(AGENPARL) - Roma, 17 Gennaio 2026(AGENPARL) – Sat 17 January 2026 **Castelnuovo d’Avane, Giani: “Rinascita sempre più vicina”**
Questa mattina sopralluogo sui cantieri. Tempi rispettati. Per la prima
volta dall’avvio dei lavori ha potuto partecipare la cittadinanza
/Scritto da Antonio Cannata, sabato 17 gennaio 2026/
Procedono nel rispetto dei tempi del cronoprogramma i lavori che porteranno
alla rinascita dell’antico Borgo di Castelnuovo d’Avane.
Castelnuovo d’Avane, meglio conosciuto come Castelnuovo dei Sabbioni, è il
paese frazione del Comune di Cavriglia, da tempo spopolato e selezionato
dalla Toscana come luogo che la “rappresenta” nel bando del Ministero
della Cultura dedicato alla rigenerazione finanziato con 20 milioni di euro
nell’ambito del Pnrr.
Questa mattina sopralluogo del presidente Eugenio Giani, assieme
all’assessore alle infrastrutture Filippo Boni e, fra gli altri, al sindaco
di Cavriglia Leonardo Degl’Innocenti o Sanni, al sovrintendente Gabriele
Nannetti e al professor architetto Marco Casamonti.
La visita è stata anche la prima occasione a cui ha potuto partecipare la
cittadinanza.
Tre anni fa la Regione, si richiesta del Governo, scelse proprio il
progetto di rigenerazione di Castelnuovo d’Avane, tra altri 42 candidati.
L’intervento comprende sia opere di ristrutturazione sia lo sviluppo di
attività di valorizzazione e produzione culturale.
“La rinascita di Castelnuovo d’Avane – ha dichiarato il presidente della
Regione Toscana Eugenio Giani – è sempre più vicina. Oggi tutti, non solo
le istituzioni, possono toccare da vicino i progressi straordinari di
questo preziosissimo progetto di rigenerazione. Non potevamo perdere
l’occasione che il Pnrr ci aveva dato e sono orgoglioso che i lavori stiano
rispettando i tempi previsti. Il merito è di tutti coloro che stanno
lavorando a questa missione. A loro va il mio ringraziamento, che si unisce
all’entusiasmo di condividere il sopralluogo con la cittadinanza. Dare
nuova vita a questo borgo, risarcendolo anche delle ferite lasciate dalla
guerra e dallo sfruttamento delle miniere, è un simbolo di rilancio per
tutta la Toscana. La realizzazione di questo progetto è una vera e propria
vittoria che appartiene a tutta la comunità. Castelnuovo d’Avane
rappresenta il futuro che vogliamo costruire insieme”.
“Una grande emozione vedere che l’antico borgo di Castelnuovo d’Avane sta
rinascendo a grandi passi – ha commentato l’assessore regionale alle
infrastrutture Filippo Boni -. Porto con me una consapevolezza ancora più
forte: questo progetto è un percorso umano, civile e culturale che quando
sono stato vicesindaco e assessore alla Cultura di Cavriglia ho seguito
passo dopo passo, fin dall’aggiudazione del finanziamento, attraversando
ogni fase, ogni scelta, ogni passaggio complesso. Conosco questo borgo per
appartenenza. È la mia comunità, il luogo in cui vivo e a cui sono legato
da radici profonde, affettive e identitarie. Qui la cultura non è
ornamento, ma sostanza, diventa strumento di riscatto, visione condivisa,
possibilità concreta di futuro. Castelnuovo d’Avane dimostra che quando
una comunità crede in se stessa e investe nella propria storia, può
trasformarla in energia viva, capace di generare valore, lavoro e senso.
Questo è il significato più alto dell’azione pubblica: custodire il
passato per renderlo fertile domani”.
Il sindaco Leonardo Degl’Innocenti o Sanni ha affermato: “E’ una profonda
emozione per me accompagnare la cittadinanza a visitare il cantiere del
Borgo di Castelnuovo d’Avane dopo mesi di lavoro, soprattutto perché in
tal modo la cittadinanza può constatare il progredire dei lavori del
progetto di rinascita del Borgo ed apprezzarne i risultati. Da adesso,
infatti, si giungerà direttamente al termine dei lavori e
all’inaugurazione”.
Al momento dell’avvio dei lavori, Castelnuovo era da anni un paese
fantasma: gli abitanti si erano spostati in una frazione a valle. Nel borgo
disabitato solo un museo, funzionante, realizzato all’inizio degli anni
Duemila dalla Regione e dedicato alle miniere protagoniste della storia del
territorio. L’escavazione della lignite, nella seconda metà del Novecento,
ha generato il progressivo spopolamento del paese. Il minerale serviva ad
alimentare le vicina centrale termoelettrica di Santa Barbara e l’Enel
espropriò il borgo. Altri sei abitati furono rasi al suolo. Poi le miniere
nel 1994 si esaurirono e l’azienda cedette il paese al Comune.
Il Borgo, si spiega a Castelnuovo d’Avane, è considerato da sempre un
luogo deputato alla memoria delle ferite che la popolazione di qui ha
subito negli anni. Dalla strage messa in atto dai Pazzi nel 1267, che
massacrarono gli abitanti maschi della rocca, all’eccidio avvenuto il 4
luglio del 1944, questa volta per mano nazi-fascista che, di nuovo, vide
cadere 74 uomini, privando della vita 192 civili innocenti nell’intero
territorio comunale.
L’intervento di rigenerazione interessa una superficie totale di 5.050 mq,
suddivisi in tre lotti funzionali, che riguardano 15 edifici, impegnando
nell’esecuzione dei lavori 4 imprese, oltre 75 operai e 15 fra ingegneri ed
architetti. Gli Enti coinvolti nel progetto sono oltre 10.
In campo una riqualificazione totale, ambientale ed energetica, che
presterà particolare attenzione all’accessibilità e alla cultura avendo
comunque al centro storia e caratteristiche del borgo che fu.
Il percorso di rinascita vede la collaborazione di Enel Produzione S.p.A.,
che curerà progettazione e realizzazione di una strada di collegamento al
Borgo dall’area nord, ovvero dalla S.P. delle Miniere.
[In collaborazione con il Comune di Cavriglia]