(AGENPARL) - Roma, 27 Ottobre 2025 - In occasione del Convegno “Rilancio del Turismo Termale – Il benessere delle acque come risorsa per il futuro”, che si sta svolgendo a Fiuggi presso la Sala Mescita della Fonte Bonifacio VIII, l’Agenparl ha intervistato Ester Colutta, Amministratore delle Terme Stufe di Nerone (Napoli).
Come vede l’evoluzione del turismo termale in Italia nei prossimi anni?
«Il turismo termale in Italia sta vivendo una fase di profonda trasformazione, orientata sempre più verso esperienze integrate di benessere, prevenzione e salute. Le terme non sono più solo un luogo di cura, ma veri e propri centri di rigenerazione fisica e mentale. Credo che la chiave del futuro sia saper coniugare la tradizione termale italiana con innovazione, qualità dei servizi e valorizzazione del territorio, rendendo l’offerta attrattiva durante tutto l’anno.»
Come evolve il mix tra offerta terapeutica e offerta di benessere/wellness nel Suo centro?
«Alle Terme Stufe di Nerone l’offerta terapeutica, antroterapia, balneoterapia, aerosolterapia, fangoterapia e riabilitazione motoria si integrano con esperienze di benessere, come massaggi e trattamenti e programmi personalizzati di fitness in acqua. Questo approccio integrato consente di offrire ai nostri ospiti un percorso completo, che unisce momenti di relax e prevenzione a trattamenti mirati per migliorare mobilità e benessere generale, valorizzando al contempo l’esperienza sensoriale dell’acqua termale. Le nostre acque termali, utilizzate fin dai tempi dell’Antica Roma e profondamente radicate nella tradizione dei Campi Flegrei, migliorano la mobilità, riducono le tensioni croniche e favoriscono il recupero fisico; parallelamente le esperienze di benessere contribuiscono ad alleviare lo stress e a ristabilire l’armonia mentale. Un rituale che collega passato e presente, offrendo agli ospiti un’esperienza di qualità e senso del tempo.»
Il Suo centro partecipa a ricerche scientifiche per validare gli effetti delle acque termali e migliorare i protocolli terapeutici?
«Sì, collaboriamo attivamente con istituti di ricerca e università per studiare e validare gli effetti delle nostre acque termali. Queste collaborazioni ci consentono di aggiornare costantemente i protocolli terapeutici, garantendo trattamenti efficaci, sicuri e fondati su evidenze scientifiche.
Di recente abbiamo partecipato, insieme alla professoressa Costantino, alla presentazione di uno studio condotto anche con le nostre acque presso le Terme di Lurisia (Piemonte), che ha dimostrato l’efficacia della cura termale nel recupero post Covid, sia sul piano respiratorio che motorio e riabilitativo.»
Guardando al futuro, quali investimenti considera prioritari per restare competitivo (strutturali, energetici, formativi, promozionali)?
«Prioritari sono gli investimenti infrastrutturali, come il nuovo centro di fisioterapia e riabilitazione motoria con piscina termale, per ampliare l’offerta terapeutica e riabilitativa, di prossima apertura. Accanto a questo, investiamo nella formazione continua del personale, nell’efficienza energetica delle strutture e in strategie di comunicazione mirate, per attrarre ospiti sia italiani che internazionali, offrendo un’esperienza termale moderna e completa.»
Quanto ritiene utile (e impegnativo) istituire la Giornata nazionale delle terme d’Italia?
«Una Giornata nazionale dedicata alle terme sarebbe estremamente utile per valorizzare un patrimonio naturale e culturale unico come quello termale italiano. Sarebbe un’occasione per far conoscere al grande pubblico le potenzialità delle acque termali, la loro efficacia nei percorsi di prevenzione e benessere, e il ruolo che i centri termali svolgono nella tutela della salute e nella promozione dei territori.
Naturalmente, perché l’iniziativa sia davvero incisiva, occorre un impegno congiunto tra istituzioni, operatori e comunità locali: solo così il termalismo potrà essere percepito non come un settore di nicchia, ma come un pilastro stabile del turismo e della salute in Italia.»
