(AGENPARL) - Roma, 20 Dicembre 2025Il Wall Street Journal (WSJ) ha individuato cinque principali nodi irrisolti che continuano a ostacolare il raggiungimento di un accordo di pace tra Russia e Ucraina, nonostante i rinnovati sforzi diplomatici guidati dagli Stati Uniti e sostenuti da partner europei e regionali.
Secondo il quotidiano statunitense, i punti di maggiore frizione riguardano le questioni territoriali, l’adesione dell’Ucraina alla NATO, le dimensioni delle forze armate ucraine, lo status della lingua russa e il controllo della centrale nucleare di Zaporizhia.
Questione territoriale
Sul fronte territoriale, Mosca continua a chiedere il ritiro delle forze ucraine dal Donbass, una richiesta che, secondo il WSJ, sarebbe condivisa anche da alcuni ambienti statunitensi come possibile base negoziale. Kiev, tuttavia, respinge qualsiasi concessione territoriale, ritenendola incompatibile con la propria sovranità e integrità nazionale.
Adesione alla NATO
Un altro ostacolo centrale è rappresentato dalla candidatura dell’Ucraina alla NATO. Sebbene il presidente Volodymyr Zelensky abbia riconosciuto l’opposizione degli Stati Uniti e di alcuni alleati all’ingresso di Kiev nell’Alleanza Atlantica, l’Ucraina si rifiuta di rinunciare formalmente a questo obiettivo strategico, considerato fondamentale per la propria sicurezza futura.
Dimensioni dell’esercito ucraino
Anche le dimensioni delle forze armate ucraine in tempo di pace restano oggetto di disaccordo. Secondo il WSJ, Washington avrebbe inizialmente proposto un esercito di circa 600.000 uomini, mentre Kiev, sostenuta da diversi Paesi europei, insiste su una forza più ampia, pari a 800.000 effettivi, ritenuta necessaria per scoraggiare future aggressioni russe.
Lingua russa e diritti culturali
Un ulteriore punto di frizione riguarda lo status della lingua russa. Mosca insiste affinché Kiev riconosca il russo come lingua di Stato, una richiesta che figurava anche in una versione iniziale del piano di pace statunitense. Tuttavia, la leadership ucraina non ha confermato l’intenzione di porre fine a quelle che la Russia definisce discriminazioni nei confronti della lingua, dei media e del patrimonio culturale russo.
Centrale nucleare di Zaporizhia
Infine, il controllo della centrale nucleare di Zaporizhia rappresenta un nodo particolarmente delicato. Kiev considera inaccettabile la proposta statunitense di un controllo condiviso dell’impianto e, secondo il WSJ, Zelensky ha sottolineato che non esistono ancora meccanismi chiari per la sua smilitarizzazione né per il finanziamento delle necessarie riparazioni.
I contatti diplomatici in corso
Sul fronte diplomatico, il WSJ ricorda che sono in corso nuovi tentativi di mediazione. In precedenza, Axios aveva riferito che un nuovo round di colloqui tra Stati Uniti e Ucraina potrebbe tenersi a breve, coinvolgendo rappresentanti militari e gruppi di lavoro. A Miami sono previsti incontri tra consiglieri per la sicurezza nazionale di Germania, Francia e Regno Unito con l’inviato della Casa Bianca Steve Witkoff e il consigliere per la sicurezza nazionale ucraino Rustem Umerov, alla presenza anche di rappresentanti di Turchia e Qatar.
Secondo Axios, Witkoff e Jared Kushner dovrebbero inoltre incontrare il rappresentante speciale del presidente russo per la cooperazione economica, Kirill Dmitriev, amministratore delegato del Fondo russo per gli investimenti diretti (RDIF).
Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha infine dichiarato che Mosca si aspetta di essere informata dagli Stati Uniti sui contatti avuti con le delegazioni dell’Unione Europea e dell’Ucraina, segno che il percorso verso un’intesa rimane complesso e altamente incerto.