
(AGENPARL) – Thu 17 July 2025 **Economia circolare, seminario sul recupero di litio dalle brine
geotermiche**
Valutare la possibilità e le potenzialità del recupero di litio dalle
brine geotermiche, nell’ambito di una strategia di economia circolare.
Questo l’obiettivo di un seminario con tecnici ed esperti del settore
organizzato da ARPAT che si è si è svolto oggi, 17 luglio, a Firenze,
nella sede della Presidenza della Regione Toscana.
In un contesto globale, caratterizzato da una crescente domanda e da
un’offerta limitata di materie prime critiche, l’Unione Europea e l’Italia
si trovano di fronte alla necessità di diversificare e rendere più
sostenibili le fonti di approvvigionamento. Tra queste risorse, il litio
riveste un ruolo fondamentale per la transizione energetica, in particolare
per la produzione di batterie per veicoli elettrici e sistemi di accumulo
energetico.
“ARPAT – ha spiegato il presidente *Eugenio Giani* – sta lavorando ad uno
studio per comprendere se è possibile ottenere del litio, materia critica
e strategica per la transizione green, dai fluidi del processo geotermico,
nei quali è presente in quantità non trascurabile. Della possibilità di
recuperare il litio dai fluidi geotermici abbiamo già parlato anche con
Enel Green Power, durante l’anno che ha condotto al nuovo accordo per il
rinnovo delle concessioni geotermiche. Visto che gli studi dimostrano la
presenza di materiali rari nei fluidi geotermici presenti nel sottosuolo,
abbiamo quindi incaricato ARPAT di studiare la possibilità e l’impatto di
un loro eventuale recupero. Questo significherebbe il rilancio di
un’attività di economia circolare in Toscana non impattante sul
territorio. I primi riscontri sono positivi e per questo il nostro studio
va avanti”.
“Il litio – aggiunge l’assessora regionale all’ambiente ed all’economia
circolare *Monia Monni *- rappresenta una risorsa essenziale per l’economia
e la tecnologia moderna, il cui approvvigionamento è difficile o
rischioso. Si tratta di una materia prima critica strategica per settori
come l’elettronica e le infrastrutture digitali e data la sua scarsità e
le difficoltà di approvvigionamento c’è addirittura chi parla di
riattivare vecchie miniere situate in territori di pregio. Come Regione
Toscana, invece, stiamo valutando la possibilità di recuperare il litio
dagli scarti del processo di sfruttamento di dell’energia geotermica, cioè
di attuare alla massima potenza il concetto chiave dell’economia circolare:
il recupero di materie prime dagli scarti”. “I fluidi geotermici
contengono litio – aggiunge l’assessora – questo è un fatto. Noi vogliamo
capire se e come è possibile recuperarlo e rimetterlo sul mercato. Per
fare questo ci affidiamo al nostro braccio tecnico-scientifico, ARPAT e
agli esperti della società Ricerca Sistema Energetico (R.S.E. SpA) che è
una società controllata dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE S.p.A.)
interamente partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze”.
“Secondo le stime dell’International Energy Agency (IEA)- ha affermato
*Pietro Rubellini*, direttore di ARPAT – la richiesta di litio è cresciuta
del 30% e dal 2029 l’estrazione mineraria non sarà più sufficiente a
coprire la domanda, considerando il fatto che i minerali sono a bassa
concentrazione di litio. Inoltre, dal punto di vista degli impatti
ambientali gli scavi sono altamente impattanti e la capacità estrattiva
del litio incontra limiti tecnologici oggettivi. Pertanto, bisogna far
ricorso all’economia circolare e mettere in atto strategie tecnologicamente
avanzate finalizzate all’individuazione di flussi di rifiuti industriali e
urbani ad elevato contenuto di litio, quali ad esempio i Rifiuti da
Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE). È l’idea che sta alla
base dell’urban mining, nota come ‘estrazione urbana’ con cui si intende il
processo virtuoso che permette di effettuare una raccolta differenziata
finalizzata ad estrarre dai rifiuti, metalli e materiali preziosi e rari,
destinate a entrare in un circuito di economia circolare in veste di
materie prime seconde, dando così nuova vita a quelli che normalmente
sarebbero stati trattati come scarti. Trasformare le discariche in miniere
è invece, alla base del landfill mining, ovvero svuotare ed estrarre
materie prime valorizzabili come i rifiuti elettronici dalle vecchie
discariche. Il ruolo di ARPAT – ha concluso Rubellini – è quello di
definire le pratiche corrette e i flussi rispetto a questo tipo di
attività. E tra queste vi rientra la possibilità di estrarre litio dalle
brine geotermiche di scarto, derivanti dalle attività di sfruttamento
dell’energia geotermica”.
Durante il seminario sono intervenuti, oltre al presidente Giani,
all’assessora Monni e al direttore generale di ARPAT Pietro Rubellini,
anche Francesca Andreis del settore geotermia ARPAT che ha contribuito con
una relazione su “Le attività di monitoraggio e controllo di ARPAT e le
conoscenze sulle brine geotermiche”; Domenico Cipriano, Ricerca Sistema
Energetico (R.S.E. S.p.A.) con una relazione sulle “Materie prime
critiche: la ricerca R.S.E.”, Maurizio Guerra, ISPRA – che ha parlato dei
“Minerali strategici dalle brine geotermiche” e Andrea Dini, Istituto
di Geoscienze e Georisorse del CNR (IGG-CNR Pisa) che ha focalizzato
l’attenzione sul “Potenziale per litio in Italia: quale ruolo e
prospettive nel panorama globale”.
Le brine geotermiche, di cui esistono varie tipologie, rappresentano una
risorsa ancora poco sfruttata ma estremamente promettente per l’estrazione
di litio. In Europa, aree ad alto potenziale sono già state identificate,
tra cui la Upper Rhine Valley in Germania e, in Italia, alcune zone della
Toscana e del Lazio.
La dipendenza europea da forniture esterne – spesso concentrate in pochi
Paesi terzi – accentua il rischio di interruzioni lungo la catena di
approvvigionamento. Il Regolamento UE 2024/1252 ha ufficialmente
riconosciuto il litio come materia prima critica, evidenziando l’urgenza di
sviluppare fonti interne alternative. A supporto di questa transizione,
l’Italia ha introdotto il Decreto-legge 84/2024, che definisce un quadro
normativo per accelerare lo sviluppo di progetti strategici legati
all’estrazione, trasformazione o riciclo delle CRM (Critical Raw
Materials). Il decreto prevede procedure semplificate e stabilisce
requisiti di sostenibilità ambientale, sociale e tecnica, basati su
criteri internazionalmente riconosciuti (UNFC).
La valorizzazione delle risorse geotermiche per l’estrazione del litio si
inserisce perfettamente in una visione di economia circolare: un modello in
cui i processi produttivi permettono il massimo del recupero di materiali
anche dagli scarti di produzione.