(AGENPARL) - Roma, 19 Dicembre 2025(AGENPARL) – Fri 19 December 2025 211/2025
Roma, 19 dicembre 2025
Bene comunicazioni (+6,4%) e servizi ricreativi (+1,4%), in calo automobili (-4%), elettrodomestici (-4%) e alimentari e bevande (-0,5%)
CONGIUNTURA CONFCOMMERCIO: ECONOMIA E CONSUMI ANCORA DEBOLI MA SEGNALI DI RIPRESA
Il quadro congiunturale che si va delineando per questo ultimo quarto del 2025 sembra consolidare la suggestione, di cui davamo conto il mese scorso, di un’economia che, seppure ancora debole, dovrebbe aver superato la fase più critica.
Al di là dei segnali positivi che emergono dal turismo, con i primi indizi di un miglioramento anche della domanda da parte degli italiani, e dall’occupazione, sui massimi seppure in rallentamento, si vanno consolidando le attese favorevoli delle imprese e si concretizzano tangibili, ancorché fragili, segni di ripresa dei consumi.
Restano, tuttavia, dubbi sull’intensità dell’eventuale ripresa, atteso che la produzione industriale si muove senza che si possa individuare un trend favorevole.
Le criticità nell’individuare la forza di una nuova fase ciclica positiva si leggono anche nelle nostre stime sul PIL. Dopo la buona stima per settembre che per effetto trascinamento dovrebbe aver guidato la favorevole dinamica del quarto trimestre stimato a +0,6% congiunturale, il PIL sembra essere tornato su un territorio di crescita più moderata (tab.1). Nel mese di dicembre si stima, infatti, una variazione congiunturale nulla, comunque coerente con un’apprezzabile crescita tendenziale all’1,1%. Queste valutazioni confermano la nostra indicazione di una variazione del PIL dello 0,6% nella media non destagionalizzata del 2025 e lasciano ampi spazi per il raggiungimento di una crescita prossima all’1% per il 2026.
Elementi di fragilità si confermano, anche a novembre, per i consumi, soprattutto per i prodotti più maturi. La spesa delle famiglie, misurata nella metrica dell’ICC, aumenta, secondo le nostre stime, di un decimo di punto rispetto a novembre 2024 (tab. 2). Se la variazione anno su anno appare marginale, la variazione congiunturale (+0,6% rispetto a ottobre) sembra preludere a una fine d’anno più favorevole e sostiene le attese di un 2026 finalmente tonico. A livello generale permane la tendenza, in atto ormai da alcuni anni, a privilegiare le spese per i beni e servizi legati al tempo libero a svantaggio di quelli più tradizionali: la variazione della spesa reale resta in territorio negativo per l’automotive, gli alimentari, i mobili e gli elettrodomestici.
In questo contesto spinte più favorevoli al recupero della domanda potrebbero provenire dalla piena consapevolezza da parte delle famiglie di un’inflazione sotto controllo. Secondo le nostre stime, a dicembre, dopo un trimestre di generalizzata riduzione, i prezzi si dovrebbero muovere marginalmente (+0,1%) con un’inflazione che su base annua si confermerebbe all’1,1%.
TAB. 1 – Pil mensile (dati destagionalizzati)
Variazioni Congiunturali Variazioni Tendenziali
I trimestre ’25 0,3 0,8
II trimestre -0,1 0,5
III trimestre 0,1 0,6
IV trimestre 0,6 0,9
Ago ’25 -0,4 0,1
Set 0,7 1,0
Ott 0,1 0,8
Nov 0,2 0,9
Dic 0,0 1,1
Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Confcommercio
ICC (INDICATORE CONSUMI CONFCOMMERCIO)
A novembre 2025 l’Indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) è stimato in crescita dello 0,1% nel confronto con lo stesso mese del 2024. La valutazione è sintesi di una riduzione della spesa per i beni (-0,3%) e di una crescita di quella per i servizi (1,3%; tab. 2). Il marginale miglioramento va letto anche alla luce delle dinamiche congiunturali del dato destagionalizzato. La crescita dello 0,6%, dato che consolida i segnali di miglioramento emersi già a ottobre, sembra indicare come, dopo un terzo trimestre non favorevole, la domanda sia entrata in una fase lievemente più dinamica. La stima autorizza un cauto ottimismo per gli acquisti di dicembre e, in prospettiva, per il prossimo anno.
LE DINAMICHE TENDENZIALI
Le stime di novembre 2025 sono, come di consueto, sintesi di andamenti articolati delle diverse funzioni di consumo che compongono l’ICC. A livello generale si conferma la tendenza, in atto ormai da alcuni anni, delle famiglie a privilegiare le spese per i prodotti percepiti come maggiormente rappresentativi del proprio benessere a svantaggio di quelli più maturi.
In un contesto che complessivamente sembra indicare una situazione lievemente meno negativa sono comunque ancora pochi i segmenti che mostrano spunti di crescita su base annua. L’incremento più significativo si conferma quello relativo ai consumi di beni e servizi per la comunicazione (+6,4%). Variazioni positive si sono registrate anche per i beni e i servizi per la cura della persona (+0,7%) e per gli alberghi e i pasti e le consumazioni fuori casa (+0,6%). Dopo i consistenti cali degli ultimi anni la domanda per abbigliamento e calzature sembra aver raggiunto una fase di stabilizzazione, con una riduzione dello 0,1% su base annua. Dato che non rende meno critica una situazione che ha visto un progressivo allontanamento dai livelli di consumo del 2019. Le altre macro-funzioni incluse nell’indicatore evidenziano un arretramento, su base annua, dei quantitativi acquistati dalle famiglie. Le maggiori difficoltà si confermano quelle relative al segmento dei beni e i servizi per la mobilità (-2,3%). Più contenute, ma non meno significative, sono le riduzioni registrate per i beni e i servizi ricreativi (-0,8%), per gli alimentari, le bevande e i tabacchi e per i beni e i servizi per la casa (-0,4%).
A livello di singole voci di consumo mostrano variazioni positive gran parte dei segmenti la cui domanda è attinente al tempo libero come i trasporti aerei (+8,7%), la spesa per gli alberghi (+2,2%), i servizi ricreativi in senso stretto (1,4%) e, in misura più contenuta, i pasti e le consumazioni fuori casa (+0,3). In decisa ripresa si stimano i consumi di energia elettrica (+4,9%). Relativamente alle altre funzioni di spesa, oltre alle riduzioni rilevate per le auto (-4,0%), per gli elettrodomestici (-4,0%) e per gli alimentari e le bevande (-0,5%) si segnala il ritorno in territorio negativo dei carburanti (-1,5%) e della domanda per i mobili e gli articoli d’arredamento (-0,5%).
TAB. 2 – VARIAZIONI TENDENZIALI DELL’ICC IN QUANTITA’ (dati grezzi)
Var. % su base annua Var. % su 2019
Anno Anno II trim III trim. Ott Nov Anno Gen-nov
SERVIZI 3,9 1,3 1,3 0,3 1,0 1,3 0,3 1,0
BENI -1,3 0,9 -0,6 -1,0 -0,5 -0,3 -0,6 -1,7
TOTALE 0,4 1,0 0,0 -0,5 0,0 0,1 -0,3 -0,8
Beni e servizi ricreativi -1,1 -1,7 -1,4 -1,4 -1,8 -0,8 -3,6 -4,8
– servizi ricreativi 42,6 -8,7 5,4 -5,2 0,7 1,4 6,4 10,9
– giochi, giocattoli, art. per sport e campeggio -1,0 -0,7 -0,8 1,1 0,7 0,3 -1,2 -1,8
Alberghi, pasti e consumazioni fuori casa 6,3 1,7 1,1 0,1 0,2 0,6 0,3 0,6
– alberghi 9,5 2,6 2,4 1,5 1,6 2,2 -0,5 0,8
– pubblici esercizi 5,4 1,4 0,7 -0,5 -0,3 0,3 0,6 0,5
Beni e servizi per la mobilità (*) 7,0 5,3 -4,5 -2,8 -3,3 -2,3 0,5 -3,1
– automobili 22,1 6,7 -14,7 -12,0 -12,2 -4,0 2,1 -8,3
– carburanti -3,1 3,9 1,8 1,8 1,8 -1,5 2,5 2,8
– trasporti aerei 9,1 18,8 5,3 2,5 4,8 8,7 -32,2 -28,7
Beni e servizi per la comunicazione -1,1 6,9 7,9 11,6 11,0 6,4 17,4 27,5
– servizi per le comunicazioni 3,6 1,1 0,2 3,5 3,9 1,2 -5,3 -3,9
Beni e servizi per la cura della persona -0,7 -0,7 0,1 0,5 1,2 0,7 4,3 4,9
– prodotti farmaceutici e terapeutici -2,2 0,0 -1,0 -1,2 0,3 0,0 6,0 5,7
Abbigliamento e calzature -2,5 -1,0 -1,9 -2,3 0,1 -0,1 -9,1 -10,9
Beni e servizi per la casa -2,3 0,7 -0,7 -1,5 -0,8 -0,4 2,2 0,9
– energia elettrica -2,1 2,2 1,3 -3,8 0,2 4,9 -1,1 -1,8
– mobili, tessili e arredamento per la casa -3,3 -2,4 -2,6 -0,3 0,9 -0,5 -3,5 -5,5
– elettrodomestici, TV e altri apparecchi -3,0 6,6 -2,4 -5,7 -4,3 -4,0 14,4 11,2
Alimentari, bevande e tabacchi -2,8 -0,7 1,6 -1,3 0,0 -0,4 -3,7 -4,4
– alimentari e bevande -3,6 -0,7 1,8 -1,4 0,0 -0,5 -5,1 -5,9
– tabacchi 2,5 -0,3 0,1 -0,2 0,2 0,0 6,7 6,5
(*) Nella voce beni e servizi per la mobilità è stata inclusa la spesa per servizi postali e di corriere precedentemente inclusa nelle comunicazioni
