(AGENPARL) - Roma, 12 Gennaio 2026(AGENPARL) – Mon 12 January 2026 **Dimensionamento scuole e commissariamento: la Toscana lo ritiene un
provvedimento ingiusto**
Giani e Nardini: “Sbagliato tagliare sulla scuola pubblica. Il Governo lo
vuole fare non considerando neppure i numeri della reale popolazione
studentesca e imponendo dunque un numero di tagli persino maggiore. Oggi al
Consiglio dei Ministri abbiamo ribadito la nostra posizione di
contrarietà. Adesso attendiamo con fiducia il pronunciamento del Capo
dello Stato”
/Scritto da Redazione, lunedì 12 gennaio 2026 alle 20:29/
Il Governo ha deciso di commissariare le Regioni Toscana, Umbria, Sardegna
ed Emilia Romagna, nominando un commissario ad acta per procedere con con
gli accorpamenti degli istituti scolastici.
Il provvedimento riguarda le Regioni che in questi mesi si erano opposte ai
tagli imposti dal Governo.
La decisione arriva durante la seduta di oggi del Consiglio dei Ministri a
cui erano state chiamate a partecipare anche le quattro Regioni coinvolte.
Per la Regione Toscana, su delega del Presidente Giani, ha partecipato ed
è intervenuta spiegando le ragioni che avevano portato a sospendere il
dimensionamento, l’assessora con delega all’istruzione, Alessandra Nardini.
“Fin dall’inizio di questa vicenda nel 2023, abbiamo sempre ribadito un
concetto chiaro: sulla scuola pubblica non si taglia ma si investe. Lo
abbiamo sostenuto in ogni passaggio in Conferenza delle Regioni e
presentando vari ricorsi in questi anni contro la logica degli accorpamenti
degli istituti scolastici” spiegano il presidente della Regione, Eugenio
Giani e l’assessora regionale all’istruzione, Alessandra Nardini che
proseguono:” pur contestando la norma, quest’anno avevamo provveduto a
dimensionare secondo le indicazioni del Ministero, ma abbiamo ritenuto
doveroso sospendere gli accorpamenti in attesa dell’esito del ricorso
straordinario che abbiamo presentato al Presidente della Repubblica. Il
Governo invece con la scelta di oggi decide di andare avanti e di non
accogliere neppure la nostra richiesta di rivedere almeno i numeri dei
tagli che sono sbagliati perché non si basano sulla reale popolazione
studentesca ma su una sottostima del numero di studentesse e studenti
toscani”.
La Regione Toscana infatti, come già affermato anche precedentemente,
ribadisce che basando il conteggio degli accorpamenti sui numeri reali di
studentesse e studenti, e non sulle stime, si passerebbe dai 16 imposti
quest’anno dal Governo ad 8, dimezzando il numero dei tagli.
La decisione governativa si basa su uno scostamento di circa 8mila
studentesse e studenti tra quanto stimato dal Ministero e quanto attestato
dall’Ufficio Scolastico Regionale della Toscana: 428.679 studentesse e
studenti contro 436.671 iscritte e iscritti reali.
Presidente e assessora hanno anche sottolineato il confronto che in questi
mesi c’è stato con enti locali e sindacati.
“A nostro avviso il Governo avrebbe dovuto – questo il parere di Giani e
Nardini – attendere il pronunciamento del Presidente della Repubblica in
merito alla questione. Invece ha voluto procedere d’imperio con una
decisione che continuiamo a ritenere profondamente sbagliata, dettata
soltanto dalla volontà di tagliare a tutti i costi e non adeguata alla
realtà scolastica della nostra Regione, che aveva gia’ visto in passato un
corretto dimensionamento con la creazione di istituti comprensivi in
un’ottica di continuità verticale. Adesso questi tagli rischiano di avere
ripercussioni negative dal punto di vista sia didattico che occupazionale.”
Il numero delle istituzioni scolastiche autonome attualmente presenti in
Toscana è di 466 ma con gli accorpamenti diventerebbero 450. Sono infatti
previsti 4 accorpamenti nella provincia di Lucca, 3 in quelle di Massa
Carrara e di Pistoia, 2 per la Città Metropolitana di Firenze e
altrettante per la Provincia di Grosseto e per la Provincia di Siena.