(AGENPARL) - Roma, 15 Gennaio 2026(AGENPARL) – Thu 15 January 2026 **Salgono a dodici i distretti biologici: nasce quello Aldobrandesco**
/Scritto da Federico Taverniti, giovedì 15 gennaio 2026 alle 10:58/
Il patrimonio toscano dei distretti biologici tocca quota dodici, con il
riconoscimento avvenuto nei giorni scorsi di quello Aldobrandesco che
riunisce i comuni grossetani di Pitigliano, Sorano, Semproniano,
Castell’Azzara e Roccalbegna, le aziende agricole del territorio e le
comunità locali.
“Una nuova realtà – ha commentato il presidente Eugenio Giani – che va
ad aggiungersi a quelle già esistenti e che rafforza il ruolo della
Toscana come regione pioniera nella promozione di un’agricoltura
sostenibile e rispettosa dell’ambiente. Un percorso che la Toscana ha
avviato ormai da anni grazie alla legge del 2019 e che dimostra la grande
attenzione dedicata, in termini di sostegno ed investimenti, a questo
modello di agricoltura”.
Soddisfatto anche l’assessore a economia, turismo e agricoltura Leonardo
Marras. “Il Distretto Biologico Aldobrandesco nasce dalla consapevolezza
da parte degli attori locali pubblici e privati dei comuni coinvolti
rispetto alla ricchezza storica, culturale, paesaggistica e naturale di
questi territori per promuovere un modello di sviluppo basato sui valori
dell’agricoltura biologica. Nel distretto convivono aree agricole montane
fragili ma ricche di biodiversità, ed una presenza capillare di imprese
attive soprattutto nella coltivazione di vite ed olivo e nell’allevamento e
pesca nelle acque interne”.
A fronte di una superficie totale dell’area di circa 55 mila ettari,
l’agricoltura occupa un posto importante: la SAU (Superficie Agricola
Utilizzata) supera i 21 mila ettari, e rappresenta l’attività principale.
Si contano 909 aziende del comparto agricolo-forestale e della
piscicoltura, sulle 1.611 totali attive sul territorio.
Prevalgono le coltivazioni di olivo e vite, presenti fin dall’antichità.
Si producono sia olio Toscano a marchio IGP, ottenuto da una mescolanza di
olive di diverse varietà, e vini: la DOCG Montecucco (Roccalbegna), la DOC
Bianco di Pitigliano a Pitigliano e Sorano e la DOC Sovana. Tutto il
territorio è ricompreso nella DOC Maremma. Semproniano, Roccalbegna e
Castell’Azzara fanno parte anche delle “Strade del Vino Montecucco e dei
Sapori d’Amiata”; Pitigliano, Roccalbegna, Semproniano e Sorano della
“Strada del Vino e dei Sapori Colli di Maremma”, una delle più
importanti d’Italia che attraversa i territori di 13 comuni.
L’attenzione all’agricoltura e all’agroalimentare di qualità emerge anche
dall’elenco dei PAT (Prodotti Agroalimentari tradizionali Toscani): il
Pecorino delle cantine di Roccalbegna, il Fagiolo borlotto nano di Sorano,
lo Sfratto di Pitigliano. Da sottolineare che circa 400 aziende del
comparto agricolo sono biologiche (il 48% di SAU è coltivata con metodo
biologico).