(AGENPARL) - Roma, 15 Gennaio 2026(AGENPARL) – Thu 15 January 2026 Buon lavoro
COMUNICATO STAMPA
Al di là delle ricostruzioni strumentali e delle accuse di propaganda, sul tema della compartecipazione ai servizi sociali e sociosanitari esistono almeno tre verità che Tursini e Maccarone continuano a nascondere.
La prima verità è cristallina e accecante nella lettura dei fatti: si è scelto di far pagare un servizio che riguarda i più fragili. Inutile buttarla sul politichese quando questa scelta ha provocato la contrarietà aperta anche delle famiglie aquilane e delle associazioni che ogni giorno si occupano di disabilità e politiche sociali. Famiglie che subiscono una doppia penalizzazione: da un lato servizi spesso insufficienti, dall’altro l’introduzione di una quota di compartecipazione che grava ulteriormente sui loro bilanci. Cercherò di spiegarlo ancora una volta: l’obbligatorietà del recepimento del regolamento regionale non esclude la copertura parziale o totale nelle quote di compartecipazione da parte del Comune. Comune che vanta un bilancio definito “florido” proprio dalla maggioranza al suo governo.
La seconda verità riguarda quanto avvenuto in Consiglio comunale. Maccarone ricorda male, o fa finta di ricordare male, ma i fatti sono pubblici e verificabili da chiunque. L’opposizione ha espresso una contrarietà in commissione in ben due sedute e ha presentato emendamenti, solo in parte accolti, e uno specifico ordine del giorno che però, dopo mesi, ancora non viene discusso in aula.
Eppure da giugno ad oggi c’erano mesi sufficienti per farlo, programmando le risorse necessarie. Questo è il dato politico: la mancanza di volontà della maggioranza di discutere e poi intervenire su una scelta che evidentemente ritengono giusta, quella di far pagare le famiglie che accedono a questi servizi.
La terza verità riguarda il metodo. Risulta infatti sospesa la Commissione consiliare sulle politiche della disabilità, ferma al 2023. È singolare invocare il confronto istituzionale quando uno degli strumenti principali di approfondimento e partecipazione non viene usato. Forse Maccarone e Tursini dovrebbero smetterla di usare il presidente della commissione Frullo come paraninfo e affrontare seriamente il tema nelle sedi deputate dimostrando, con atti concreti e non con dichiarazioni, da che parte si intende stare.
In ogni caso bisogna assumersi la responsabilità delle scelte fatte, dire con chiarezza perché non si sono utilizzati tutti gli strumenti disponibili per tutelare le famiglie più fragili e non ridursi a usare aforismi di Erasmo da Rotterdam per sdegnare un confronto franco e aperto. Febbraio è vicino, ma il tempo per cambiare rotta non è ancora scaduto, basterebbe mettersi a lavoro.
Paolo Romano -L’Aquila Nuova
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