(AGENPARL) - Roma, 14 Gennaio 2026(AGENPARL) – Wed 14 January 2026 (ACON) Trieste, 14 gen – Le problematiche legate ai disservizi
registrati in maniera diffusa sul territorio e la situazione di
forte difficolt? vissuta dal personale del trasporto pubblico
locale (Tpl) sono le tematiche sollevate oggi in IV Commissione,
riunita appunto per l’audizione in merito a gestione e
programmazione del Tpl su gomma (richiesta da Pd e M5S), dai
consiglieri regionali dem Massimiliano Pozzo, Nicola Conficoni,
Laura Fasiolo, Massimo Mentil, Diego Moretti e Francesco Martines.
“I temi alla base della Commissione di oggi – spiega Pozzo – sono
fondamentalmente due e legati tra loro. Uno ? quello dei
disservizi, ossia delle numerose corse saltate e che continuano a
saltare nel territorio regionale e in particolare in provincia di
Udine, dalla Carnia alla bassa friulana passando per le corse
urbane nel capoluogo e hinterland udinese e su questo la Regione
ha l’obbligo di controllare il servizio che paga con soldi
pubblici. L’altro ? la situazione del personale e degli autisti
delle aziende alle prese con salari bassi, turni lunghi e pesanti
sei giorni su sette, responsabilit?, problemi crescenti di
sicurezza anche rispetto ai rapporti con l’utenza. La questione ?
sicuramente nazionale e gli stipendi sono legati al contratto
collettivo nazionale, ma ci aspettiamo che a livello regionale si
sappia operare meglio e si sia pi? virtuosi. Serve dunque un
impegno generale a migliorare le condizioni del personale e degli
autisti. La Regione ha dato nel 2025 delle risorse importanti per
il settore, ci aspettiamo siano utilizzate prima possibile e
possano aiutare a valorizzare chi lavora”. Determinante, infine,
“anche l’accordo di secondo livello tra le parti aziendali e
sindacali che pu? dare in modo strutturale migliori condizioni
economiche e lavorative”.
Conficoni sottolinea che “oggi abbiamo ricevuto l’ulteriore
conferma della situazione di difficolt? caratterizzata da diverse
corse saltate a causa della carenza di autisti, ma di fronte a
questo il governo non mantiene gli impegni e i dieci milioni di
euro assegnati un anno fa dalla Regione per rendere pi?
attrattiva la professione, attualmente distribuiti di dipendenti
dalla sola Atap, scadranno alla fine dell’anno. Senza un
rilancio, dunque, tra 12 mesi anche questi incentivi verranno
meno, con il rischio di ricadute negative sul livello di servizio
proprio quando Pordenone diventer? capitale italiana della
cultura”.
Da parte sua, la consigliera Fasiolo evidenzia che “per far
fronte a uno dei nodi principali, ossia la carenza di personale e
una professione sempre meno attrattiva, la Regione, nella sua
autonomia, pu? e deve intervenire ad assicurare ferie, vigilare
sui pagamenti tempestivi degli straordinari, un patrimonio di
servizi necessario per garantire in modo ottimale il trasporto
scolastico in tutte le aree della regione. Domani ci sar? ancora
pi? bisogno di trasporto scolastico se aspiriamo a scuole pi?
aperte nei pomeriggi, per far fronte ai bisogni di giovani, ma
anche di una popolazione in et? lavorativa e anziana”. E ancora,
“serve un contratto molto pi? attrattivo che consenta ai giovani
di avvicinarsi a una professione poco ambita, ma parte di un
settore strategico per tutti”. Altro tema sottolineato, quello di
genere: “Sempre pi? donne vengono reclutate in questa
professione, ma andrebbe attenzionata la conciliazione tra lavoro
professionale e lavoro di cura. Va data inoltre risposta alle
esigenze insopprimibili di sicurezza, come ? stato richiesto
dalla mia interrogazione recentissima all’assessore: pi?
illuminazione ai terminal e alle fermate pi? vigilanza sugli
autobus e pullman, eliminare il sovraffollamento che nasconde
fenomeni frequenti di bullismo. E infine il rinnovo del parco
macchine”.
Per Mentil “le problematiche sono ancora pi? marcate per il
territorio della Carnia dove, come ha confermato l’amministratore
delegato di Tpl Fvg, gli autisti non vogliono andare,
aggiungendosi ad altre professioni dove si registrano altre forti
criticit? come quella medica e infermieristica. In un settore
strategico per tutti, come quello del trasporto pubblico, delle
soluzioni vanno trovate perch? non ? pensabile certamente
chiudere la Carnia”. E sui servizi “resta il problema delle corse
saltate senza preavviso. Le segnalazioni sono diverse e
riguardano i territori di Sauris, Comeglians, Treppo Ligosullo,
Fusea, la linea Timau-Tolmezzo dove si sono registrante molte
difficolt? con disagi sulla popolazione e sugli utenti. Questo ?
un ulteriore colpo a un territorio assolutamente fragile che non
pu? permettersi altri scossoni. C’? dunque la necessit? di
revisionare il sistema in maniera complessiva come ? emerso dalle
audizioni odierne e soprattutto ? necessario cominciare a
interpretare i segnali che arrivano dagli operatori per tempo,
cercando di anticipare i processi e trovare quindi soluzioni pi?
praticabili”.
Il capogruppo Moretti rimarca “la necessit? di chiarire la
definizione degli incentivi per i lavoratori delle aziende del
tpl, che oggi solo l’azienda di Pordenone eroga, visto che a oggi
la vigenza dello stanziamento vale fino al 2026. Una discrasia,
questa, che hanno rilevato i rappresentanti sindacali”. Altre
questione ? quella relativa all’utilizzo dei fondi contrattuali:
“Va chiarito se da parte delle aziende c’? l’intenzione di
trovare un accordo in modo da ovviare alle penalizzazione che
vengono rilevate dai territori per completare una vicenda che si
trascina da tempo. ? dunque importante capire se da parte dei
vertici aziendali, su questi temi, c’? un barlume di prospettiva
di chiusura di un accordo, sul quale la Regione la propria parte
l’ha fatta”.
Martines, ricordando “le interrogazioni presentate in passato sui
problemi della piena integrazione tra orari scolastici e servizio
Tpl nella Bassa Friulana e territorio a cavallo con la vicina
area del goriziano (da dove provengono molti studenti
frequentanti l’Isis della Bassa Friulana)”, sottolinea che “le
disfunzioni creano problemi ai ragazzi, i quali in assenza di
servizio svolto dalle famiglie, in alcune occasioni restano fermi
a scuola per qualche ora in attesa del prossimo passaggio del bus
di linea. Mi son fatto carico di un collegamento fra direzione
scolastica e Regione per cercare una condivisione nelle scelte,
tali che contemperassero i programmi didattici con le esigenze
operative del servizio tpl. La scelta dell’orario su cinque
giorni fatta recentemente dall’Isis Bassa Friulana, seppur non
condiviso da tutto il mondo insegnanti (perch? si ha paura delle
ripercussioni sui risultati), potrebbe essere una soluzione che
elimini almeno le disfunzioni legate soprattutto al trasporto
scolastico”.
ACON/COM/rcm
141835 GEN 26
