(AGENPARL) - Roma, 5 Giugno 2025(AGENPARL) – Thu 05 June 2025 **Libri per capire. “Come nasce il destino” e “Atto d’accusa”.
Giani:”Unire persona e società”**
Le emozioni che non conosciamo, la capacità di riconoscerle, la
personalità che si impara crescendo sono solo alcuni elementi, fra i
tanti, che determinano il futuro, lo sviluppo della mente e la nostra
storia personale.
Come i rapporti affettivi, specie quelli che formano l’esperienza di vita
infantile, fanno parte di legami affettivi che trovano raramente la voce
per esprimersi con la necessaria sincerità e nei momenti giusti.
Di questo e molto altro parlano le pagine dei libri “Come nasce il
Destino” e “Atto d’accusa. Dovevo dirtelo mamma” scritti da Loris
Pinzani, psicoterapeuta e scrittore, presentati mercoledì 4 giugno a
Firenze nella sede della Giunta regionale toscana dall’autore assieme al
presidente Eugenio Giani, lo psicologo Igino Canestri ed il sociologo
Sandro Landucci.
“Due libri – spiega il presidente Giani – che sanno andare oltre la
nostra dimensione, fondamentale, di persone e tratteggiano gli elementi
essenziali di un comune vivere sociale dove il disagio, anche quello che
percepiamo meno e diamo quasi per scontato, diventa elemento di
riflessione. Per chi è chiamato ad amministrare e governare la cosa
pubblica è diventato sempre più necessario chiedersi quali sono i valori
sui quali intendiamo costruire il nostro agire politico, a quale tipo di
società pensiamo quando determiniamo le nostre priorità e come le nostre
scelte incidono sulla vita reale dei cittadini. Certe volte profonde
difficoltà individuali, quando interessano nello stesso modo molte
persone, diventano il segnale di un malessere sociale diffuso che diventa
rassegnazione, prevaricazione e violenza nei confronti dell’altro,
indifferenza o brutale istinto di sopravvivenza che cancella chi abbiamo
accanto: penso a salari inadeguati, condizioni familiari difficili,
disparità economiche sempre più evidenti, opportunità negate, differenze
sempre più marcate fra chi ha e chi no. Il compito della sociologia e
della psicologia è comprendere e curare, quello della politica è
riformare, rimuovendo le condizioni che possono trasformare le difficoltà
individuali in disagio collettivo e malessere sociale”.
“Due libri – spiega lo psicologo Igino Canestri – scritti da Loris
Pinzani in modo quasi complementare: Come nasce il destino, fornisce le
basi e il linguaggio per leggere e capire Atto d’accusa: il primo offre la
grammatica essenziale per comprendere gli elementi dell’inconscio della
vita interiore e la nostra tendenza a ripercorrere quello che abbiamo
sempre vissuto. Il secondo racconta, in forma narrativa, un aspetto
particolare di una famiglia particolare cogliendo alcuni aspetti che
descrivono in modo sintomatico le dinamiche affettive osservate in molte
altre forme di relazioni simili. il protagonista è un bambino vittima di
genitori disfunzionali, un padre e una madre diversamente violenti, che
trova nella scrittura una forma di salvezza e di riscatto”.
“Leggerlo – continua Canestri – è come attraversare una tempesta dove
l’ultima parola è di speranza. Avere il coraggio di pronunciare la parola
“mamma”, non signora, non madre, ma “mamma” dopo tutto il dolore e le
sofferenze inflitte, vuol dire che il bimbo considera il legame
inscindibile. Psicologi, psichiatri e psicoterapeuti non lavorano per per
dividere i figli dalle mamme ma per risolvere in modo positivo un rapporto
che è entusiasmante, che è dalla nascita. Può diventare poi un groviglio
di radici emotive che rende impossibile la vita a tutti e due. Il difficile
compito dell’analista è ricomporlo in maniera che l’ultima parola sia,
appunto, mamma”.
“La storia raccontata in “Atto di accusa” – conclude Loris Pinzani –
per chi vorrà leggerla ed entrare in questo argomento, è una storia come
ce ne sono tante, incredibilmente frequente. Non è affatto una rarità o
un caso unico. Per quanto incredibile, le storie devastanti esistono e
quando si dice che ognuno di noi ha un buon motivo per avere un buon motivo
significa questo: ognuno di noi ha la propria storia, il proprio peso da
portare, da trasportare, per cui non è una biografia di qualcuno, l’ho
precisato, nessuno deve sentirsi scritto o descritto in questo modo, ma la
biografia di tanti che non hanno potuto arrestare una deriva familiare che
entra nelle storie di molte persone, diventando poi questione sociale di
interesse generale quando arriva a generare, in molti casi, frutti
pericolosi”.