di telespettatori in media (-5,2% sui primi nove mesi
dell’anno precedente); seguito da Comcast/Sky i cui ascolti (1,4 milioni di individui) mostrano una
contrazione rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente (-1,7%). Infine, Cairo
Communication/La 7, con 1,1 milioni di telespettatori nel giorno medio dei primi nove mesi del
2025, registra un aumento di circa 17 mila telespettatori rispetto ai primi nove mesi del 2024
(+1,5%).
Considerando gli spettatori nel giorno medio dei primi nove mesi del 2025 riferiti all’intera
giornata, si osserva al primo posto Mediaset con 2,9 milioni di telespettatori corrispondente ad una
share del 37,2% e una dinamica in contrazione rispetto al medesimo periodo del 2024 (-1,1% di
ascolti). Anche Rai, con 2,8 milioni di individui in media al giorno, pari al 35,7% del pubblico
complessivo, presenta una flessione rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente (circa 191
mila telespettatori, -6,4%). Seguono Warner Bros. Discovery (con 729 mila spettatori e una share
del 9,3%) e Comcast/Sky (seguito da oltre 602 mila spettatori e una quota del 7,6% del pubblico
televisivo), con una contrazione rispettivamente pari al -4,6% e al -1,9%. In controtendenza, con
359 mila telespettatori raggiunti e una share del 4,6%, troviamo Cairo Communication/La7 che
cresce del 7% rispetto ai primi nove mesi del 2024.
Ampliando l’arco temporale dell’analisi, tra i primi nove mesi del 2021 e lo stesso periodo del 2025
tutti gli editori registrano una contrazione del proprio pubblico: Rai perde 848 mila telespettatori (23,2%), Mediaset 216 mila (-6,9%), Warner Bros. Discovery 27 mila utenti (-3,5%), Comcast /Sky
27 mila (-4,2%) e Cairo Communication/La 7 12 mila (-3,3%).
Con specifico riferimento ai principali canali analizzati (Rai 1, Rai 2, Rai 3, Rete 4, Canale 5,
Italia 1, La7, TV8 e Nove), nel “prime time” si registrano nel complesso poco più di 12,8 milioni
di telespettatori, in calo di circa 113 mila individui (-0,9%) sui primi nove mesi del 2024.
Si riscontrano andamenti positivi per Rai 1 che ha raggiunto 4,1 milioni medi di telespettatori (con
una share del 22,3% in crescita di 0,6 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2024).
Analogamente cresce la quota di Canale 5 e Italia1 che nel medesimo periodo hanno raggiunto,
rispettivamente, 2,9 telespettatori (15,9% del pubblico; +0,7 punti percentuali) e 1,1 milioni di
telespettatori (6,1% del pubblico; +0,1 punti percentuali), così come quello di La 7 che è stato
seguito da circa 1 milione di spettatori (5,7% di share; +0,4 punti percentuali); di Rete 4 che registra
870 mila telespettatori (4,8% del totale; +0,5 punti percentuali); e, infine, di TV8 che supera i 500
mila soggetti (pari al 2,7% del pubblico complessivo; + 0,3 punti percentuali). Dinamiche opposte
si riscontrano per Rai 2 e Rai 3 che nei primi nove mesi del 2025 ottengono, rispettivamente, 819
mila e 971 mila telespettatori, corrispondenti ad una share del 4,5% per Rai 2 (-1 punti percentuali
rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente) e del 5,3% per Rai 3 (-0,2 punti percentuali
rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente) e Nove, con 554 mila ascoltatori e una quota
del 3% (-0,02 punti percentuali).
Key data: canali televisivi per ascolti nei primi nove mesi del 2025
Share nel giorno medio – prime time (%) (cfr. slide 2.4)
(gennaio – settembre)
Variaz. p.p.
’24-’25
Rai 1
Canale 5
Italia 1
Rai 3
Rete 4
Rai 2
Key data – canali TV
Variaz.
Canali TV – Ascolti giornalieri (mln)
(gennaio – settembre)
Prime time (20:30-22:30)
cfr slide 9M21 9M22 9M23 9M24 9M25
21,79
19,24
Giorno medio (02:002.1
25:59)
Fonte: elaborazioni Agcom su dati Nielsen /Auditel
’25/’24
’25/’21
18,61
18,78
18,23
-16,3
-15,0
Con riferimento ai telegiornali che vanno in onda nella fascia oraria centrale della giornata
(12:00-14:30), si può notare una sostanziale invarianza del tempo speso[1] dagli utenti nei primi
nove mesi del 2025 rispetto allo stesso periodo del 2024, pari a 192 milioni di ore nel giorno medio.
Tale andamento si riflette nella crescita degli ascolti per alcuni telegiornali (Tg1, Studio Aperto,
Tg4 e TgLa7), a fronte di un’evoluzione in controtendenza per il Tg2, Tg3, TgR e Tg5.
Nel dettaglio, il telegiornale più visto nei primi 9 mesi del 2025 è il Tg1 delle 13:30 (oltre 3 milioni
di ascoltatori e una crescita del 1% su base annua). Seguono il Tg5 delle 13:00 (oltre 2,6 milioni di
telespettatori e un decremento del 2,9%), l’edizione delle 14:00 del TgR (trasmessa su Rai 3), che
supera di poco i 2 milioni di ascoltatori e registra un decremento del pubblico (-3%), e il Tg 2 con
poco meno di 1,4 milioni di telespettatori e una contrazione del 10,1%. Presentano andamenti
opposti Studio Aperto delle 12:25 che supera di poco 1 milione di telespettatori (con +1,9%), il Tg 4
delle 12:00 (+17,2%) e Tg La7 delle 13:30 (+14,1%).
Il tempo speso dagli italiani nel corso dei primi nove mesi del 2025 nella visione delle edizioni
serali dei principali telegiornali nazionali (fascia oraria 18:30-21:30) rimane pressoché
inalterato: le ore complessive spese dagli utenti passano da 249 nei primi nove mesi del 2024 a 250
milioni di ore nel medesimo periodo del 2025.
In analogia alla dinamica del tempo speso, si riscontra, sempre nei primi nove mesi del 2025
rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente, una contrazione degli ascolti solo per alcuni dei
telegiornali analizzati. Nel dettaglio, il telegiornale più visto rimane il Tg1 delle 20:00 (con poco
più di 4,1 milioni di ascolti giornalieri; +1,3% nel terzo trimestre 2025 rispetto allo stesso trimestre
del 2024), seguito dal Tg5 delle 20:00 (che ottiene oltre 3,2 milioni di telespettatori, -4,4%). Al
terzo posto con 2,1 milioni di telespettatori troviamo il TgR, edizione dedicata a temi
dell’informazione locale, che presenta un andamento negativo rispetto ai primi nove mesi del 2024
(-2,8%), così come il Tg3 che ottiene 1,6 milioni di ascolti (-2,7%). Segue il Tg La7 i cui
telespettatori crescono su base annua passando da 1,17 a 1,23 milioni (+5%); nello stesso periodo
diminuiscono i telespettatori del Tg2 (-15,3%).
Per quanto riguarda gli altri Tg serali di MFE/Mediaset, andamenti positivi si riscontrano, sia per gli
ascoltatori di Studio Aperto delle 18:30, che passano da 464 mila a 507 mila (+9,3% su base annua),
sia per gli ascolti del Tg4 delle 19:00 che passano da 496 a 594 mila spettatori giornalieri circa
(+19,8%).
Ampliando l’arco temporale dell’analisi, emerge come, sia in termini di tempo speso, sia di
ascoltatori medi (salvo alcune eccezioni), i valori medi raggiunti delle principali edizioni del giorno
e della sera dei telegiornali nei primi nove mesi del 2025 risultino nettamente inferiori ai livelli
registrati nei primi nove mesi del 2021.
Nel dettaglio, esaminando le edizioni dei telegiornali messi in onda nel corso della fascia oraria
12:00-14:30, il tempo dedicato alla loro visione si è contratto del 18,5% negli ultimi 5 anni.
Analizzando il numero medio di telespettatori dei singoli notiziari, per quanto riguarda i telegiornali
della concessionaria del servizio pubblico si osserva una flessione consistente, sia per le edizioni
con una vocazione incentrata su contenuti rivolti ad un pubblico nazionale – il Tg1 (-16,8%), il Tg2
(-31,6%) e il Tg3 (-36,5%) – sia per le edizioni dedicate principalmente all’informazione locale (il
TgR, i cui ascolti si contraggono del 26,4%). Gli ascolti dei telegiornali del gruppo MFE/Mediaset
evidenziano delle dinamiche negative per il Tg5 (-12,7%) e Studio Aperto (-25,3%), a fronte della
crescita dei telespettatori per il Tg4 (+11,6%). Analogamente a quanto osservato su base annua,
considerando un orizzonte di 5 anni, gli spettatori medi del Tg La7 mostrano una dinamica
incrementale (+18,4%).
Con riferimento alla fascia oraria 18:30-21:30, le ore dedicate alla visione dei telegiornali si
riducono del 18,2% rispetto ai primi nove mesi del 2021.
Sempre nello stesso periodo tale dinamica negativa si riscontra anche in termini di numerosità degli
ascolti nel giorno medio con una contrazione significativa per tutti i telegiornali salvo che per il Tg7
della sera il cui pubblico è aumentato di 124 mila unità (+11,2%).
[1] Tempo speso: è la somma del tempo dedicato da ciascuno spettatore, nel giorno medio del
periodo di riferimento, alla visione delle edizioni dei TG nelle fasce orarie considerate.
Key data – TG
TG – Tempo medio speso dagli utenti da inizio anno (mln. di ore)
Variazione %
(gennaio – settembre)
cfr slide 9M21 9M22 9M23 9M24 9M25
’25/’24 ’25/’21
TG fascia 12:00 – 14:30
235,6 208,4 199,6 191,9 192,0
+0,05
-18,5
TG fascia 18:30- 21:00
305,6 278,6 258,4 249,4 250,2
-18,2
Fonte: elaborazioni Agcom su dati Auditel
Per i principali canali “all news” (Rai News 24, TGcom24 e Sky TG24), si riscontra una dinamica
negativa su base annua del pubblico in tutte le fasce orarie considerate per Rai news 24; al
contrario, TGCom24 e Sky TG24 registrano un calo di spettatori medi solo nella fascia oraria 07:00
– 09:00 (rispettivamente, -9,6% e -8,3%) mentre cresce il numero di spettatori medi negli altri orari
esaminati.
Nel prime time 20:30 – 22:30 alla dinamica negativa di Rai News 24 (-8,8%) fa da contraltare la
crescita di TGCom24 e Sky TG24 che registrano, rispettivamente, +6,7% e +6% di spettatori medi
nel terzo trimestre 2025 rispetto allo stesso periodo del 2024.
QUOTIDIANI
Con riferimento all’editoria quotidiana, si conferma anche nei primi nove mesi del 2025 la
dinamica negativa del comparto che riflette una crisi strutturale già evidenziata negli anni
precedenti.
Prendendo in esame le copie complessivamente vendute di tutti i quotidiani sul territorio nazionale,
pari a 327 milioni di unità (circa 1,4 milioni di copie medie giornaliere nei primi nove mesi del
2025), si osserva una flessione su base annua del 7,6% e del 30,6% rispetto ai primi nove mesi del
2021.
Considerando le testate che riportano prevalentemente notizie di interesse nazionale e quelle
maggiormente dedicate alle notizie locali, nel confronto con i primi tre trimestri del 2024, i
quotidiani appartenenti alla prima categoria hanno registrato una riduzione più contenuta su base
annua rispetto a quelli della seconda categoria (-7,0% vs -8,3%). Analogamente, anche ampliando il
confronto ai primi nove mesi del 2021, le testate nazionali vedono ridotte le vendite del 29,1% a
fronte di una più accentuata flessione dei quotidiani locali (-32,4%).
Le copie complessivamente vendute in formato cartaceo, pari a 277 milioni (1 milione di copie
giornaliere), si sono ridotte su base annua del 8,6% (risultavano 303 milioni nei primi nove mesi del
2024) e del 32,6% rispetto nei primi tre trimestri del 2021 quando ne venivano vendute
complessivamente 411 milioni.
Dinamica simile, sebbene più contenuta, si può constatare con riferimento ai quotidiani venduti in
formato digitale (copia replica della versione cartacea) che registrano una contrazione in termini di
copie complessive confrontando il terzo trimestre del 2025 con quello dell’anno precedente di 1,9%
e del 16,8%, considerando un orizzonte temporale di 5 anni (primi nove mesi del 2021).
La distribuzione delle copie digitali fra i singoli quotidiani è più concentrata rispetto a quella
cartacea. Infatti, nei primi nove mesi del 2025, le prime cinque testate in termini di copie digitali
(Corriere della Sera, Il Sole 24Ore, La Stampa, La Repubblica, Il Messaggero) rappresentano oltre
il 60% delle copie complessivamente vendute, mentre, se si considerano le copie cartacee delle
prime cinque testate (in questo caso il Corriere della Sera, La Gazzetta dello Sport, La
Repubblica, Avvenire e La Stampa) si raggiunge una quota del 34% sul totale delle vendite dei
quotidiani in tale formato.
Analizzando i quotidiani per “generi” editoriali, i principali cinque quotidiani nazionali che
presentano contenuti “generalisti” (in ordine di copie totali vendute: Corriere della Sera, La
Repubblica, Avvenire, La Stampa, Il Messaggero) nei primi nove mesi del 2025 hanno registrato
una flessione nella vendita di copie cartacee pari al 8,4% rispetto ai corrispondenti volumi del
medesimo periodo del 2024 (-7,9 milioni di copie); tale flessione si amplia al 33,9% con riferimento
ai primi nove mesi del 2021 (-44,5 milioni di copie). Passando alle vendite complessive di copie in
formato digitale per tale genere, si osserva una flessione meno marcata, sia rispetto ai primi nove
mesi del 2024 (-1,2%, pari a -293 mila copie), sia rispetto ai primi nove mesi del 2021 (-5,3%, pari
a 1,4 milioni di copie).
Per le altre categorie individuate, nonostante il calo generalizzato delle copie complessive, alcune
testate con contenuti più specialistici mostrano una maggiore resilienza. In particolare, i quotidiani
sportivi nel formato cartaceo risultano i più stabili negli ultimi 5 anni, con una flessione moderata (22,7%, -9,6 milioni di copie), mentre nel digitale, invece, nell’ultimo anno si è registrato una
crescita del 31,9% (+360 mila copie). Diversamente, i quotidiani economici, nell’arco dell’intero
periodo considerato, registrano forti riduzioni nella versione cartacea (-41,3%, pari a -6,6 milioni di
copie), mentre in quella digitale mostrano una contrazione meno intensa (-7%, pari a -555 mila
copie). Le testate locali continuano ad evidenziare una contrazione delle vendite in entrambi i
formati, con un andamento negativo meno intenso nella versione digitale nell’intero quinquennio
considerato (complessivamente -4,3 milioni di copie).
L’analisi per gruppi editoriali in termini di copie complessivamente vendute vede, nei primi nove
mesi del 2025, Cairo/RCS quale principale player sul mercato (19,5% considerando il Corriere
della Sera e La Gazzetta dello Sport comprensiva delle edizioni del Lunedì), seguito da GEDI con il
13,5% (il dato comprende, a partire da dicembre 2024, testate tra cui La Repubblica, La Stampa, La
provincia Pavese)[1], da Caltagirone Editore (Il Messaggero, Il Gazzettino, Il Mattino, Nuovo
Quotidiano di Puglia e Corriere Adriatico) e Monrif Group (che sotto il marchio QN-Quotidiano
Nazionale comprende Il Resto del Carlino, Il Giorno, La Nazione) rispettivamente con il 9,2% e il
7,4%.
Nelle posizioni successive, Avvenire Nuova Editoriale Italiana con il 5,% (in crescita rispetto ai
primi nove mesi del 2025), seguito da Il Gruppo 24 Ore con il 4,8%; da Nord-est Multimedia che,
(tenuto conto delle seguenti testate: Il Mattino di Padova, La Tribuna di Treviso, La Nuova di
Venezia e Mestre, Corriere delle Alpi, Messaggero Veneto, Il Piccolo) raggiunge una quota del
4,6%; da Roberto Amodei con il 4,4% delle vendite complessive (se si considera Corriere dello
Sport e Tuttosport e le rispettive edizioni del lunedì); da Tosinvest/Angelucci con il 4%
(considerando Il Giornale, Opinioni nuove – Libero quotidiano e Il Tempo) e dal Gruppo SAE con il
3,7% (che tiene conto delle testate Il Tirreno, La nuova Sardegna, Gazzetta di Reggio, La Nuova
Ferrara, Nuova Gazzetta di Modena).
[1] Il gruppo GEDI ha ceduto a Blue Media S.r.l. (Gruppo MSC) la testata “Il Secolo XIX” con
decorrenza 29/09/2024. Cfr. GEDI, Gruppo Editoriale, Comunicato stampa aziendale del
04/09/2024.
Key data – Editoria quotidiana
Copie giornaliere vendute nell’anno (mln)
Variazione %
(gennaio – settembre)
cfr slide 9M21 9M22 9M23 9M24 9M25
’25/’24 ’25/’21
totale
-30,6
– quotidiani nazionali
-29,1
– quotidiani locali
-32,4
– copie cartacee
-32,6
– copie digitali
-16,8
Fonte: elaborazioni su dati Agcom su dati ADS
PIATTAFORME ONLINE
Analizzando i dati di utilizzo delle principali piattaforme online, nel mese di settembre 2025, quasi
44 milioni di utenti unici hanno navigato in rete, in media ciascuno per un totale di 69 ore e 57
minuti. Ai primi posti della graduatoria si confermano l’insieme di siti web e applicazioni che hanno
a riferimento i big player internazionali (Alphabet/Google, META/Facebook/Instagram, Amazon,
Microsoft), che registrano andamenti in contrazione su base annua e in crescita considerando il
mese di settembre 2021, con l’unica eccezione di Alphabet/Google che registra una contrazione
anche su base quinquennale. Seguono le piattaforme afferenti ad alcuni gruppi editoriali e operatori
nazionali (GEDI Gruppo editoriale, Poste Italiane, Cairo Communication/Rcs Mediagroup, IlMeteo,
Finivest/Mondadori, Italiaoline) con utenti unici in contrazione rispetto a settembre 2024.
Con riferimento all’andamento delle audience dei siti e applicazioni di informazione generalista, lo
scorso settembre si sono registrati 36 milioni e 803 mila utenti unici, con una contrazione del 3,4%
(-1,3 milione di visitatori) rispetto a settembre 2024. Specificamente, con circa 27 milioni e 406
mila utenti unici, quello de “La Repubblica” è risultato il sito (e relative applicazioni)
maggiormente frequentato (-8,4% rispetto al traffico raggiunto a settembre 2024), seguito da
“Corriere della Sera” (23 milioni e 710 mila utenti, -16%) e “TGCOM24” (19 milioni e 135 mila
internauti, -2,2%).
L’analisi delle piattaforme online di e-commerce evidenzia, con 38 milioni e 254 mila utenti unici
registrati a settembre 2025, un decremento di 549 mila visitatori rispetto allo stesso mese del 2024.
Nel dettaglio, ai primi posti si collocano i siti e le applicazioni di e-commerce di proprietà di
Amazon, con 34 milioni e 829 mila utenti unici (in contrazione del 2,6% rispetto a settembre 2024),
seguite da Temu (PDD Holding) con 23 milioni e 86 mila utenti (+55,7%) e da eBay che ottiene 14
milioni e 541 mila visitatori (-11,3%).
Passando ai portali e communities che offrono in maniera prevalente contenuti generati dai propri
membri, fra cui i siti e applicazioni di social network, con oltre 38 milioni e 814 mila utenti unici
raggiunti nel settembre 2025, si evidenzia un decremento su base annua sia dei visitatori (633 mila
soggetti in meno) sia del tempo da loro dedicato alla navigazione (22 ore e 42 minuti, in contrazione
di circa 30 minuti rispetto a settembre 2024). Limitando l’analisi ai servizi di social networking, ai