
(AGENPARL) – Fri 29 August 2025 *Barcaioli invia a Valditara una richiesta di “modifica in autotutela” per
rivedere i conti sul dimensionamento scolastico: “L’Umbria continua a
essere penalizzata”*
(aun) – Perugia, 29 agosto 2025 – “Agiremo con tenacia per scongiurare il
dimensionamento scolastico imposto dal Ministero, che depaupera il
territorio, spezza le comunità e ignora del tutto gli studenti e le
studentesse – spiega l’assessore all’Istruzione della Regione Umbria, Fabio
Barcaioli – Sulla scia di tutte le azioni già intraprese, oggi abbiamo
inviato al ministero dell’Istruzione una richiesta di “modifica in
autotutela”, primo passo legale del ricorso al Tar, pronto non appena il
decreto sarà ufficializzato. L’Umbria non resterà a guardare mentre viene
ancora una volta penalizzata. Basta soprusi: difenderemo scuole, studenti e
territori con tutte le armi che la legge ci mette a disposizione”.
Il decreto interministeriale del 30 giugno 2025 assegna all’Umbria 130
dirigenti per l’anno scolastico 2026/2027, lo stesso numero già stabilito
in passato. A tutte le altre regioni è stato riconosciuto un incremento
medio dell’1,6%, negato invece all’Umbria, senza alcuna spiegazione.
Secondo i conteggi elaborati dagli uffici regionali e allegati alla
missiva, anche la nostra regione avrebbe diritto ad almeno due unità in più.
Nei giorni scorsi si è svolto un incontro tecnico con il Ministero, ma
nonostante le richieste della Regione non sono stati forniti chiarimenti
sui criteri di calcolo adottati. “Il confronto non è stato soddisfacente –
osserva Barcaioli – le spiegazioni che attendevamo non sono arrivate.
Restano in piedi tutte le criticità, a partire dalla disparità di
trattamento che subiamo rispetto ad altre regioni in condizioni analoghe”.
E ancora: “Questa esclusione è un segnale pericoloso per i nostri
territori. Le scuole sono presìdi fondamentali, tengono vive le comunità,
sostengono le famiglie e garantiscono ai ragazzi pari opportunità e
inclusione”.
La Regione ha chiesto al ministero dell’Istruzione una modifica immediata
del decreto o, in alternativa, chiarimenti puntuali sui criteri adottati.
In mancanza di risposte, si riserva di impugnare l’atto davanti al
Tribunale amministrativo. La direzione intrapresa dal Ministero appare
ancora più sbagliata alla luce dei ripetuti pronunciamenti dei giudici
amministrativi: l’ennesima sentenza del Tar Lazio ha infatti annullato il
piano regionale di dimensionamento, confermando l’inadeguatezza dei criteri
applicati.
“Anche se a volte sembra di combattere contro i mulini a vento, non ci
arrenderemo – conclude Barcaioli – Difendere la scuola significa difendere
il futuro dei nostri giovani e dell’intera Umbria”.