(AGENPARL) - Roma, 17 Gennaio 2026(AGENPARL) – Sat 17 January 2026 PUG di Bologna, Confabitare: “Anche i proprietari esclusi dal confronto”
Confabitare, associazione proprietari immobiliari, guarda con crescente perplessità al percorso che ha portato alla definizione del nuovo Piano Urbanistico Generale di Bologna, anche alla luce delle critiche espresse in questi giorni dagli Ordini professionali tecnici.
“Come per gli Ordini, anche le associazioni dei proprietari non sono state coinvolte nel confronto sul PUG”, spiega Alberto Zanni, presidente nazionale di Confabitare. “Abbiamo scritto al sindaco Matteo Lepore e all’assessore all’Urbanistica Raffaele Laudani per chiedere di partecipare ai tavoli di discussione, ma finora non abbiamo ricevuto risposte”.
Confabitare avverte che alcune scelte contenute nel nuovo Piano rischiano di avere ricadute concrete sul mercato immobiliare. In particolare, la previsione di una quota di edilizia convenzionata che, in alcuni casi, arriva fino al 30 per cento del costruito e che deve essere destinata alla locazione a prezzi calmierati per vent’anni, finisce per trasferire il peso economico di questa scelta sui soggetti privati che operano nel settore e, di riflesso, sull’intera collettività. Al termine dei vent’anni di locazione a canone calmierato, resta inoltre poco chiaro come potrà essere gestito il ritorno degli immobili al mercato libero, considerata la difficoltà che la pubblica amministrazione mostra già oggi nel disciplinare la fine dei diritti di godimento.
“Ci troviamo in una fase in cui la fascia media, fatta di operai, artigiani, piccoli imprenditori e lavoratori autonomi, fatica già ad accedere alla prima casa”, osserva Zanni. “Aumentare la quota di alloggi destinati alle locazioni a canone calmierato produce un effetto inevitabile: la parte restante delle abitazioni deve aumentare di prezzo per compensare costi e mancati ricavi”.
Secondo l’associazione, questo meccanismo rischia di tradursi in un aumento sensibile dei prezzi delle nuove costruzioni, con un effetto a catena anche sul mercato dell’usato. “Il rischio è che la classe media venga definitivamente esclusa dalla possibilità di acquistare casa, costretta a restare in affitto non per scelta, ma per necessità”, continua Zanni. “Più vincoli e più obblighi, se non accompagnati da strumenti di compensazione, finiscono per riflettersi sui costi e quindi sui prezzi finali”.
Per Confabitare, il nuovo PUG mette in evidenza i limiti delle politiche abitative finora adottate dall’amministrazione, che oggi tendono a trasferire il peso del welfare abitativo sugli operatori del mercato. Una situazione che si inserisce in un quadro già fragile, segnato da una classe media in difficoltà, da un sistema di Edilizia Residenziale Pubblica saturo e in ritardo e da processi di rigenerazione urbana che avanzano con lentezza.
“Una politica urbanistica efficace non può nascere per compartimenti separati”, conclude Zanni. “La Bologna del futuro è ancora tutta da costruire, ed è proprio per questo che il confronto deve arrivare prima delle decisioni, non dopo”.
A questo scenario si aggiungono anche le recenti politiche di limitazione sulle locazioni brevi, che contribuiscono ad alimentare incertezza tra i proprietari. Confabitare chiede quindi che, nelle prossime fasi di attuazione del PUG, vengano attivati momenti di confronto reali e strutturati, aperti anche alla rappresentanza della proprietà immobiliare.
