(AGENPARL) - Roma, 16 Gennaio 2026(AGENPARL) – Fri 16 January 2026 *Tutto pronto per accogliere gli Uffizi del Carnevale*
/Si rinnova l’antica tradizione sangiovannese che viene festeggiata
nelle cinque domeniche precedenti il martedì grasso. Dopo la messa delle
11, per il centro storico cittadino sfila il carroccio con i paggetti in
costume accompagnato dal Concerto comunale. Primo appuntamento domenica
18 gennaio con l’Uffizio di Sant’Antonio/
Tra le tradizioni più radicate e identitarie di San Giovanni Valdarno
spiccano gli Uffizi di Carnevale, una ricorrenza antica e unica nel suo
genere, profondamente sentita dalla comunità sangiovannese. L’evento,
che accompagna la città nelle cinque domeniche che precedono il martedì
grasso, rappresenta ogni anno un momento di partecipazione collettiva e
di riscoperta delle proprie radici storiche, culturali e popolari. Il
primo appuntamento è fissato per domenica 18 gennaio con l’Uffizio di
Sant’Antonio.
La manifestazione è stata presentata ufficialmente nel corso della
conferenza stampa svoltasi questa mattina, alla presenza del sindaco di
San Giovanni Valdarno Valentina Vadi, di Antonella Morali e Silvia Viti
per l’associazione Liberarte, di don Luigi Torniai, rettore della
Basilica di Santa Maria delle Grazie, di Stefania Ducci e Enrico Casini
presidente e segretario del Concerto comunale.
“Siamo molto contenti di poter rivivere gli Uffizi del Carnevale – ha
dichiarato il sindaco Valentina Vadi – perché riscoprire le tradizioni e
le origini della nostra città è fondamentale per rafforzare l’identità
di una comunità, valorizzarne il senso di appartenenza e la coesione
sociale. Gli Uffizi del Carnevale rappresentano un elemento centrale e
profondamente sentito della nostra identità sociale, culturale e
storica, ma anche gastronomica e culinaria. Un ringraziamento va a tutti
gli enti e le associazioni che contribuiscono alla riuscita di questa
manifestazione”.
Il termine “Uffizi” va inteso nel suo significato ecclesiastico, come
atto di ufficiare e celebrare l’uffizio dei defunti attraverso offerte
di cera, denaro o beni destinati alle celebrazioni che si svolgevano
nell’Oratorio di Santa Maria delle Grazie. Proprio qui, durante il
periodo di Carnevale, si riunivano le sette compagnie di suffragio nate
nella seconda metà del XVII secolo, che oltre a commemorare i defunti
partecipavano a un importante momento di incontro e condivisione per
l’intera comunità.
Con il passare del tempo, l’appuntamento ha assunto un carattere sempre
più festoso. Nonostante il mutare del numero delle compagnie, gli Uffizi
continuano ancora oggi a essere celebrati negli spazi dell’attuale
Basilica. La tradizione si distingue per i ricchi pranzi a base di
piatti tipici locali, primo fra tutti lo Stufato alla sangiovannese, e
per la suggestiva sfilata del carroccio con i paggetti in costume,
rievocazione della processione con cui un tempo venivano portate le
offerte. A testimonianza del forte legame tra il piatto simbolo della
città e questa manifestazione, la celebre ricetta in rima dello Stufato
alla sangiovannese si apre con i versi: “Nello tempo ch’è detto
carnevale | Alla Basilica, nelle grandi sale, | Si riunivano in tempi
ormai lontani | Per far doni alla chiesa, i parrocchiani…”.
Il calendario delle celebrazioni prevede l’Uffizio di Sant’Antonio il 18
gennaio, seguito dall’Uffizio di Santa Lucia il 25 gennaio, dall’Uffizio
dell’Industria e Vicariato nelle giornate dell’1 e dell’8 febbraio e, a
conclusione, dall’Uffizio delle Donne o della Provvidenza il 15 febbraio.
“È il sesto anno che ci occupiamo del coordinamento della sfilata del
corteo storico – ha spiegato Antonella Morali dell’associazione
Liberarte – e l’entusiasmo e l’apprezzamento che riceviamo ogni volta
ripagano ampiamente l’impegno e la fatica. La partecipazione cresce di
anno in anno, così come l’interesse verso questa tradizione. Novità di
quest’anno è che la nostra associazione, grazia anche al supporto
dell’ufficio cultura del comune, è iscritta all’elenco regionale delle
associazioni di rievocazione storica. Un risultato importante e
prestigioso perché permette di valorizzare la tradizione e accedere a
nuove opportunità. I costumi, noleggiati da una sartoria di Perugia, si
ispirano a modelli del Seicento, periodo a cui risale la prima
documentazione degli Uffizi, datata 1675. Durante tutte le cinque
domeniche distribuiamo anche volantini che raccontano e documentano la
storia di questa antica usanza”.
A sottolineare il valore collettivo della manifestazione anche don Luigi
