(AGENPARL) - Roma, 13 Maggio 2025(AGENPARL) – Tue 13 May 2025 Genova. Bonelli: diga da 1,3 miliardi di euro non è collaudabile, invierò
esposto alla Corte dei Conti
“Quello che avevo denunciato nelle interrogazioni parlamentari e negli
esposti sulla diga di Genova è diventato una triste realtà. L’opera da 1,3
miliardi di euro voluta dall’ex presidente della Regione Toti – che in una
conversazione telefonica si vantava con Spinelli di sapere chi avrebbe
vinto la gara, parlando esplicitamente di Salini della Webuild – e dal
commissario governativo Bucci, prima sindaco di Genova e oggi presidente
della Regione Liguria, non è collaudabile secondo la Commissione di
collaudo presieduta dal professor Giuseppe Sappa, docente di Ingegneria
dell’Università La Sapienza”.
Così in una nota Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa
Verde, che prosegue:
“È inammissibile che i pareri di organismi dello Stato come il CNR e l’ANAC
non siano stati recepiti dal governo. Il CNR aveva avvertito che la posa
dei cassoni sui fondali fangosi non era accompagnata da dati e studi
approfonditi, sottolineando che azioni antropiche – come la prevista posa
di 7 milioni di tonnellate di roccia e quasi cento cassoni in cemento
armato – possono determinare “l’accumulo di sedimenti e l’innesco di frane
in corrispondenza delle testate dei canyon”, come avvenne, ricorda il CNR,
a Gioia Tauro nel 1977 e a Nizza nel 1979.
L’ANAC aveva ammonito il governo sulle irregolarità in relazione al
progetto della nuova diga foranea di Genova, in particolare riguardo
all’appalto assegnato e alle anomalie nelle procedure seguite, nonché in
merito all’elevato costo e alla presunta mancanza di concorrenza.
Gravissimo è il fatto che il MASE abbia scelto di non considerare i rilievi
critici del CNR, rilievi oggi confermati dalla Commissione di collaudo.
Tanto che il viceministro delle Infrastrutture Rixi ha annunciato che i
cassoni già collocati dovranno essere sostituiti, con un extra-costo di
centinaia di milioni di euro.
Quello che sta accadendo nel nostro Paese è uno scandalo. Si realizzano
imponenti opere pubbliche esautorando gli organismi tecnici e scientifici
dello Stato, lasciando decidere le infrastrutture – che valgono decine di
miliardi – ai costruttori di queste stesse opere. È accaduto per la diga
foranea e sta accadendo per il Ponte sullo Stretto di Messina. Organismi
come ISPRA, Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, Autorità dei
Trasporti, CNR, ANAC sono stati non solo ignorati, ma messi a tacere. La
Commissione VIA del MASE è stata costruita sulla base dell’appartenenza
politica, e non secondo criteri scientifici.
La Direzione valutazione ambientale e la Commissione VIA si sono assunte
una responsabilità gravissima nel non aver considerato i rilievi del CNR.
Per queste ragioni invierò un esposto alla Procura Generale della Corte dei
Conti e presenterò la richiesta di riesame della VIA sulla base dell’esito
della Commissione di collaudo, che ha stabilito che l’opera non è
collaudabile”, conclude.
UFFICIO STAMPA EUROPA VERDE