(AGENPARL) - Roma, 19 Gennaio 2026(AGENPARL) – Mon 19 January 2026 COMUNICATO STAMPA
NELLA BIBLIOTECA COMUNALE “MARIA GOIA” DI CERVIA
PRESENTAZIONE DEL LIBRO: UNA TERRA TRA ACQUA DOLCE E ACQUA SALATA
L’INFLUENZA DELL’AMBIENTE SULL’EVOLUZIONE SOCIALE DEL TERRITORIO TRA
CERVIA E CESENATICO FINO AL 1915
Mercoledì 21 gennaio 2026, alle ore 17, presso la Biblioteca Comunale “Maria Goia”
di Cervia (Circonvallazione E. Sacchetti 111), è in programma la presentazione del
libro di Renato Cortesi e Dino Manzelli dal titolo “UNA TERRA TRA ACQUA DOLCE E
ACQUA SALATA – L’INFLUENZA DELL’AMBIENTE SULL’EVOLUZIONE SOCIALE DEL
TERRITORIO TRA CERVIA E CESENATICO FINO AL 1915”. I due autori, ricercatori
storici, dialogheranno con Renato Lombardi, storico cervese.
Il libro è patrocinato dai Comuni di Cervia e di Cesenatico. Tra i vari enti sostenitori della
pubblicazione vi è il Gruppo Culturale Civiltà Salinara.
La produzione del sale è il filo conduttore di questa evoluzione storica perché si è perso
nella memoria che pure a Cesenatico vi fossero delle saline. Una storia, quella delle saline
di Cesenatico che si concluse tra il 1772 e il 1775, con la loro soppressione, per
ricostruirle nel territorio cervese con la denominazione di “Vasche Cesenati”, poi “Vasche
del Vallone”.
– SOMMARIO DELL’OPERA Si espone la teoria secondo la quale Cervia e Cesenatico,
dal periodo papale fino alle guerre napoleoniche, formavano (almeno nelle intenzioni
dell’amministrazione pontificia) un unico grande territorio dal quale ricavare il sale.
Esisteva un unico, grande, impianto salinifero e un’unica amministrazione del lavoro di
estrazione del sale. La bonifica delle saline a monte di Cesenatico, più piccole di quelle di
Cervia e di scarsa produttività, avvenuta più o meno nello stesso periodo della
riorganizzazione di quelle di Cervia (con il trasferimento della città nel sito attuale) portò ad
una diversa evoluzione sociale dei due paesi, e delle saline di Cesenatico si perse
memoria, per lo meno la memoria pubblica. Si coglie inoltre l’occasione per presentare al
pubblico una mappa inedita delle saline di Cesenatico, ritrovata dagli autori presso
l’Archivio di Stato di Cesena, ora restaurata e presente presso la stessa sede del
ritrovamento (dimensioni 4,5 metri x 3,5 metri). Si conclude auspicando che i futuri studi
storico-archeologici si basino su questa realtà del territorio tra Savio e Rubicone piuttosto
che su semplici studi localizzati.
– LA SITUAZIONE GEO-MORFOLOGICA DELL’AREA TRA SAVIO E RUBICONE Si
analizza la variazione dei corsi d’acqua tra i fiumi Savio e Rubicone a partire dal periodo
romano. Si identificano le difficoltà nell’interpretazione dei percorsi di fiumi e torrenti a
causa delle differenze tra i metodi di rappresentazione delle mappe geografiche, e di come
questo problema abbia condotto alla incerta conoscenza della realtà di tali corsi dal
periodo romano fino al secolo XVIII. Viene analizzato il fenomeno geologico della
formazione delle aree naturali a regime misto dolce-salato e la loro trasformazione in aree
sfruttate dall’uomo (saline).Vengono mostrate le prime differenze tra la trasformazione
delle saline di Cervia e quelle di Cesenatico.
– L’EVOLUZIONE DEL TERRITORIO DOPO L’ETÀ ROMANA Si illustra l’evoluzione delle
saline di Cervia che conducono questa città a fare delle stesse l’asse portante
dell’economia cittadina, mentre Cesenatico si sviluppa come piccolo centro di pesca con
un apporto minimo, per la relativa economia, dalla produzione del sale.
– IL PERIODO DEI GRANDI MUTAMENTI I mutamenti sono lo spostamento dell’intero
fabbricato della città di Cervia dalla zona detta “Cervia vecchia” fino alla sua attuale
posizione ed i relativi cambiamenti sociali. Per Cesenatico i mutamenti iniziano con
l’intervento di Cesare Borgia per la bonifica del territorio e la messa in sicurezza della rete
dei canali (a seguito delle proposte di Leonardo da Vinci). Con lo spostamento di Cervia il
papato 1 prende la decisione della definitiva chiusura delle saline di Cesenatico (piccole,
malandate e di scarso rendimento) ma pretende in cambio l’ampliamento di quelle di
Cervia.
– LA “FABBRICA DEL SALE”. ALLONTANAMENTI ED AVVICINAMENTI Si analizzano le
informazioni e le analisi riportate nei paragrafi precedenti per arrivare alla conclusione che
la zona compresa tra i fiumi Savio e Rubicone (con le città di Cervia e Cesenatico) nelle
intenzione del papato era un unico territorio destinato alla produzione del sale, e che solo
le casualità storiche (tra cui la suddivisione amministrativa del “900 che le ha poste in due
diverse province) hanno condotto alle differenze odierne. Si propone di iniziare a condurre
studi storici dell’intero territorio tenendo presente questa realtà anziché continuare, come
si fa tutt’oggi, a produrre lavori disgiunti sulle due città.
Cervia, 19 gennaio 2026