(AGENPARL) - Roma, 18 Dicembre 2025(AGENPARL) – Thu 18 December 2025 Prefettura di Cagliari
Comune di Cagliari
Patto per l’attuazione della sicurezza urbana
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Comune di Cagliari
Il Prefetto della Provincia di Cagliari e il Sindaco del Comune di Cagliari
PREMESSO CHE
– la sicurezza è un diritto primario dei cittadini, e che come tale deve essere garantita in via
prioritaria al fine di assicurare lo sviluppo sociale ed economico del territorio, nonché una
adeguata qualità di vita;
– l’analisi degli attuali fenomeni di illegalità, spesso caratterizzati da connotazioni di
pervasività e diffusività particolarmente insidiose, ha riproposto l’esigenza di individuare
nuove e più efficaci strategie, anche attraverso iniziative organiche ed integrate di
prevenzione sociale ponderate sulla specificità dei contesti territoriali, nella piena
consapevolezza dello stretto legame sussistente tra criminalità e disagio sociale e degrado
urbano ed ambientale, segnatamente attraverso la ricerca di nuove forme di cooperazione e
coordinamento tra i vari livelli di governo;
– fenomenologie criminose più ricorrenti, tali da ingenerare un esteso senso di insicurezza
tra la cittadinanza, sono riconducibili ai cc.dd. reati predatori, quali furti, rapine – nelle
varie articolazioni di furti con strappo, rapine in strada e in abitazione -, truffe,
danneggiamento del patrimonio pubblico e privato, situazioni di incuria e degrado degli
spazi urbani;
– la competenza in materia di ordine e sicurezza pubblica e di contrasto alla criminalità
appartiene allo Stato, che la esercita in termini generali attraverso il Prefetto, quale
autorità provinciale di Pubblica Sicurezza, mentre è compito del Sindaco rappresentare le
istanze della comunità locale e favorire quelle iniziative di prevenzione sociale e di
sicurezza urbana che possono concorrere a ridurre l’incidenza di fenomeni di disagio
sociale e di condotte devianti;
– le attuali istanze di tutela avanzate dalla cittadinanza impongono un variegato e
pluridimensionale approccio al concetto di sicurezza, coniugato nelle diverse ma
interconnesse accezioni di sicurezza integrata, intesa quale insieme d’interventi dello
Stato, delle regioni, delle province autonome di Trento e Bolzano, degli enti locali e di altri
soggetti istituzionali, al fine di concorrere, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze e
responsabilità, alla promozione e all’attuazione di un sistema unitario e integrato di
sicurezza per il benessere delle comunità territoriali (art. 1 c. 2 D.L. 14/2017 convertito con
modificazioni dalla L. 18 aprile 2017, n. 48); sicurezza urbana, bene pubblico relativo alla
vivibilità e al decoro delle città, da tutelare attraverso interventi di riqualificazione, anche
urbanistica, sociale e culturale, e recupero delle aree o dei siti più degradati, eliminazione
dei fattori di marginalità e di esclusione sociale; prevenzione della criminalità, in
particolare di tipo predatorio, promozione del rispetto della legalità, affermazione di più
elevati livelli di coesione sociale e convivenza civile, cui concorrono prioritariamente, anche
con interventi integrati, lo Stato, le Regioni e Province autonome di Trento e di Bolzano e gli
enti locali, nel rispetto delle rispettive competenze e funzioni” (art. 4 c. 1 D.L. 14/2017):
infine, sicurezza partecipata, che si caratterizza per la compartecipazione e la condivisione
degli obiettivi e delle strategie di attuazione da parte di soggetti diversi, ovvero i cittadini, le
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istituzioni, e tutti gli attori sociali ed economici che operano sul territorio e che vivono
quotidianamente il problema sicurezza;
– l’innalzamento dei livelli di sicurezza non è soltanto il frutto delle attività di prevenzione e
repressione dei reati poste in essere dall’Autorità giudiziaria, dalle Autorità di Pubblica
sicurezza e dalle Forze di Polizia, ma anche dell’attuazione di una serie di strumenti di
prevenzione situazionale, tesi a rimuovere le cause profonde dei fenomeni di devianza e
degrado e a sostenere la partecipazione dei cittadini al miglioramento complessivo delle
condizioni sociali abitative e dei servizi (cd. Prevenzione comunitaria) e agli interventi di
prevenzione sociale finalizzati al contenimento dei fattori criminogeni;
– su tali linee sono stati previsti specifici strumenti normativi, tra i quali gli accordi per la
sicurezza integrata e i patti per la sicurezza urbana;
– il tema della inclusione e del pieno sviluppo della persona umana, come sancito
dall’articolo 3 della Costituzione italiana – anche nello spazio urbano – è correlato al
perdurante obiettivo del principio della parità di genere e al contrasto alle discriminazioni e
alla violenza contro le donne, definiti come priorità trasversali da perseguire nell’attuazione
di tutte le missioni presenti nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
-la nuova concezione di sicurezza urbana, ponendo l’attenzione all’inclusione, ridefinisce la
centralità che possono assumere i patti per la sicurezza urbana quali strumenti di contrasto
alla violenza di genere, realizzando “città inclusive” e più sicure, che assicurino uguali
condizioni per la partecipazione sociale e civile femminile;
−a tale fine in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza è stata condivisa la
necessità di una collaborazione a sostegno delle attività di promozione della sicurezza dei
cittadini, nonché del controllo e dello sviluppo del territorio, in attuazione di quanto
prescritto dagli strumenti normativi richiamati;
VISTI
gli artt. 117, comma 2 lett. h), e 118 comma della Costituzione della Repubblica italiana
che dispone “Stato, Regioni, Città Metropolitane Province e Comuni favoriscono
l’autonoma iniziativa dei cittadini singoli e associati per lo svolgimento di attività di
interesse generale sulla base del principio di sussidiarietà”;
il Regio Decreto 18 giugno 1931, n. 773 “Testo unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza”;
la Legge 1° aprile 1981, n. 121 “Nuovo ordinamento dell’Amministrazione della
Pubblica Sicurezza e successive modificazioni e integrazioni”;
la Legge 7 marzo 1986, n. 65 “Legge quadro sull’ordinamento della Polizia Municipale”;
l’art. 15 della L. 241/90, il quale prevede che “le amministrazioni pubbliche possono
sempre concludere tra loro accordi per disciplinare lo svolgimento in collaborazione di
attività di interesse comune”;
l’art.16-quater della Legge 19 marzo 1993, n. 68, conversione in legge del Decreto Legge
18 gennaio 1993, n. 8 “Disposizioni urgenti in materia di finanza derivata e di contabilità
pubblica”, concernente l’accesso della Polizia Municipale agli schedari dei veicoli rubati
e documenti d’identità del CED;
il Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267 “Testo Unico delle leggi sull’ordinamento
degli Enti Locali”;
il Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 “Codice in materia di protezione dei dati
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personali” così come modificato dal decreto legislativo 10 agosto 2018 n. 101, recante
“Disposizioni per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del
Regolamento UE 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016,
relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati
personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE;
il D.M. 12 febbraio 2001 “Direttiva per l’attuazione del coordinamento e della direzione
unitaria delle Forze di Polizia”;
l’art. 1, comma 439, della Legge 27 dicembre 2006, n. 296 che conferisce al Ministro
dell’Interno e, per sua delega, ai Prefetti la facoltà di promuovere, d’intesa con il
Ministero dell’Interno, forme di collaborazione con gli Enti locali per la realizzazione
degli obiettivi del Patto e di programmi straordinari di incremento dei servizi di polizia e
per la sicurezza dei cittadini;
il D.M. del 24 maggio 2012, con il quale viene conferita delega ai Prefetti per la stipula di
convenzioni con le Regioni e gli Enti Locali, in applicazione dell’art. 1, comma 439,
della L. 296/2006;
la Direttiva del Ministro dell’Interno 30 aprile 2015 “Nuove linee strategiche per il
controllo coordinato del territorio”;
il Decreto del Ministro dell’Interno 15 agosto 2017 “Direttiva sui comparti di specialità
delle Forze di polizia e sulla razionalizzazione dei presidi di polizia”;
la circolare del Ministero dell’Interno n. 558/SICPART/422.2/47/316370 dell’8 giugno
2017 a firma del Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza;
le direttive in materia di videosorveglianza emanate dal Ministero dell’Interno, ed in
particolare quelle datate 6 agosto 2010, 2 marzo 2012, 29 novembre 2013 e 8 febbraio
2015;
il Decreto Legge 17 febbraio 2017, n. 13, convertito in Legge n. 46 del 13 aprile
2017;
il Decreto Legislativo 10 agosto 2018 n. 101, recante “Disposizioni per
l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE)
2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016, relativo alla
protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché
alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (regolamento
generale sulla protezione dei dati”;
il Decreto Legge 14 giugno 2019 n. 53, convertito con modificazioni nella Legge 8
agosto 2019 n. 77, segnatamente l’art. 16bis;
il decreto-legge 11 aprile 2025, n. 48 recante “Disposizioni urgenti in materia di
sicurezza pubblica, di tutela del personale in servizio, nonché di vittime dell ’usura e
di ordinamento penitenziario” convertito dalla L. 9 giugno 2025, n. 80;
le Linee Generali delle politiche pubbliche per la sicurezza integrata, approvate dalla
Conferenza Unificata Stato-Regioni-Autonomie Locali il 24 gennaio 2018;
l’art. 5 del Decreto Legge n. 14, del 20 febbraio 2017, convertito con modificazioni in
legge 18 aprile 2017 n. 48, recante “Disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle
città”, il quale prevede che, in coerenza con le “Linee generali di cui all’articolo 2, con
appositi patti sottoscritti tra il prefetto ed il sindaco, nel rispetto delle Linee guida
adottate, possono essere individuati interventi per la sicurezza urbana”;
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il decreto legislativo 18 maggio 2018, n. 51, recante “attuazione della direttiva (UE)
2016/680 del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativa alla
protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali da parte
delle autorità competenti ai fini di prevenzione, indagine, accertamento e perseguimento
dei reati o esecuzione di sanzioni penali, nonché alla libera circolazione di tali dache e
che abroga la decisione quadro 2008/977/GAI del Consiglio (18G0080);
il D.P.R. 15 gennaio 2018, n. 15: “Regolamento a norma dell’art. 57 del decreto
legislativo 20 giugno 2023, n. 196, recante l’individuazione delle modalità di attuazione
dei principi del Codice in materia di protezione dei dati personali relativamente al
trattamento dei dati effettuato, per le finalità di polizia, da organi, uffici e comandi di
polizia”;
le Linee Guida per l’attuazione della sicurezza urbana, di cui all’art. 5 del D.L. 14/2017,
adottate in sede di Conferenza Stato – Città e Autonomie locali il 26 luglio 2018;
la Direttiva del Ministero dell’Interno n. 11001/1/110/(10) del 18 luglio 2018, recante
“Modelli organizzativi e procedurali per garantire alti livelli di sicurezza in occasione di
manifestazioni pubbliche”;
la Direttiva del Ministero dell’Interno n. 17287/110/1 del 26 agosto 2018, recante
“Attività di prevenzione e contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti nei pressi degli
Istituti scolastici. Scuole Sicure”;
la Direttiva del Ministero dell’Interno n. 11013/110 del 20 novembre 2018, recante
“Rafforzamento dell’attività di prevenzione e contrasto allo spaccio di sostanze
stupefacenti. Direttiva”;
la Circolare del Ministero dell’Interno n. 11001/118/7 del 18 dicembre 2018 avente ad
oggetto “Potenziamento delle iniziative in materia di sicurezza urbana da parte dei
Comuni. Domanda di accesso al Fondo di cui all’art. 35quater del decreto legge 4 ottobre
2018 n. 113, convertito con modificazioni dalla Legge 1° dicembre 2018 n. 132”;
la Direttiva del Ministero dell’Interno n. 11001/123/11 del 19 dicembre 2018, recante
“Prevenzione occupazione abusiva degli immobili. Direttive.”;
la Direttiva del Ministero dell’Interno n. 11001/118/7 del 7 aprile 2019, recante
“Ordinanze e provvedimenti antidegrado e contro le illegalità. Indirizzi operativi”;
la Direttiva del Ministero dell’Interno n. 11001/118/7 del 17 aprile 2019, recante
“Ordinanze e provvedimenti antidegrado e contro le illegalità. Indirizzi operativi”.
la Circolare del Gabinetto del Ministro dell’Interno – Uff. II Ord. Sic. Pub. del 21
dal Ministero dell’Interno con l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI), in
materia di servizi di polizia stradale sulla viabilità dei centri urbani;
la Direttiva del Gabinetto del Ministro dell’Interno – Uff. II Ord. Sic. Pub. del 15
dicembre 2022 relativa all’esercizio dei poteri inibitori in materia di esercizi pubblici
connessi alla tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica;
la Circolare del Gabinetto del Ministro dell’Interno – Uff. II Ord. Sic. Pub. del 28 luglio
2023 in materia di malamovida e sicurezza urbana;
la Direttiva del Gabinetto del Ministro dell’Interno – Uff. II Ord. Sic. Pub. del 9 agosto
2023 concernente l’occupazione arbitraria di immobili e relative indicazioni operative:
la Circolare n. 11001/123/110(2) Uff. II – Ord. e Sic. Pubb. Del 26 marzo 2025 recante
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disposizioni in materia di “Prevenzione amministrativa antimafia. Iniziative nel settore
turistico-alberghiero e della ristorazione”;
-il Protocollo Quadro per la legalità e la sicurezza delle imprese in tema di videoallarme
antirapina sottoscritto in data 12 dicembre 2019 tra il Ministero dell’Interno,
Confcommercio Imprese per l’Italia e la Confesercenti Nazionale
l’Accordo-Quadro del 9 gennaio 2020 tra Ministero dell’Interno e Associazione
Nazionale Comuni Italiani (ANCI), concernente i Servizi di Polizia Stradale sulla
viabilità urbana, che assegna un ruolo preminente alle Polizie Locali nell’espletamento
dei citati servizi, nell’intero arco delle ventiquattro ore;
il Protocollo–Quadro Video–Allarme Antirapina del 22 febbraio 2024, sottoscritto tra
Ministero dell’Interno, Confcommercio-Imprese per l’Italia e Confesercenti, rinnovato in
considerazione dei positivi risultati conseguiti nel garantire sempre maggiori livelli di
protezione e sicurezza agli esercizi commerciali e alle imprese grazie al collegamento
dei sistemi di video-allarme con le sale operative delle Forze di Polizia e Associazioni
di categoria, attesa la crescente domanda di sicurezza nel settore delle imprese e degli
esercizi commerciali. Il documento è stato aggiornato rispetto alla precedente edizione
del 2019 per tenere conto della normativa in materia di protezione dei dati personali,
intervenuta successivamente;
il Protocollo d’intesa video – allarme antirapina sottoscritto a Cagliari il 13 marzo 2025,
nell’ambito di quello nazionale, tra la Prefettura di Cagliari, la Confcommercio Imprese
per l’Italia Sud Sardegna e la Confesercenti Cagliari;
il Patto per la sicurezza urbana di Cagliari, sottoscritto in data 28 febbraio 2018, tra il
Prefetto di Cagliari, il Sindaco di Cagliari, il Presidente della Regione Sardegna, il
Presidente dell’Anci Sardegna e il Presidente del Consiglio delle Autonomie Locali, in
linea con quanto previsto dal Decreto-Legge 20 febbraio 2017 n. 14 convertito con
Legge 18 aprile 2017, n. 48 recante “Disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle
città”;
ACQUISITO il relativo nulla osta del Ministero dell’Interno in data 15 ottobre 2025;
RILEVATO CHE
– le istanze di sicurezza provenienti dalla collettività richiedono un alto livello di vigilanza sul
piano strategico e operativo e, di conseguenza, l’attuazione di sistemi integrati di presidio del
territorio, che debbono coinvolgere tutti i livelli di governo, puntando sulle rispettive
specificità e competenze;
– gli interventi delle Forze di polizia devono potersi avvalere della collaborazione della Polizia
locale, impegnata in ambiti quali la sicurezza urbana, stradale, del consumatore e del
territorio, poiché tale collaborazione risulta idonea a rappresentare un valore aggiunto per
l’incisività e aderenza alla realtà locale nonché per l’economia e l’efficacia dei dispositivi di
prevenzione, per cui occorre incentivare l’azione di controlli attraverso presidi fissi o mobili;
– al fine di potenziare l’attività di prevenzione e contrasto di ogni forma di illegalità, sia
necessario incrementare ulteriormente i sistemi di videosorveglianza già in essere, specie
nelle zone maggiormente esposte al rischio di episodi di microcriminalità e di cessione di
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sostanze stupefacenti, elevando il livello tecnologico ai moderni sistemi di rilevazione delle
targhe;
– alla luce delle nuove Linee Guida sulla sicurezza urbana e delle più recenti direttive
ministeriali in materia si rende necessario attivare le sinergie interistituzionali più idonee a
definire ed elevare la cornice entro cui devono potersi prioritariamente sviluppare le azioni e
gli interventi ritenuti utili per soddisfare le nuove istanze di tutela avanzate dalla collettività;
– il Comune di Cagliari conta una popolazione pari a 149.092 unità (anno 2021- fonte ISTAT
2024) e ha come comparti trainanti dell’economia del territorio comunale quello industriale e
quello commerciale e dei servizi. In particolare il territorio è caratterizzato dalla presenza di
numerosi insediamenti industriali e da grossi centri commerciali;
– la forte attrattività di un settore appetibile come quello commerciale, per gli interessi
malavitosi ha determinato l’innalzamento della soglia di attenzione da parte di tutte le
Istituzioni, ai fini della adozione delle iniziative e degli interventi preventivi, diretti ad
impedire eventuali infiltrazioni nell’economia legale;
– pertanto, a fronte dell’aumentata sensibilità verso i problemi della sicurezza e della richiesta
di sicurezza da parte della comunità in un tessuto sociale urbano sempre più articolato sul
piano dei valori e delle culture, è necessario proseguire l’esperienza di collaborazione già in
essere tra gli Uffici periferici dell’Amministrazione dell’Interno, le Forze di polizia e le
Amministrazioni Comunali della provincia, anche con rinnovati modelli di politiche della
sicurezza urbana che, attraverso il coordinato contributo sinergico attuato in sede di CPOSP,
integrino le azioni per la tutela ed il rispetto dell’ordine e della sicurezza pubblica, con le
iniziative volte a sostenere la coesione sociale ed a promuovere la vivibilità del territorio e la
qualità della vita;
LE PARTI CONVENGONO QUANTO SEGUE
Articolo 1
Obiettivi e finalità
La Prefettura di Cagliari e il Comune di Cagliari con l’obiettivo di migliorare la qualità della
vita nel territorio, di favorire l’inclusione sociale e la riqualificazione socio -culturale delle
aree urbane nonché per elevare i livelli di sicurezza e contrastare le situazioni di illegalità,
opereranno congiuntamente al fine di favorire l’implementazione ed il potenziamento degli
strumenti operativi ricompresi nei principali filoni di intervento individuati nell’accordo sulle
Linee generali delle Politiche Pubbliche per la Sicurezza Integrata e nelle Linee guida per
l’attuazione delle politiche per la sicurezza urbana, in particolare con riferimento ai seguenti
obiettivi e settori di intervento:
Prevenzione contro la microcriminalità;
Interscambio informativo;
Prevenzione contro lo spaccio di stupefacenti;
Disagio giovanile e promozioni di percorsi per la cittadinanza attiva;
Contrasto ai fenomeni della disparità di genere e della violenza sulle donne e sui
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minori;
Contrasto al fenomeno delinquenza minorile, del “bullismo”, “cyberbullismo” e dei
reati contro i soggetti vulnerabili;
Prevenzione e contrasto dell’abusivismo commerciale;
Governo e monitoraggio della “movida”;
Misure di contrasto all’infiltrazione della criminalità nelle attività produttive e
commerciali;
Contrasto all’abusivismo edilizio;
Prevenzione dell’occupazione di immobili e spazi pubblici e privati;
Iniziative per la prevenzione di atti illegali o situazioni di pericolo nei confronti degli
operatori economici;
Potenziamento dei collegamenti tra Sale operative.
Articolo 2
Prevenzione contro la microcriminalità
Le Parti concordano che ai fini di una più efficace lotta alla microcriminalità, la tradizionale
azione delle Forze di Polizia, che si sviluppa, in via preventiva, attraverso l’attività di
controllo del territorio, vada inserita all’interno di una più ampia e complessiva azione di
sistema, alla quale deve essere chiamata a concorrere una pluralità di attori:
– la Prefettura si impegna, sentito il C.P.O.S.P., a coordinare le attività delle Forze di Polizia
al fine di garantire un più efficace contrasto ai fenomeni criminali, anche mediante servizi
interforze con l’ausilio della Polizia locale ed avvalendosi delle risultanze dei processi di
georeferenziazione dei reati.
– il Comune assicura il concorso della Polizia locale all’attività di controllo del territorio;
svolge un’azione di sensibilizzazione verso i cittadini sulle cautele da adottare per prevenire
furti; si impegna a garantire l’implementazione degli apparati di videosorveglianza, che potrà
avvenire anche con la previsione della loro realizzazione all’interno dei piani di lottizzazione
o di interventi di riqualificazione delle aree; individua interventi cosiddetti situazionali e
prevenzionali (potenziamento dell’illuminazione pubblica, promozione di luoghi e momenti
di incontro fra i cittadini nelle aree più a rischio), che possono svolgere una funzione
dissuasiva rispetto alla commissione di reati.
Le Parti si impegnano a coinvolgere:
– le Associazioni di categoria degli imprenditori e dei commercianti affinché operino una
capillare attività di informazione e sensibilizzazione presso i propri iscritti in merito alle
buone prassi da seguire per un approccio preventivo al problema, da sviluppare anche
attraverso la realizzazione di impianti di videosorveglianza nei pressi degli esercizi
commerciali e/o degli opifici artigianali e/o industriali, e gli impianti di videoallarme
antirapina e promuovano iniziative volte ad un più contenuto uso del contante, all’attivazione
di sistemi di sicurezza passiva, all’impiego di allestimenti che favoriscono la massima
visibilità interna degli esercizi, al ricorso ad istituti di vigilanza privata;
– gli Enti proprietari o gestori della rete autostradale e di quella stradale, nonché della
Stazione ferroviaria, affinché si impegnino a favorire l’ubicazione di telecamere lungo i
principali snodi di accesso e di uscita dal territorio comunale;
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– i gestori dei servizi di pubblica utilità affinché assicurino una costante opera di
manutenzione degli impianti e degli arredi; attraverso campagne informative, rivolte in
particolare agli anziani ed alle fasce deboli della società, volte a metterli in guardia da
possibili truffe o da persone sospette che si accreditano come rappresentanti dei gestori
medesimi.
Le Parti concordano inoltre sulla opportunità di perseguire gli obiettivi di prevenzione e
contrasto dei fenomeni di criminalità diffusa e predatoria attraverso servizi e interventi di
prossimità, anche attraverso l’attivo coinvolgimento delle reti territoriali di volontariato,
segnatamente per la tutela e la salvaguardia dell’arredo urbano, delle aree verdi e dei parchi
cittadini.
Coerentemente alle summenzionate finalità di tutela del territorio e lotta alla microcriminalità,
e in adesione ai postulati derivanti dal paradigma della sicurezza partecipata, le parti
convengono infine circa l’opportunità di assumere le più utili iniziative atte a consentire
l’adozione di accordi di vicinato.
Nel corso della prevista implementazione e del potenziamento degli strumenti operativi
ricompresi nei filoni di intervento individuati nelle Linee generali delle Politiche Pubbliche
per la Sicurezza Integrata e nelle Linee Guida per l’attuazione della sicurezza urbana, gli
obiettivi di cui all’articolo 1 vengono perseguiti anche attraverso i seguenti strumenti:
– la valorizzazione dell’utilizzo di strumenti tecnologici di difesa passiva al fine di garantire
un adeguato supporto alle attività di prevenzione e contrasto dei reati predatori esercitate dalle
Forze di Polizia, anche in considerazione della comprovata efficacia di tali strumenti sia in via
preventiva che di ausilio all’attività repressiva, ed in particolare l’implementazione degli
impianti di videosorveglianza collegati alle sale operative delle Forze dell’Ordine, la cui
utilizzazione in comune dei sistemi avverrà secondo i principi del “rispetto delle competenze”
di ciascuna componente istituzionale e di “pertinenza e non eccedenza” dei trattamenti dei
dati personali rispetto ai compiti istituzionali assegnati, come stabilito dal D. Lgs. 196/2003 –
Codice in materia di protezione dei dati personali recante disposizioni per l’adeguamento
dell’ordinamento nazionale al regolamento (UE) n. 2016/679 del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al
trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la
direttiva 95/46/CE.
In sede di applicazione pratica saranno individuati gli apparati di videosorveglianza attivati
dall’ente locale, rilevanti per le attività di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica
riservate alle Forze di Polizia;
– l’avvio, ai sensi dell’art. 7 c. 1bis del D.L. 48/2017, di progetti concernenti la messa in opera
a carico di privati di sistemi di videosorveglianza tecnologicamente avanzati, dotati di
software di analisi video per il monitoraggio attivo con l’invio, veicolato dalle sale operative
degli istituti di vigilanza operanti sul territorio, di segnali di allarme alle centrali delle Forze
di Polizia. I progetti in questione potranno essere proposti in particolare dalle seguenti
categorie di soggetti:
1) enti gestori dell’edilizia popolare;
2) amministratori di condominio;
3) imprese, in forma individuale o societaria, di almeno dieci impianti, intendendosi per
tali gli allestimenti finalizzati alla produzione di beni e servizi, indipendentemente dal
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numero di sedi in cui essi sono dislocati;
4) associazioni di categoria;
5) consorzi o comitati comunque denominati costituiti all’uopo tra imprese, professionisti o
residenti.
Sarà inoltre ricercata, previo accordo con le Associazioni di categoria, la forma
tecnologicamente più adeguata per mettere in rete anche i sistemi di videosorveglianza privati,
già presenti o da realizzare, a presidio di aree industriali o zone di espansione commerciale,
banche, farmacie, gioiellerie, tabaccherie, condomini, imprese, eventualmente coinvolgendo
privati ed enti affinché concorrano con un sostegno strumentale, finanziario e logistico, ferma
restando la finalità pubblica dell’intervento, al perseguimento degli obiettivi di controllo e
valorizzazione del territorio.
Il Comune di Cagliari, per finalità di sicurezza urbana, in conformità alle vigenti disposizioni
