(AGENPARL) - Roma, 30 Dicembre 2025(AGENPARL) – Tue 30 December 2025 **Fine vita, Giani: “Impianto legge resta valido. Pronti a rivedere
profili segnalati da Corte”**
**Per Consulta le Regioni hanno potestà a legiferare sulla materia: uffici
subito al lavoro per adeguare il testo**
/Scritto da Walter Fortini, martedì 30 dicembre 2025 alle 18:00/
La legge toscana sul fine vita rimane, anche se dovrà essere in parte
modificata. “Alla luce della sentenza della Corte costituzionale –
evidenzia il presidente Eugenio Giani – l’impianto legislativo della nostra
legge è risultato valido ed esprimo per questo la mia soddisfazione. Con
spirito costruttivo adesso siamo pronti e provvederemo a rivedere o
eliminare dal testi quei profili che necessitano una modifica e che ci sono
stati segnalati dai giudici”.
E’ quanto chiarisce il presidente della Toscana dopo la pubblicazione ieri
della sentenza della Corte costituzionale che ha accolto, solo in parte, il
ricorso del governo contro la legge che la Regione aveva approvato a
febbraio del 2025 sul fine vita, regolando allora modalità organizzative e
tempi per accedere al suicidio medicalmente assistito in caso di persone in
condizioni sanitarie gravissime e irreversibili, già peraltro definite in
precedenza dalla Consulta.
La legge toscana voleva colmare un vuoto applicativo, prevedendo
l’istituzione di commissioni multidisciplinari presso le aziende sanitarie,
la definizione di una procedura per la presentazione e la valutazione delle
richieste di accesso al suicidio medicalmente assistito, il coinvolgimento
dei comitati etici, l’indicazione di termini per le verifiche (venti giorni
dal ricevimento dell’istanza) e la possibilità di garantire l’assistenza
sanitaria necessaria per la preparazione all’autosomministrazione del
farmaco autorizzato, anche attraverso risorse regionali aggiuntive rispetto
ai livelli essenziali di assistenza affinché le prestazioni fossero
gratuite.
La Corte, che nel 2019 aveva invitato il legislatore statale a provvedere
ad una disciplina organica della materia, ha respinto le censure statali
sull’intera legge n. 16 del 2025, riconoscendo dunque la legittimità a
legiferare. La Regione dovrà però ora riscrivere alcuni articoli ed
eliminare le parti dichiarate incostituzionali dalla Consulta, come i
requisiti di accesso, tempistiche rigide e livelli essenziali di assistenza
che rientrerebbero per i giudici nella potestà solo statale. L’ufficio
giuridico si metterà subito al lavoro al rientro dalle festività.
“Rispetto al governo, che aveva chiesto la radicale eliminazione della
legge, la Corte ha determinato la validità della legge e la potestà delle
Regioni di disciplinare la materia per quanto di loro competenza – riassume
ancora Giani -. L’analisi di dettaglio dei punti dei quali la Consulta
chiede una riscrittura o revisione ci porterà ad adeguare il testo di
legge e a renderlo organico, alla luce delle indicazioni che non toccano
l’impostazione ordinamentale della legge regionale toscana”.