(AGENPARL) - Roma, 14 Gennaio 2026 - (AGENPARL) – Wed 14 January 2026 Nota di Maria Grazia Proietti (Pd)
(Acs) Perugia, 14 gennaio 2026 – “Il commissariamento della Regione
Umbria sulla scuola deciso dal Governo guidato da Giorgia Meloni
rappresenta un atto grave e profondamente politico, che nulla ha a che
vedere con la tutela del diritto allo studio e molto con una
concezione centralista e punitiva dei rapporti tra Stato e autonomie
territoriali”, così, in una nota, Maria Grazia Proietti (Pd).
Per la consigliera Dem, “siamo di fronte a una scelta che interviene
sul dimensionamento scolastico, imposta dall’alto attraverso il
richiamo ai vincoli del Pnrr e a parametri meramente numerici, senza
alcuna reale valutazione dell’impatto sociale, educativo e
territoriale. L’Umbria è una regione fragile, con una forte
presenza di aree interne e montane, dove la scuola non è soltanto un
luogo di istruzione, ma un presidio essenziale di coesione, di
cittadinanza e di tenuta democratica delle comunità locali. Colpirla
significa ignorare deliberatamente questa realtà”.
“La Regione Umbria – osserva Maria Grazia Proietti – aveva avviato
un confronto istituzionale responsabile, accogliendo gran parte delle
indicazioni ministeriali e chiedendo esclusivamente criteri più equi
e aderenti alla specificità del territorio umbro. La risposta del
Governo non è stata il dialogo, ma l’azzeramento del confronto
attraverso il commissariamento, uno strumento straordinario utilizzato
come atto di forza politica. È un precedente pericoloso: quando una
Regione prova a difendere il proprio sistema educativo e non si limita
a eseguire ordini calati dall’alto, viene esautorata”.
“Dietro il paravento dei vincoli tecnici – continua la consigliera
del Pd – si nasconde una scelta chiara: ridurre le autonomie
scolastiche, allontanare i servizi dai cittadini, indebolire la scuola
pubblica e scaricare sui territori il costo di politiche nazionali
miopi. In questo modo si mortifica il lavoro delle comunità educanti,
dei dirigenti scolastici, del personale docente e non docente, e si
indebolisce il legame tra scuola e territorio”.
“Difendere la scuola umbra oggi – aggiunge – significa difendere
l’idea stessa di scuola come bene comune, non come semplice voce di
bilancio da ridurre. Significa affermare che il diritto allo studio
non può essere subordinato a logiche ragionieristiche e che
l’autonomia delle Regioni non è un fastidio da comprimere, ma un
valore costituzionale da rispettare”.
“Per queste ragioni – conclude Maria Grazia Proietti – il
commissariamento va respinto sul piano politico e culturale. È
necessario ripristinare immediatamente un confronto istituzionale
leale, fondato sul rispetto delle autonomie e sull’ascolto dei
territori, assumendo decisioni che mettano davvero al centro studenti,
famiglie e comunità locali, e non numeri imposti dall’alto”.
RED/as
link alla notizia: http://consiglio.regione.umbria.it/node/81814
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