(AGENPARL) - Roma, 8 Gennaio 2026(AGENPARL) – Thu 08 January 2026 Sicurezza: Mauri (Pd), morte capotreno certifica fallimento politiche
governo
“L’uccisione del capotreno Alessandro Ambrosio in stazione a Bologna
riporta drammaticamente l’attenzione sulla sicurezza nelle principali aree
urbane e in particolari nel mondo dei trasporti. Un settore in cui sono
particolarmente esposti i lavoratori e le lavoratrici e dove si registrano
sempre più spesso fatti gravi”. Così in una nota Matteo Mauri, responsabile
Sicurezza nella segreteria nazionale del Partito democratico. “Questi fatti
reali – sottolinea – dimostrano che le scelte del governo in questi anni
non hanno dato risultati. Così come denunciano continuamente i sindaci
italiani e come ha ribadito efficacemente anche in questa occasione il
sindaco di Bologna, Matteo Lepore”.
“Non hanno dato risultati i continui aumenti delle pene – continua l’ex
vice ministro dell’Interno – e i nuovi reati previsti nei vari decreti
sicurezza che si sono continuamente susseguiti. Che servono solo per
conquistare qualche titolo di giornale, ma che hanno il grosso difetto di
intervenire solo a valle dei delitto e senza avere alcun effetto deterrente.
Così come non ha dato risultati l’introduzione delle cosiddette ‘Zone
Rosse’, istituite tra l’altro spesso senza alcun confronto con i Sindaci
delle città interessate. Zone Rosse che quasi sempre hanno avuto effetti
assolutamente trascurabili di allontanamenti e arresti. Un fallimento
dimostrato dagli ultimi dati dello stesso ministero dell’Interno, che
misero 0,6%”.
“L’inefficacia complessiva di questi interventi a spot – prosegue
l’esponente dem – è causata anche dal fatto che in alcune occasioni hanno
semplicemente trasferito le situazioni critiche in altre zone, dove si è
contestualmente ridotto il presidio del territorio. Non c’è stato infatti
nel frattempo alcun aumento degli organici delle forze dell’ordine. Anzi,
al contrario, la polizia di Stato ha visto diminuire i propri effettivi in
tutti questi anni di governo Meloni. A fine 2025 – spiega Mauri – si sono
ulteriormente ridotti di 1.500 unità, segnando un sottorganico di quasi
13.000 agenti. Un minimo storico inaccettabile. Come PD abbiamo più volte
denunciato questo stato delle cose e avanzato proposte concrete, anche
nell’ultima legge di Bilancio. Ma il governo ha risposto sempre no, sia
all’aumento degli organici sia a trattamenti migliorativi per chi
garantisce la sicurezza nel nostro Paese. Qui si vede tutta la distanza tra
la propaganda a favore di telecamere e la realtà. Ma – conclude – a farne
le spese sono le persone più fragili o più esposte per i luoghi in cui
abitano o in cui lavorano”.
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