(AGENPARL) - Roma, 13 Gennaio 2026 - (AGENPARL) – Tue 13 January 2026 Ex Ilva, Bonelli: Morti sul lavoro e fughe di gas. Il disastro annunciato
di Taranto ha precise responsabilità politiche
‘’Ci stringiamo al dolore della famiglia dell’operaio Claudio Salamida,
morto ieri all’ex Ilva di Taranto, ma non possiamo non denunciare che
quanto accaduto ha precise responsabilità politiche.
La morte di un operaio in impianti sotto sequestro dal 2012, gestiti da
commissari nominati dal governo, grida vendetta. È inaccettabile che, dopo
il sequestro giudiziario, si contino nove morti all’interno dello
stabilimento. Le indagini stabiliranno le responsabilità individuali di chi
doveva controllare e manutenere gli impianti, ma la responsabilità politica
è evidente: quegli impianti insicuri continuano a essere in marcia grazie
ai decreti “salva-Ilva” e a un’autorizzazione concessa dal Ministero
dell’Ambiente lo scorso luglio, nonostante i pareri contrari degli enti
locali.
Una scelta assunta ignorando la sentenza della Corte di Giustizia europea,
la dichiarazione dell’ONU che definisce Taranto “terra di sacrificio”, i
dati INAIL sull’eccesso di tumori tra i lavoratori della provincia e le
evidenze scientifiche dello studio SENTIERI.
A rendere ancora più grave il quadro è quanto accaduto questa mattina, con
una nuova fuga di gas verificatasi, in due momenti distinti tra la tarda
serata di ieri e la notte, nell’area dell’Altoforno 2 dello stabilimento
Acciaierie d’Italia. Un episodio che, pur non avendo provocato conseguenze
immediate per il personale, dimostra ancora una volta la pericolosità di
impianti fatiscenti, attualmente in manutenzione ma destinati a tornare in
funzione, esponendo lavoratori e cittadini a rischi continui.
L’ennesimo incidente sul lavoro e l’ennesimo allarme ambientale certificano
il fallimento totale della strategia del governo Meloni, che, per tentare
di vendere gli impianti, ha accettato un’offerta simbolica di un solo euro,
continuando a perseguire una linea che condanna Taranto a restare ancorata
al carbone e alla monocultura dell’acciaio, senza alternative industriali e
occupazionali, mettendo a rischio la vita di chi lavora e di chi vive in
città.
È urgente prendere atto che impianti sotto sequestro non possono garantire
sicurezza ai lavoratori. L’area industriale, dopo una vera bonifica, deve
tornare nella disponibilità della città per l’insediamento di attività
produttive pulite, capaci di garantire lavoro, salute e futuro a Taranto.’’
Così in una nota Angelo Bonelli, parlamentare AVS e co-portavoce di Europa
Verde.
UFFICIO STAMPA EUROPA VERDE
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