(AGENPARL) - Roma, 15 Gennaio 2026(AGENPARL) – Thu 15 January 2026 *Bruxelles, la presidente Proietti a un evento sulla sanità al Parlamento
europeo: “Priorità alla salute partendo dai territori” *(aun) – Bruxelles
15 gen. 026 – Portare la tutela della salute al centro di tutte le
politiche europee, a partire dai territori e dal livello regionale. È
questo il messaggio che la presidente della Regione Umbria Stefania
Proietti ha ribadito al Parlamento europeo, intervenendo a Bruxelles
all’evento del gruppo Socialists & Democrats intitolato “Health Across All
Policies”, dedicato al tema dell’equità nell’accesso alle cure e della
resilienza dei sistemi sanitari europei.
Nel corso del confronto, la presidente ha richiamato i contenuti del
position paper S&D, che afferma come la salute debba essere riconosciuta
come un diritto fondamentale e come una priorità trasversale dell’azione
dell’Unione europea, non limitata alle sole politiche sanitarie.
L’esperienza della pandemia da Covid-19, è stato sottolineato, ha
dimostrato la necessità di rafforzare l’Unione europea della salute,
rendendola più equa, coordinata e preparata ad affrontare possibili crisi.
In questo quadro, la presidente ha evidenziato come l’accesso alle cure
rappresenti una questione che incrocia coesione sociale, uguaglianza e
qualità democratica. “La parità di accesso alle cure non è solo una
questione sanitaria. È una questione di coesione, equità e democrazia”, ha
affermato.
Partendo dall’esperienza dell’Umbria, cuore verde d’Italia, regione
prevalentemente rurale e montana, la presidente ha posto l’accento sul
rapporto diretto tra organizzazione territoriale dei servizi e diritti di
cittadinanza. “Quando i servizi sanitari sono lontani, il diritto alla
salute diventa diseguale”, ha spiegato, richiamando la necessità che le
politiche europee tengano conto delle specificità territoriali, della
geografia, delle dinamiche demografiche e dell’invecchiamento della
popolazione. Elementi che, se non considerati, rischiano di ampliare le
disuguaglianze e di lasciare indietro le aree rurali e interne.
Nel suo intervento, la presidente Proietti ha affrontato in modo puntuale
il tema dei cosiddetti deserti medici, una criticità comune a molte regioni
europee e che in Umbria si manifesta nella carenza di medici di medicina
generale, nelle difficoltà di attrazione del personale sanitario e nelle
distanze dai servizi. La risposta, ha sottolineato, non può essere
emergenziale. “I deserti medici si combattono con la prossimità, non con
soluzioni temporanee”, ha dichiarato, richiamando un modello fondato sul
rafforzamento dell’assistenza primaria, sulle case della comunità,
sull’integrazione tra sanità e sociale e su un utilizzo mirato della
telemedicina. Un’impostazione coerente con il position paper S&D, che pone
la prevenzione al centro delle politiche sanitarie europee e sottolinea
come investire in ambienti sani, corretti stili di vita e informazione
contribuisca a ridurre l’incidenza delle malattie croniche e i costi futuri
per i sistemi sanitari.
Un ulteriore aspetto affrontato ha riguardato l’approccio “One Health” e il
concetto di “exposome”, richiamati nel documento S&D come chiavi di lettura
fondamentali per le politiche pubbliche. La salute umana, è stato
evidenziato, è strettamente connessa a quella animale e ambientale, e
l’esposizione cumulativa a fattori ambientali, sociali e commerciali incide
in modo determinante sullo sviluppo delle patologie. In questo contesto,
Proietti ha collegato il tema della salute alle politiche ambientali e
climatiche, ricordando come aria pulita, acqua sicura, riduzione
dell’inquinamento chimico e contrasto al cambiamento climatico
rappresentino condizioni essenziali per la salute pubblica e come sia
necessario dare piena attuazione al Green Deal europeo.
Nel contributo è stato inoltre richiamato il ruolo delle politiche su
alimentazione e consumi, con riferimento alla promozione di diete sane e
sostenibili, a un’etichettatura alimentare chiara a livello europeo, alla
tutela del benessere animale e al contrasto a obesità e malnutrizione. Allo
stesso modo, il position paper S&D evidenzia la necessità di rafforzare le
politiche di contrasto ai principali fattori di rischio, dal tabacco –
compresi i nuovi prodotti – all’alcol, alle droghe e alla pubblicità di
cibi ultra-processati, con particolare attenzione alla protezione di
giovani e minori.
La presidente ha quindi richiamato l’attenzione sulle malattie non
trasmissibili, sottolineando l’importanza di rafforzare a livello europeo
screening, prevenzione e strategie comuni su cancro, malattie
cardiovascolari, diabete e salute mentale. Quest’ultima, come indicato nel
documento S&D, è riconosciuta come una priorità assoluta, soprattutto per
le giovani generazioni, e richiede un piano europeo ambizioso fondato su
prevenzione, accesso universale alle cure e attenzione ai determinanti
sociali.
Proietti ha inoltre affrontato il nesso tra lavoro e salute, richiamando la
necessità di migliorare sicurezza e benessere nei luoghi di lavoro,
affrontare stress, burnout e rischi psicosociali, tutelare i lavoratori
sanitari e garantire il diritto alla disconnessione. Un passaggio è stato
inoltre dedicato alla preparazione alle crisi sanitarie, che secondo il
position paper S&D deve essere rafforzata attraverso una risposta europea
più efficace alle emergenze, la cybersicurezza degli ospedali, il contrasto
all’antimicrobico-resistenza e politiche vaccinali coordinate.
Un punto centrale del contributo ha riguardato il ruolo delle Regioni nella
resilienza dei sistemi sanitari. Proietti ha ricordato come la pandemia
abbia dimostrato che la capacità di risposta si costruisce anche a livello
regionale, attraverso una governance in grado di garantire coordinamento,
continuità assistenziale e interventi adeguati ai bisogni dei territori. In
questa prospettiva, l’approccio “Health Across All Policies” richiede un
rafforzamento del ruolo delle Regioni, un maggiore coordinamento tra Stati
membri, finanziamenti adeguati – anche attraverso strumenti come EU4Health
– e un investimento strutturale nelle infrastrutture sanitarie locali, fino
all’ipotesi, richiamata nel documento S&D, di una Agenzia europea della
sanità pubblica.