(AGENPARL) - Roma, 16 Gennaio 2026(AGENPARL) – Fri 16 January 2026 QUALITÀ DELL’ARIA E SALUTE:
A UNISALENTO IL WORKSHOP DEL PROGETTO “TOX-IN-AIR”
Si terrà lunedì 19 gennaio, a partire dalle ore 10, presso la Mediateca – UniSalento Community Library del Campus Ecotekne (Edificio K), il workshop scientifico del progetto TOX-IN-AIR, dedicato allo studio del particolato atmosferico PM2.5 e dei suoi effetti ambientali e biologici. Al progetto hanno lavorato tre diverse unità di ricerca: la prima del CNR-ISAC, che con il principal investigator Daniele Contini ha coordinato il lavoro; la seconda dell’Università del Salento e la cui responsabile è la professoressa Maria Rachele Guascito; la terza afferente all’Università di Bari, responsabile la professoressa Annarosa Mangone.
L’incontro rientra nelle attività del progetto TOX-IN-AIR, finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) nell’ambito del Bando PRIN 2022 PNRR – Progetto P2022JKP2S, sostenuto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), Missione 4 “Istruzione e Ricerca”, Componente 2 “Dalla ricerca all’impresa”, Investimento 1.1.
Dopo i saluti istituzionali, saranno illustrate strategie e obiettivi di TOX-IN-AIR. Seguiranno interventi di esperti provenienti da enti di ricerca, università e istituzioni regionali, che affronteranno le nuove sfide della qualità dell’aria alla luce della futura Direttiva Europea, il ruolo dell’intelligenza artificiale nella protezione ambientale, e le sinergie tra ricerca e territorio.
Ampio spazio sarà dedicato agli aspetti scientifici e sperimentali: dalla determinazione dei metalli in tracce nel PM2.5, alla caratterizzazione fisico-chimica e alla valutazione del potenziale ossidativo del particolato, fino all’analisi degli effetti biologici, quali citotossicità e stress ossidativo, su modelli cellulari.
Il programma prevede gli interventi di Maria Chiara Bove (ARPA Liguria), Cosimo Elefante (Dipartimento per la Transizione Digitale – Regione Puglia), Annarosa Mangone (Università degli Studi di Bari), Antonio Pennetta (CNR-ISAC), Laura Martina, Maria Giulia Lionetto e Maria Elena Giordano (DiSTeBA – Università del Salento). La mattinata si concluderà con una sessione dedicata alla programmazione delle attività finali, seguita da discussione e conclusioni.
L’evento è organizzato dall’unità di ricerca del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche ed Ambientali (DiSTeBA) dell’Università del Salento e rappresenta un importante momento di confronto interdisciplinare sui temi della qualità dell’aria, della salute e dell’innovazione scientifica.
IL PROGETTO
Il progetto TOX-IN-AIR ha studiato la qualità dell’aria e la tossicità del particolato fine (PM2.5) nell’area di Lecce, confrontando un sito urbano e uno suburbano. Il PM2.5 è formato da particelle molto piccole che possono penetrare nei polmoni e avere effetti sulla salute. L’obiettivo del progetto è stato quello di capire non solo quanta polvere è presente nell’aria, ma anche quanto può essere dannosa e ciò è stato possibile grazie a una caratterizzazione chimica dettagliata del particolato e a un esame statistico avanzato delle diverse sorgenti di inquinamento e della loro stagionalità.
Le misure sono state effettuate nel 2024 durante due campagne intensive, una in inverno e una in estate, utilizzando strumentazioni avanzate del CNR in due siti di monitoraggio che fanno parte della rete europea ACTRIS. I campioni raccolti sono stati analizzati per studiarne la composizione chimica e gli effetti biologici, grazie alla collaborazione tra più gruppi di ricerca.
I risultati mostrano che le concentrazioni medie di PM2.5 sono simili nell’area urbana e suburbana. Tuttavia, in città è molto più elevata la presenza di particelle ultrafini e di black carbon, principalmente legate al traffico veicolare. Questi inquinanti, pur contribuendo poco alla massa totale del PM2.5, sono particolarmente importanti perché possono avere forti effetti sulla salute e, nel caso del black carbon, anche sul riscaldamento globale.
Lo studio ha evidenziato che, pur essendoci livelli simili di PM2.5, le sorgenti di inquinamento sono diverse nei due siti. In città prevale l’impatto del traffico e degli inquinanti che si formano in atmosfera anche a seguito delle emissioni dei motori, mentre nell’area suburbana incidono maggiormente la combustione di biomasse, la risospensione del suolo e le sorgenti naturali. Questo significa che la composizione del particolato cambia da zona a zona e può avere effetti diversi su salute e ambiente.
Un aspetto centrale del progetto è stata la valutazione della tossicità del particolato, misurata attraverso il cosiddetto potenziale ossidativo, un indicatore preso in considerazione anche dalla nuova Direttiva Europea sulla qualità dell’aria. I risultati indicano che in inverno la tossicità è maggiore a causa della combustione di biomasse, mentre in estate aumenta il contributo legato ai metalli presenti nelle particelle.
Nel complesso, il progetto TOX-IN-AIR sottolinea l’importanza di andare oltre il semplice rispetto dei limiti di legge, tenendo conto anche della composizione e della tossicità del particolato, per definire strategie più efficaci di tutela della salute e dell’ambiente.
«Siamo soddisfatti dei risultati ottenuti nell’implementazione di questo progetto fortemente interdisciplinare – affermano Contini, Guascito e Mangone, responsabili delle rispettive unità di ricerca presso CNR-ISAC, UniSalento e UniBa – che ha permesso di consolidare la collaborazione scientifica tra gli enti coinvolti mettendo a sistema l’imponente dotazione strumentale e di competenze presenti sul territorio. I risultati, oggetto di un’ampia disseminazione nella comunità scientifica, hanno permesso di incrementare la conoscenza su un problema molto attuale quale quello della qualità dell’aria e salute con svariati aspetti innovativi. Si evidenzia anche che tali risultati saranno utili per il recepimento della nuova Direttiva Europea sulla qualità dell’aria e potrebbero essere la base per avviare un cambio di paradigma passando dallo studio dell’impatto delle sorgenti inquinanti sulla qualità dell’aria allo studio dell’impatto sulla tossicità. I risultati di TOX-IN-AIR evidenziano che questo può essere possibile utilizzando combinazioni di più indicatori di effetti tossicologici e biologici legati al particolato atmosferico ed i gruppi di ricerca partecipanti al progetto potranno avere un ruolo rilevante nella comunità scientifica su questo aspetto nel prossimo futuro».
Mappa dei siti di misura
Sommario degli impatti delle diverse sorgenti al PM2.5 nei due siti di misura.
Lecce, 16 gennaio 2026
Paola Ancora
Università del Salento
Ufficio Comunicazione istituzionale
