(AGENPARL) - Roma, 15 Gennaio 2026(AGENPARL) – Thu 15 January 2026 (ACON) Trieste, 15 gen – “Ho ricevuto risposta alla mia
interrogazione presentata al Consiglio regionale sulla situazione
di grave emergenza che ha riguardato la nave Al Filk”, dichiara
in una nota Enrico Bullian, consigliere regionale del Patto per
l’Autonomia-Civica Fvg.
“La vicenda – ricorda Bullian – si ? in parte evoluta rispetto al
momento in cui, nel novembre 2024, presentai l’interrogazione: le
criticit? legate al rimpatrio dell’equipaggio si sono risolte,
tuttavia la nave in sostanziale disarmo continua a essere
ormeggiata a Monfalcone, spostata dalle banchine del porto a
quelle limitrofe di A2a. La nave portacontainer Al Filk, battente
bandiera della Tanzania, ? dunque ormeggiata a Monfalcone gi? da
due anni (dal febbraio 2024), con l’equipaggio che ? rimasto a
bordo per quasi un anno. Inoltre il natante ? stata posto sotto
sequestro dall’autorit? giudiziaria a causa di gravi irregolarit?
sotto il profilo assicurativo, oltre che manutentivo. Una
situazione incredibile: le condizioni a bordo erano inaccettabili
e, a novembre 2024, con la mia interrogazione intendevo
sollecitare soprattutto una accelerazione delle procedure di
assistenza all’equipaggio che versava in condizioni
igienico-sanitarie estremamente dure, in parte alleviate grazie
al supporto del volontariato sociale locale”.
“Tra febbraio e dicembre 2024 (che ha visto gli ultimi 3
rimpatri) si sono succeduti una trentina di componenti
dell’equipaggio. Alcuni sono stati pagati, in toto o
parzialmente, tramite azione del sindacato International
transport workers federation (Itf); di altri non si hanno notizie
e non risulta abbiano ricevuto tutte le loro spettanze.
In questa fase la priorit? invece ? un’altra: arrivare a una
soluzione definitiva della questione, dal momento che una nave in
disarmo non pu? rimanere all’infinito ormeggiata su una
banchina”, prosegue il consigliere delle Opposizioni.
“Infatti, come ricorda l’ispettore dell’Itf, Paolo Siligato che
dall’inizio ha seguito la vicenda, ‘allo stato attuale la
motonave Al Filk ? ormeggiata presso la centrale A2a di
Monfalcone’. Gli ormeggiatori del porto di Monfalcone controllano
i cavi di ormeggio con frequenza giornaliera; alcuni cavi
deteriorati sono stati sostituiti, ma da informazioni spesso si ?
dovuto ricorrere all’assistenza del rimorchiatore perch? i cavi
si erano allentati per azione del moto ondoso e i verricelli
salpanti che dovrebbero garantirne la tensione sono fuori uso. La
nave – sottolinea l’esponente di Centrosinistra -, oltre che in
stato di detenzione da parte della Capitaneria, ? anche oggetto
di sequestro giudiziario emesso dal Tribunale di Gorizia, a causa
della falsit? provata dei certificati assicurativi. Gli
ormeggiatori svolgono anche la funzione di tutore giudiziario per
conto del Tribunale”.
“L’armatore libico risulta irreperibile e tutti i certificati
della nave sono scaduti, quindi la nave ? priva di qualunque
documento che ne permetta la navigabilit?, anche al rimorchio.
Non risulta che si sia provveduto al vuotamento del carburante
Ifo (Industrial fuel oil), del gasolio Mgo (Marine gasoil – High
sulfur) per i generatori, degli oli lubrificanti e delle pitture
e relativi diluenti: la nave ? quindi a potenziale rischio di
incendio. Non risulta – incalza Bullian – che si sia provveduto
al vuotamento delle acque reflue di sentina, sia quelle ‘nere’
sia quelle miste a oli minerali esausti. C’? un potenziale
rischio di contaminazione ambientale. Nel caso di una rottura
degli ormeggi causata da un cedimento delle strutture delle bitte
di bordo, Al Filk finirebbe in mezzo al canale”.
“Nella risposta ricevuta in IV Commissione, l’assessore regionale
alle infrastrutture e territorio, Cristina Amirante, ha
sottolineato che si devono attendere i provvedimenti
dell’autorit? giudiziaria, essendo la nave ancora sotto
sequestro, ma ha anche aggiunto che affronter? la questione con
il presidente dell’Autorit? di Sistema portuale del mare
Adriatico orientale, responsabile anche della gestione del porto
di Monfalcone. Continuer? a seguire con attenzione questa
vicenda, al fine di giungere appena possibile alla definitiva
soluzione dell’annosa situazione, per garantire la sicurezza e la
tutela ambientale, oltre la corretta gestione degli spazi
portuali e liberare il personale da mansioni improduttive legate
alla sorveglianza di un natante in disarmo”, conclude la nota.
ACON/COM/mv
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