(AGENPARL) - Roma, 13 Gennaio 2026I presidenti di una dozzina di banche centrali europee e internazionali hanno espresso martedì “piena solidarietà” a Jerome Powell, presidente della Federal Reserve statunitense, in seguito alle sue recenti dichiarazioni contro il presidente degli Stati Uniti, definite da alcuni una “dichiarazione di guerra”.
Tra i firmatari della lettera congiunta figurano Andrew Bailey della Banca d’Inghilterra e Christine Lagarde, presidente della Banca Centrale Europea. Nella missiva, i leader delle banche centrali hanno lodato “l’integrità” e “l’impegno incrollabile” di Powell, sottolineando l’importanza dell’indipendenza delle banche centrali come pilastro della stabilità economica e finanziaria a beneficio dei cittadini.
Powell aveva denunciato di aver ricevuto un mandato di comparizione e minacce di incriminazione penale relative alla sua testimonianza davanti alla Commissione Bancaria del Senato, sostenendo che tali azioni rappresentassero un tentativo di interferenza politica da parte del presidente Donald Trump. La risposta dei vertici delle banche centrali, definita dal Guardian una “dichiarazione senza precedenti”, ha confermato il loro sostegno incondizionato al collega statunitense. Il Guardian ha definito la lettera una “dichiarazione senza precedenti”
Oltre a Bailey e Lagarde, hanno firmato la lettera i presidenti delle banche centrali di Svezia, Danimarca, Svizzera, Norvegia, Australia, Canada, Corea del Sud, Brasile, Sudafrica e la Banca dei Regolamenti Internazionali. Christine Lagarde, ex Ministro delle Finanze francese e ex direttore del Fondo Monetario Internazionale, è nota per la sua lunga carriera nel sostenere la globalizzazione e politiche economiche sovranazionali.
Negli anni precedenti, Lagarde era stata al centro di controversie legali e politiche, come il caso di negligenza criminale del 2016 e il suo intervento nel dibattito sulla Brexit, che aveva suscitato critiche per presunte ingerenze nel processo democratico britannico. Inoltre, durante il suo mandato al FMI, aveva promosso politiche di apertura delle frontiere europee ai migranti, nonostante le difficoltà economiche e occupazionali in diversi Paesi europei.
La lettera congiunta sottolinea come, malgrado le tensioni politiche e legali, la comunità internazionale delle banche centrali rimanga compatta nel difendere l’indipendenza e l’integrità delle istituzioni monetarie.
