(AGENPARL) - Roma, 4 Dicembre 2025(AGENPARL) – Thu 04 December 2025 Il crollo del prezzo del latte, precipitato da 0,68 centesimi litro di
luglio ai 0,48 cents. litro di novembre allarma gli allevatori di bovini
in Basilicata che sono complessivamente 2.608 con una produzione totale di
latte vaccino consegnato alle aziende lattiero-casearie che ammonta a circa
152mila tonnellate di latte. Per Cia-Agricoltori questa dinamica evidenzia
un mercato fuori controllo, schiacciato da eccessi di offerta e fenomeni
speculativi che stanno erodendo la redditività delle aziende. A questo, si
somma la questione del latte “sfrattato” dal 1° gennaio 2026, una vera
bomba a orologeria per le aziende. Nelle principali regioni produttrici,
infatti, si prevedono disdette contrattuali per grandi quantità di
prodotto: solo in Lombardia, si parla di circa 5.000 quintali senza più
destinazione. Una situazione inaccettabile che crea grande caos e
preoccupazione tra gli allevatori.
Più in generale, Cia denuncia un’evidente iniquità nei prezzi: mentre il
latte alla stalla subisce cali drastici, i prezzi al consumo non scendono
con la stessa rapidità, penalizzando gli allevatori e, al contempo, i
consumatori. Sul mercato gravano anche le importazioni a basso costo da
Paesi extra-Ue.
Per fronteggiare una situazione così complessa, Cia porta al Tavolo latte
al Ministero una serie di proposte chiare. Oltre alla prioritaria tutela
del prezzo pagato ai produttori nei contratti, serve un coordinamento di
sistema per governare la futura sovrapproduzione, mettendo in campo un
“patto equo di filiera”. È, quindi, necessario rilanciare l’OCM Latte, per
consolidare le Op, aggregare l’offerta e rafforzare la programmazione,
migliorare la capacità negoziale degli allevatori e, soprattutto,
affrontare attrezzati le crisi. In più, Cia chiede il rifinanziamento del
Fondo filiere e del Fondo sovranità alimentare nella manovra con risorse
dedicate. È prioritario anche individuare nuovi canali di sbocco per le
eccedenze e rilanciare una campagna istituzionale di promozione del consumo
di latte italiano.
“Il settore lattiero-caseario è in un momento decisivo -commenta il
presidente di Cia, Cristiano Fini-. Serve un’assunzione di responsabilità
da parte di tutta la filiera e risposte concrete da subito. Solo così
potremo superare l’emergenza e costruire un modello più equo, competitivo e
sostenibile per il futuro”.
In Basilicata i prodotti lattiero-caseari generano un mercato di 3 milioni
di euro di scambi commerciali.
Il latte non può essere trattato come una commodity e gli allevatori non
devono pagare le conseguenze di un mercato squilibrato. Per questo, bisogna
difendere il giusto prezzo e gli impegni contrattuali, rilanciare l’OCM
Latte e costruire un vero e proprio “patto” di filiera anche per gestire le
eccedenze.